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Percorsi

19 Dicembre 2010 - NO MUD NO GLORY
Note sul percorso
Lunghezza complessiva 30,5 Km
Vertical Up 555 Vertical Down 561
Tempo impiegato 3 H 40 min (2 ore 50 min, tempo “pedalato”)
Fondo Asfalto ghiacciato, Sterrato innevato, Sentiero innevato
Impegno fisico Impegnativo (per le condizioni del fondo)
Tecnica Impegnativo condizioni odierne, Facile con condizioni meteo favorevoli
Panorama Primo tratto della dorsale del Triangolo Lariano (evidenti Bollettone e Palanzone), catena prealpina Grigne, Resegone, e Val Cava.
Da vedere sul percorso le cascine del Parco, le rogge ed i fontanili della Riserva Naturale Fontana del Gercio, il Lago ed il lido di Montorfano
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata  
Non siamo nella steppa siberiana, ma poco lontano da Milano e precisamente a Carugo, dove l'amico Massimo unico presente all'escursione odierna ha scattato queste bellissime foto del Parco della Brughiera Briantea. Un grazie ancora al Massi per la sua grande passione e per i magnifici scatti che ci regala sempre. Questa è l'ultima escursione dell'anno dei GMPbike, ma siamo già proiettati ad un 2011 pieno di nuovi itinerari e per questo oltre a visualizzare le pagine Percorsi vi invitiamo a guardare quella del Prossimamente.

Dopo il record stagionale (per un pelo eravamo ancora in Autunno) di presenze (18) registrato in occasione dell’ uscita precedente, eccoci pronti per un’altra Domenica dalle preannunciate temperature polari. Conoscendo la tempra delle GMPgirls e dei GMPbiker ma anche la loro fede calcistica, posso pensare che non sia stato il freddo a far desistere una sparuta minoranza di loro, quanto i bagordi seguiti alla conquista della Coppa Intercontinentale di Club, vinta dall’Internazionale F.C. di Milano. Quindi, mancanti all’appello gli interisti per la ragione sopradescritta ed i milanisti per la “carogna” che avevano dopo aver visto i cugini centrare la “cinquina”, mi sono ritrovato solo con gli agnostici, calcisticamente parlando, cioè io me medesimo e Rejo Agung, che in Italia per il Capodanno indonesiano (un mese circa prima di quello cristiano), ha colto l’occasione per pedalare con noi del GMPbike, andando così ad affiancare Dejan, Marin e Dimitry ed ampliando così la schiera degli “stranieri” che militano nella nostra squadra, militante nel campionato brianzolo amatori MTB. Certo a differenza di Dejan, Marin e Dimitry che sono abitutati alla neve ed al freddo, Rejo era un po’ meno a suo agio davanti alla distesa bianca, che Domenica scorsa ammantava il paesaggio, ma superato il primo attimo di smarrimento e indossato un paio di pantaloni lunghi che avevo in auto (era arrivato credendo che in Italia ci fosse in sole anche a Dicembre), Rejo ha dimostrato insospettabili doti di pedalatore anche alle nostre latitudini. Tornando alla nostra uscita, vi ricordo che il “titolo” era “Parco della Brughiera Briantea – No mud, no glory”. Anticipo che di mud ne abbiamo visto poco se non nella sua forma più perniciosa: fango con solchi profondi (anche 10-15cnn) gelato e coperto di neve, difficilmente distinguibile ed altrettanto difficilmente pedalabile. Quindi dopo le presentazioni e le verifiche del caso (pressione gomme e check viveri, camere d’aria, bombolette varie ...) siamo entrati immediatamente nel Parco della Brughiera Briantea; dal piazzale del Camposanto di Carugo si tiene sulla dx il muro di cinta dello stesso e si prosegue in leggera discesa per meno di 50 mt. Sulla sx individuerete un sentiero – transennato all’inizio ed alla fine -, buttatevi dentro e in fondo girate a dx. Vi troverete su una ampia strada a fondo sterrato (attenzione al transito veicolare); proseguite sino ad arrivare ad un ampio spiazzo (parcheggio). Da questo punto, tra i più a est del Parco, si diramano almeno 3 dei principali sentieri che lo attraversano. Il 14 (che dopo Olgelasca diventa 15) che percorre la Val di Brenna, il 16 “basso” che si sviluppa lungo la riserva naturale della Fontana del Guercio ed il 16 “alto” che passa dalla Cascina Sant’Ambrogio. Decidiamo (o meglio decido perchè Rejo non è mai stato da queste parti) di percorrere il n. 14; superiamo il piccolo ponte sotto cui scorre la roggia Borromeo e saliamo a sx (il sentiero che si stacca a dx è il 16 “basso” che percorreremo al ritorno) dirigendoci verso la fabbrica del fango meglio e più correttamente conosciuta, come Valle di Brenna. E’ ancora nei ricordi di ogni GMPbiker (di quelli che c’erano) un’uscita del 14 marzo corso dopo la quale abbiamo sottoscritto una petizione popolare per cambiare il nome del Parco in .. della palude briantea. Questa volta, complice la neve, del fango nessun avvistamento; purtroppo il fango non si vede ma c’è ed è ancor peggio. Proviamo a pedalare per un centinaio di metri ma, e dopo aver visto la faccia di Rejo, decido quasi subito di tornare indietro e di percorrere il sentiero 16 alto. Riguadagnata la sponda alta (a dx c’è una piccola chiusa) giriamo a sx in salita verso la Cascina Sant’Ambrogio, dove arriviamo dopo aver superato un “locale” che sta provando un paio di ciaspole da lui apostrofate con “chi robb chee”. Dopo una breve sosta nel nucleo della Cascina dove è presente una bellissima Cappelletta recentemente riaffrescata, oltrepassiamo una catena e proseguiamo ”alti”, tenendo la Valle di Brenna alla nostra sx. In fondo alla radura si scende e subito dopo si supera un ponticello. Rejo pedala abbastanza agevolmente e sembra molto sorpreso di riuscire a farlo su un fondo innevato. Proseguiamo con qualche saliscendi lungo la traccia più evidente ed in breve arriviamo a toccare l’asfalto, all’altezza della Cascina Meroni. Qui prendiamo a dx e seguiamo la strada asfaltata sino a che, dopo una curva verso dx, si “apre” un prato, alla nostra sinistra. Ci immettiamo nel prato e pedalando lungo il margine del bosco, in poco tempo ci si trova all’inizio di una discesa in una valletta. Percorrendola, ci troveremo nella Val Sorda, sul sentiero 16 “basso” più o meno all’altezza della Testa del Nan. Qui in piano, costeggiando alla dx alcuni capannoni, si incrocia la strada che scende da Brenna (fate molta attenzione ai veicoli che provengono da dx e, se siete in gruppo,mandate un compagno dall’altra parte - dove la visibilità è maggiore – a regolare il vostro attraversamento) Superato l’asfalto ci si immette su un largo sentiero pianeggiante che prosegue per poco più di un chilometro, percorso il quale il sentiero sale leggermente e conduce ad un ponte sopra la ferrovia Monza - Oggiono – Lecco. Giunti sul ponte ci prendiamo alcuni minuti per riposarci un attimo: Ripartiamo a sx, pedalando con la ferrovia alla nostra sx. Attraversiamo la strada in corrispondenza di un passaggio livello e sempre con i binari a sx ci addentriamo di nuovo in “fuoristrada”, percorrendo l’evidente tracciato che in fondo piega a dx. Da qui, si vede chiaramente il santuario di Rogoredo, verso il quale ci dirigiamo idealmente. Usciti sull’asfalto, pieghiamo decisamente a sx iniziando una breve salita. Arrivati in cima giriamo a sx (attenzione al traffico veicolare) e ci portiamo in breve in piano e dopo un centinaio di metri, voltiamo a dx nell’ampia strada che porta a Verzago. Attraversiamo l’abitato girando a sx allo stop e proseguendo in discesa su asfalto. Tagliamo a metà il tornante e ci immettiamo in una sterrata, tenendo la sx alla prima deviazione e la dx alla seconda, dirigendoci così verso l’azienda Agrituristica La Cascinazza. Giunti in prossimità del bell’edificio, giriamo intorno all’edificio in senso orario e, dopo poche decine di metri, giriamo a sx (ormai siamo nel bosco); si prosegue nel bosco facendo un po’ di fatica per la presenza della neve sopra un fondo non sempre regolare e, dopo esserne usciti, alla prima diramazione si volta a dx ed in breve si torna sull’asfalto, voltando a dx in via Molino. Proseguiamo per meno di 50 metro , dove la strada curca a dx, noi “buchiamo” la curva andando dritti, collegandoci così al viale di cipressi che porta al cimitero di Montorfano, prendendo la direzione opposta a quella del Camposanto. Dalla faccia di Rejo capisco che non è particolarmente contento di pedalare vicino alle tombe (mi confesserà che la sua religione ha il massimo rispetto per le anime defunte e che, l’aver fissato come punto di ritrovo il Cimitero di Carugo, non è sicuramente di buon auspicio. Velocemente percorriamo il viale delle Rimembranze e raggiungiamo la strada che costeggia il lago. Giriamo a sx e pochi metri dopo, prendiamo a dx, in direzione del Lido di Montorfano dove giungiamo in breve. Siamo giunti a metà del percorso da dove ripartiremo per il ritorno verso Carugo; Rejo mi sembra abbastanza provato dai 15 chilometri nella neve, ciò nonostante mi sprona a ripartire, forse anche per non raffreddarsi ulteriormente. Questa volta non ripercorreremo a ritroso l’itinerario di andata ma ne faremo uno completamente diverso, che “ricalca” completamente il sentiero ciclo-pedonale Montorfano Meda, sempre ben segnalato . Tenendo (alla ns. sx) la rete di recinzione del Golf Club, ci si porta “sopra” il lago sino a raggiungere un punto in cui la recinzione si stacca a sx dal sentiero in cui stiamo pedalando. Anche noi giriamo a sx (cartelli Meda – Montorfano) e tenendo la recinzione a sx iniziamo a salire su un tratto in cui le radici affioranti e la presenza della neve, rendono tecnicamente impegnativa la pedalata. Subito dopo essere arrivati in “cima”, ci aspetta un breve tratto di discesa abbastanza divertente ed un tratto abbastanza pianeggiante alla fine del quale, decidiamo di fermarci in corrispondenza di un’area pic-nic attrezzata con tavoli e panche. Con mia enorme sorpresa, mentre io sto addentando una barretta proteica, Rejo estrae dal suo zaino un contenitore con una abbondante porzione di Nasi Goreng (piatto tradizionale indonesiano a base di riso e verdure stufate e saltate in padella) e inizia a mangiarlo. Poco dopo estrae dallo zaino (modello Eta Beta) anche un thermos e mi offre una tazza di te fumante, che accetto con piacere vista la temperatura. Dopo questa breve pausa, ripartiamo piegando a sx (rispetto alla nostra direzione d’arrivo) nel bosco ed in leggera salita, in pochi minuti, ritorniamo sull’asfalto in prossimità di Capiago e proseguiamo per la frazione di Castelletto. All’entrata dell’abitato, prima di un bell’edificio di color mattone, giriamo a sx ed individuiamo le onnipresenti indicazioni del percorso Montorfano – Meda. Il tratto rettilineo che segue, consente una facile pedalata e, dopo aver attraversato Via Montorfano, arriviamo alla Cascina Inghirollo. Tenendola a sx, prendiamo la strada che parte a dx in leggera discesa, compiamo un arco verso destra e poi giriamo verso sx. Percorsi alcuni metri giriamo ancora a dx – su asfalto - in direzione Cascina Pelada e raggiuntala, entriamo nel parcheggio e ne usciamo tenendo sempre la destra. Rejo, complice lo spuntino, sembra aver riacquistato le forze; pedaliamo velocemente nel bosco verso la Cascina San Giuliano che troviamo alla ns dx, non appena usciamo all’aperto. Un breve tratto in discesa ed incrociamo la “via per Alzate”; qui giriamo a sx e percorriamo poco meno di cento metri dopo di che, in corrispondenza dell’immancabile segnavia, giriamo a dx e ritorniamo in “fuoristrada”. A tratti costeggiando ed in altri ci allontaniamo dal torrente Robbia, sottopassiamo la linea ferroviaria percorrendo un breve tunnel, dalla cui volta scendono delle suggestive stalattiti di ghiaccio. Vista la sorpresa di Rejo per l’assoluta novità (ma quando mai vedrà dei “candelotti” di ghiaccio a Giava), ci prendiamo qualche minuto per scattare alcune fotografie. Ripartiamo verso Olgelasca, per quello che, pur essendo un breve tratto (2-3 km), sarà uno dei più impegnativi. Qui la traccia non sempre è evidente e qualche attraversamento del torrente rallenta l’andatura già discretamente difficoltosa a causa dei numerosi solchi ghiacciati che movimentano il fondo. E’ quindi con grande gioia che arriviamo in vista della Chiesetta di Sant’Adriano, che ci conferma che stiamo giungendo ad Olgelasca. Dico (mentendo un po’) a Rejo che siamo quasi arrivati. All’unico semaforo del paese, giriamo a sx in direzione di Brenna. Un po’ di asfalto fa bene alla ns. schiena ed in breve scendiamo e risaliamo sull’altro versante della valle. In cima giriamo a dx e poi a sx e poi ancor a dx seguendo il flusso del poco traffico veicolare presente. A metà del breve rettilineo, prima che, dopo un tornante la strada inizi a scendere, noi ci immettiamo a dx dirigendoci verso Pozzolo, ricongiungendoci, all’altezza della Cascina Moroni, ad un tratto già percorso all’andata. Arrivati di fronte alla Cascina Moroni, stando sull’asfalto, giriamo infatti a sx, e seguiamo la strada che curva a dx e poi, in discesa ci porta all’entrata nord della Riserva del Guercio. Qui entriamo a dx su un sentiero, dapprima stretto e poi, via via, sempre più largo che passando tra i tipici fontanili (coperti dalla neve o gelati) ci riporta in pochissimo tempo al ponticello sulla roggia Borromeo. Giriamo a sx e poi, seguendo l’ampia sterrata dopo un centinaio di metri, in corrispondenza della catena che abbiamo già oltrepassato in discesa, questa volta ci immettiamo a sx in salita in una valletta percorrendola sino all’altra catena, che eviteremo passando alla sua destra. Tornati sull’asfalto, giriamo a dx e in pochi metri raggiungiamo il parcheggio del Camposanto di Carugo, da dove siamo partiti circa 3 ore fa, anche ma soddisfatti di avercela fatta anche questa volta. Bilancio dell’uscita decisamente positivo; il fondo e le condizioni climatiche non ci hanno fatto desistere dal prender ela nostra MTB ed alla fine del percorso ne siamo più che mai convinti. Grande avvenimento la presenza di Rejo che, dopo aver tentato alcune volte, questa Domenica ce l’ha fatta ed è entrato a far parte dei GMPbiker. Anche se so che sarà molto difficile che possa ripetersi, ti aspettiamo per pedalare ancora insieme. Concludo, facendo i complimenti a nome del gruppo GMPbike, alle persone/associazioni che ne sono responsabili del tracciato e delle segnalazioni poste lungo il sentiero ciclopedonale Meda- Montorfano; si tratta di un rarissimo esempio italiano di cosa ben fatta, nel mondo dei percorsi ciclabili. Bravi il movimento ciclistico ha bisogno di persone come voi. Bene spero che le indicazioni contenute nella presente relazione, al netto di tutte le quisquiglie che ho scritto, vi consentano di percorrere l’itinerario descritto con la stessa soddisfazione che abbiamo avuto io e Rejo. Buona pedalata a tutti.
 
GMPbike Parco della Brughiera Briantea e lago di Montorfano at EveryTrail