Il
Pasubio è un massiccio calcareo situato al confine fra le
province di Vicenza e
di Trento,
delimitato dalla Val
Leogra, Passo del Pian
delle Fugazze, Brandtal/Vallarsa,Laimtal/Val
Terragnolo, Passo
della Borcola, Val
Posina e Colle
Xomo. Congiunge le Piccole
Dolomiti all’Altopiano
di Folgaria. Parlare di quello che questo monte ha
contato per le sorti italiane, durante la prima guerra
mondiale (1915 - 1918), sarebbe troppo lungo e non
basterebbe certamente una pagina come questa per contenerlo.
Noi questa escursione la proponiamo, non solo per il lato
sportivo, ma anche e sopra tutto per quello storico. Certo,
non sarà facile percorrere un dislivello di oltre 1400 mt,
ma come al solito ci proveremo e sicuramente la meta la
raggiungeremo. Durante tutto il percorso incontreremo 30
cippi che ricordano i reparti che si sono valorosamente
distinti durante le operazioni militari. Dal 1922 il Pasubio
è stato dichiarato "Zona Monumentale" a ricordo di quanti
soldati hanno combattuto in questa zona. La strada
degli Eroi parte dal Pian delle Fugazze (1.162 s.l.m.) -
galleria d'Havet al rifugio Gen. Papa, sbocca alle Porte del
Pasubio (1.918 s.l.m.). Nel tratto a monte sono state
collocate le lapidi ricordo dei 15 decorati di Medaglia
d'Oro, della zona circostante, tra cui quelle dei trentini Cesare
Battisti, Damiano
Chiesa e Fabio
Filzi. Per estensione con il termine di Strada degli
Eroi ci si riferisce all'intera rotabile della Val Fieno,
che sale dal Pian
delle Fugazze (1162 m), al confine fra la provincia
di Vicenza e di Trento,
e arriva fino al Rifugio Papa (1928 m). La strada, chiusa al
traffico motorizzato (d'estate vi sono dei bus navetta che
fanno spola fra il Passo e la Galleria d'Havet), è lunga
nella sua interezza 10,6 chilometri, segnati da pietre
miliari che ogni chilometro danno la distanza dall'inizio.
Il fondo è naturale, tranne per alcuni tornanti asfaltati,
con un percorso tortuoso nella Val Fieno per salire con
pendenza piuttosto costante e mai particolarmente
impegnativa se non nel tratto finale prima della Galleria
d'Havet, lunga poche decine di metri, che permette di
passare nella Val Canale appena sotto il crinale dello spartiacque.
Durante il conflitto mondiale era solamente un sentiero e
venne in seguito allargata per permettere un comodo accesso
alla Zona Sacra, in alternativa della strada
degli Scarubbi in cui la neve permane molto più a lungo
a causa dell'esposizione a nord. Chiusa al traffico
motorizzato negli anni ottanta a causa della pericolosità
del tragitto soprattutto nel tratto finale, è oggi molto
frequentata dagli escursionisti sia a piedi che in mountain
bike. Rimane infatti una delle principali vie d'accesso alla
sommità del massiccio perché può essere percorsa anche da
chi ha poca confidenza con la montagna.
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