La Valle
Leventina è
la valle formata del fiume Ticino da Bedretto fino
a Biasca.
Lungo il fondo valle si trovano i comuni di Airolo, Quinto con
le frazioni di Ambrì, Piotta,
Rodi (frazione di Prato
Leventina), Faido, Chiggiogna, Giornico, Bodio, Personico e
Pollegio. Oltre a questi insediamenti principali la
Valle Leventina comprende diversi centri abitati più
piccoli. Dal punto di vista orografico separa, nelle Alpi
Lepontine, il Massiccio
del San Gottardo a nord dalle Alpi
Ticinesi e del Verbano a sud. Attraverso il passo
del Campolungo è collegata alla valle Lavizzara.
A monte il fiume Ticino percorre la Val
Bedretto e a valle la Valle
Riviera. La zona conosciuta anche nell'antichità per la
caratteristica "punto di passaggio" per la presenza del
Passo del San Gottardo. In epoca romana furono altre le
vie preferite per superare le Alpi partendo
dalla Lombardia verso
nord; molto più utilizzati erano i valichi del Settimo,
del San
Bernardino e del
Lucomagno. In particolare per il trasporto delle merci,
il valico del Settimo e quello del Lucomagno erano dotate di
una strada carrabile, mentre il San Gottardo e il San
Bernardino potevano solo essere valicati a piedi o con muli.
Giacché un animale da soma trasporta circa un terzo di
quanto è possibile trasportare con un carro, per il
trasporto merci i percorsi via Settimo e Lucomagno erano
preferiti al Gottardo, sebbene la strada fosse lunga quasi
il doppio. Il San Gottardo, pur essendo il passaggio più
breve, presentava sia sul versante sud, con tre importanti
gole in Leventina, che sul versante nord, con la gola della
Schöllenen, degli ostacoli importanti e, in presenza di
cattivo tempo, molto difficilmente superabili. I Walser,
che nel XII
secolo erano giunti attraverso il Passo
della Furka in
Valle di Orsera (la valle urana che si trova a monte
della gola), con le loro notevoli capacità tecniche,
acquisite nella costruzione di strade e ponti in Vallese,
edificarono il primo ponte nella gola della Schöllenen,
chiamato ponte del diavolo e la Twärrenbrücke, una
passerella sospesa alla viva roccia, lunga una sessantina di
metri, che permetteva l'accesso al ponte che superava la Reuss.
Questa opera venne realizzata agli inizi del XIII secolo.
Con la realizzazione di questi manufatti il passo acquisì
per la prima volta importanza europea e fu determinante per
i destini delle popolazioni che popolavano i due versanti.
Il valico del Gottardo è citato nel Annales Stradenses,
guida per pellegrini che dal nord Europa vogliono
raggiungere Roma o
la Terrasanta,
redatta a metà del XIII secolo. Nel 1230 venne consacrata la
cappella dedicata a San Gottardo, posta sul valico,
dall'arcivescovo milanese Enrico
I da Settala. Assieme alla chiesetta venne edificato
anche un ospizio che, con quello presente al Monte
Ceneri retto dai Gerosolimitani,
quello di Santa Maria di Pollegio condotto
dagli Ordine
degli Umiliati e quello situato a nord del passo a Seedorf,
che apparteneva ai Lazzariti,
completava una adeguata rete di assistenza ai pellegrini e
viandanti. Le valli immediatamente a sud del passo si erano
già liberate da ogni sovranità di signori locali, siglando
nel 1182 il Patto
di Torre. Con quell'atto le comunità di Blenio e
Leventina si allearono e imposero la distruzione di tutti i
castelli che si trovavano sul loro territorio, ammettendo
come unica autorità quella della Chiesa. Bene dopo questa
breve introduzione diciamo qualche informazione sul
percorso. Il vecchio percorso che sale verso il passo è una
salita "Ciclista Classica" percorsa ogni anno da tantissimi
bikers. Non tutti sanno però che che proprio dal Passo del
San Gottardo che inizia il vero territorio per gli amanti
della "Mountain bike". Sarà possibile raggiungere
nuovamente Airolo, nostro punto di partenza, su un
bellissimo tracciato che aggira le montagne con splendidi
panorami sulla Valle Leventina e la Val Canaria. Il percorso
Medio/Impegnativo richiede certo una buona preparazione
senza però grosse difficoltà dal punto di vista tecnico. La
salita è lunga circa 15 km con una pendenza media dell'8%,
mentre la discesa verso Airolo, avviene su una strada
sterrata che fino all'Alpe Pontino non presenta nessuna
difficoltà, oltre questa località diviene un poco più
tecnica per via del fono sconnesso.
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