Percorsi
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Un'altra mattinata, fredda, che ci ha visto comunque
pedalare in Val Chiavenna. Su un sentiero lontano dal
traffico partendo da Novate Mezzola, abbiamo raggiunto
Piuro, prima di un piccolo incidente, ma nulla di grave, al
sottoscritto che ci ha costretto a ritornare al punto di
partenza. Un vero peccato perchè quest'oggi solo il contorno
delle cime innevate dava un tocco in più ad un'escursione
che da tutti e quattro i componenti del gruppo è stata
descritta come bellissima. Un grazie all'amico
Danilo, che
non pedalava con noi dal 4 aprile 2011 e un gradito rientro
quello di Claudio,
oltre naturalmente a Patrizio
che non manca davvero mai. Pier Si parte alle 8:00, da Lissone, dopo aver caricato le nostre mountain bike sul furgone di Patrizio. Destinazione di quest'oggi Novate Mezzola. Per arrivare al punto di ritrovo, previsto, percorriamo la SS36 del Lago di Como e dello dello Spluga in direzione Chiavenna. Quando arriviamo, con leggero ritardo sui tempi previsti, Danilo è già li in macchina (le temperature sono davvero basse anche se sono le 9 passate) ad aspettarci. Quest'oggi record minimo di partecipazione alle escursioni, ma tutto è dovuto al freddo ed alla distanza da percorrere in auto. Scaricate le nostre mountain bike e verificate si parte. Usciti dal parcheggio, prima di iniziare la nostra escursione tappa d'obbligo è il Bar Bif poco distante dove ci beviamo un buon caffè accompagnato da brioches al cioccolato, il tutto offerto da Claudio (grazie Claudio...). Ci rimettiamo in sella e attraversiamo la Statale SS36 per prendere il sottopasso ferroviario dove con un bel rettilineo arriviamo nella piccola frazione di Giumello (frazione di Samolaco). Proseguiamo su una stradina asfaltata, ma con il fondo abbastanza gelato, fino a passare fra un gruppo di case e deviare poi a destra in direzione Giumellasco. Lasciamo anche questa deviazione e seguendo i cartelli della ciclovia della Val Chiavenna proseguiamo su stradina asfaltata costeggiando il fiume Mera. dopo 5 km raggiungiamo Samolaco, che però lasciamo alla nostra sinistra al di la del fiume. L'ombra nella valle intanto ha lasciato spazio ad un bel sole ed in breve le temperature salgono. Pedaliamo, così, lontano dalle auto su una bellissima stradina asfaltata e raggiungiamo l'incrocio nei pressi di Begogna. Breve sosta per toglierci qualche indumento e poi si riparte. Davanti a noi una nuovissima stradina ciclo pedonale, alla nostra destra le indicazioni per Chiavenna. Non avendo mai seguito questo tratto, aperto da pochissimo tempo decidiamo di proseguire sempre diritto. La strada è un rettilineo asfaltato che davanti a noi sembra non avere mai fine, dove il transito è però è consentito solamente ai pedoni e o ciclisti. Dopo questo bel rettilineo decidiamo di lasciare l'asfalto e di immetterci su una sterrata che, secondo le indicazioni porta a Chiavenna. Dopo pochi metri siamo in mezzo ad un campo dove il sentiero è appena tracciato e fortunatamente per noi, non molto distante, ci sono le indicazioni della ciclovia. Siamo andati troppo avanti rispetto al tracciato originale e quindi dopo esserci rimessi sulla stradina dobbiamo ritornare un poco indietro verso la frazione Pizzo di Prata Camportaccio. Riprendiamo per pochi metri la SS36 dove alla rotonda giriamo a sinistra in Via Monica e ritorniamo a seguire l'itinerario iniziale. Qui la strada inizia a salire, sempre leggermente e dopo aver superato il sottopasso ferroviario raggiungiamo le prime case di del comune. Dopo due tornantini prendiamo Via Berzo e proseguiamo sempre in salita fino a raggiungere il ponte che attraversa il Mera su strada sterrata passando su una stradina da favola. Giriamo a sinistra, dopo il ponte, prendendo la stradina che sale leggermente e teniamo la destra al tornante per proseguire, sempre in salita, sino al bivio con Via G. Carducci che in leggera discesa entra nelle stradine della ciclovia anche qui ben segnalata. Dopo una breve visita a Via dei Crotti (qui ci sono dei Crotti originali molto ben curati) ripartiamo, non prima però di aver scattato qualche fotografia. Le indicazioni ci portano nuovamente verso la stazione di Prata Camportaccio che lasciamo alla nostra sinistra per iniziare un bel tratto di ciclabile verso la frazione Tanno e proseguire poi, seguendo un tratto della linea ferroviaria, verso la stazione di Chiavenna. Entriamo nel centro di Chiavenna nei pressi di Piazza Castello che, una volta raggiunta, attraversiamo tenendo la destra per seguire Via Maurizio Quadrio dove al bivio teniamo sempre la destra e seguendo i cartelli prendiamo Via Poiatengo. Una bella stradina ci porta verso uno degli ingressi del Parco delle Marmitte dei Giganti e qui facciamo una sosta perchè Claudio e gli altri vogliono dare un'occhiata a queste bellissime e curiose grandi cavità create dal vorticare delle acque di fusione degli antichi ghiacciai una volta presenti nella zona. Rimango solo io a terra per controllare i nostri mezzi ed intanto il tempo sta leggermente cambiando. Il bellissimo sole ha lasciato spazio a qualche nuvolone che riporta l'ombra nella valle e il freddo ricomincia. Poco dopo arriva Patrizio e non passano nemmeno pochi minuti ecco sia Claudio che Danilo ridiscendere dal sentiero imprecando perchè non sono riusciti a vedere nemmeno una di queste marmitte. Ripartiamo e da questo punto siamo in Val Bregaglia. Seguiamo la strada comunale Poiatengo-Prosto e dopo aver attraversato il fiume sul ponte in fianco alla chiesa di Piuro passiamo proprio vicino alla SS37 ,Strada statale del Maloja, ma non la seguiamo perchè evidenti cartelli ci indicano di proseguire alla nostra destra. Poco dopo, con temperature che rasentano gli zero gradi raggiungiamo la Frazione Borgonuovo di Piuro e dopo aver chiesto indicazioni si riparte. Purtroppo qui termina la nostra escursione perchè c'è di mezzo la mia caduta, fortuita, ma che ha avuto la conseguenza di picchiare duro con la scapola contro un paletto di ferro di una recinzione (per via del ghiaccio sull'asfalto e da un improvviso colpo di vento che mi ha girato il manubrio della mia mountain bike) e che non mi ha consentito di proseguire per il forte dolore che sentivo all'articolazione del braccio. Dopo alcuni momenti di ripresa delle forze e della verifica se potessi ancora pedalare ricominciamo il ritorno verso Novate Mezzola. Devo essere sincero, il tratto era per lo più in discesa, ma quando c'erano dei brevi strappi il dolore era davvero forte e qualche volta ho dovuto scendere di sella. Voglio comunque ringraziare tutti gli amici presenti quest'oggi che si sono prodigati non poco nello starmi vicino e di darmi sempre dei buoni consigli che ho seguito fino al termine della nostra pedalata e senza di loro non so se sarei riuscito a tornare al punto di partenza. Sarà per la prossima volta, magari in un periodo meno freddo o primaverile così da riuscire a vedere gli stessi paesaggi con altri colori. Però non mancate di seguire le nostre escursioni perchè anche per la prossima domenica in programma ci sarà una nuova escursione sui terreni della Brianza. |
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