| Note sul
percorso |
|
Lunghezza complessiva |
68 KM |
|
Dislivello superato |
3.663 mt |
|
Tempo impiegato |
9h |
| Pendenza massima in salita |
28,5% |
| Pendenza massima in discesa |
28,3% |
| Fondo |
asfalto (15%) sterrato/ghiaia (55%), fondo compatto
(30%) |
| Impegno fisico |
DIFFICILE |
| Tecnica |
DIFFICILE |
| Panorama |
Gruppo del Sella, Passo Pordoi, Passo Sella
e Passo Gardena, Sassolungo, Sassopiatto etc... |
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle
nostre escursioni è stato inserito sul
portale
TurboLince.com |
|
| Da
vedere sul percorso |
Selva di Val Gardena: Gruppi
montuosi Stevia, Cir, Gruppo del Sella, Gruppo del
Sassolungo. Colfosco: Parco
naturale Puez Odle. Arabba: Passo
Pordoi. Canazei: Val di Fassa. |
|
Informazioni Turistiche |
- |
|
Info Meteo della giornata |

Soleggiato |

Poco Nuvoloso |

Poco Nuvoloso |
|
|
La partenza è fissata per le 8:00 a
Plan de Gralba, nei pressi del Garnì Wolf, dove abbiamo
pernottato. Alle 7:45 si presenta Tony,
la Guida (Accademia
Italiana di Mountain Bike) che ci accompagnerà nel "Sella
Ronda MTB Track Tour". Dopo le
presentazioni, il "briefing" ed un rapido controllo
sull'efficienza dei mezzi e sulla attrezzatura di ciascuno
dei componenti del ns. gruppo, partiamo, in discesa, alla
volta di Selva
di Val Gardena Subito dopo la partenza, Pier ha un
guasto al suo mezzo - purtroppo non riparabile in breve
tempo - e a malincuore decide di ritornare indietro
invitandoci a proseguire senza di lui. Dispiaciuti per
l'assenza dell'amico, ripartiamo e raggiungiamo l'abitato
percorrendo in discesa su fondo sterrato i primi metri del
nostro "giro". Giunti in paese, prendiamo la strada che sale
a destra in direzione della partenza della telecabina Dantercepies,
che raggiungiamo in pochi minuti, alla fine di una salita
che da la sveglia ai nostri muscoli addormentati. Il tempo
per qualche foto, facciamo i biglietti e subito sulle
gondole che salgono verso la stazione a monte dell'impianto.
A quota 2.298 facciamo le ultime verifiche, ci contiamo
(siamo in 6: Alberto, Enrico, Gianfranco, Giorgio,
Massimo e Severo),
abbassiamo la sella ed iniziamo la discesa su fondo ghiaioso
in direzione di Passo
Gardena. Raggiungiamo il Passo e passando sotto la
Statale
SP 243 ed
iniziamo a scendere su un single track abbastanza tecnico,
su fondo di pietre con qualche tornante stretto. Superiamo
una zona adibita a parcheggio da dove partono numerosi
"climbers" e ci re immettiamo su una larga sterrata che ci
porterà a Corvara.
Nel tratto che conduce al paese, trovo il tempo di cadere
procurandomi una bella abrasione cutanea. Il tempo di
rassicurare i compagni e di medicare le ferite - nulla di
grave - e ripartiamo giungendo in prossimità di Colfosco;
copriamo le ultime centinaia di metri su sterrato, poi
prendiamo l'asfalto e raggiungiamo la partenza della
telecabina Col Alt che da Corvara ci
porta a quota 1.965 mt. Scartiamo l'ipotesi di utilizzare un
altro mezzo di risalita e partiamo in discesa (per pochi
metri) verso Malga Bioch. Il panorama è spettacolare ed
l'onnipresente Gruppo
del Sella con la sua maestosità ci da la sensazione di
pedalare nel cielo. Il primo tatto si svolge su terreno
aperto. Subito dopo entriamo in una macchia di vegetazione
che ci ripara dal sole, dove il sentiero si inerpica
rapidamente alterando tratti ciclabili ad altri, in cui i
gradini di alcune scalette, impediscono ai più di stare in
sella. Giungiamo in cima alla breve rampa e risaliamo sulle
ns. MTB, per affrontare un breve discesa. Giunti al suo
termine, ripartiamo a pedalare in salita: il tratto è molto
bello e si svolge quasi interamente su single track con
fondo compatto; qualche radice aumenta il tasso tecnico.
Usciti dal bosco affrontiamo il tratto con maggior pendenza
di tutto i tour: in pieno sole, saliamo - o meglio tentiamo
di salita - una rampa di circa 150 metri con una pendenza
massima di circa 28% e con una media superiore al 14%-15%.
La maggior parte di noi scende per poi risalire per brevi
tratti. La salita ha il pregio di ricompattare il gruppo e
ripartiamo insieme alla volta della Baita Pralongia che
raggiungiamo dopo pochi minuti. Sono le 11:00 e ci fermiamo,
nei pressi di una cappelletta, situata vicino alla Baita per
la prima pausa della giornata. Il "tempo tiene" e quanto
visto fin qui, soddisfa e supera le nostre aspettative. Dopo
la breve pausa ripartiamo sotto i piloni di una seggiovia ed
in breve, ci portiamo su terreno aperto in mezzo a bei prati
fioriti; ci accorgiamo quasi subito di essere andati "per
margherite" ,ed in breve riconquistiamo la sterrata che
porta al
Passo di Campolongo. Purtroppo in prossimità della Baita
La Marmotta (poco sotto Pralongia), io e Giorgio,
perdiamo contatto con il gruppo e con Severo che ci seguiva.
Dopo aver preso la sterrata in discesa davanti a noi,
ritorniamo sui ns. passi e scendiamo seguendo le
indicazioni Arabba.
Scendiamo su un ampia sterrata e poco dopo incontriamo
Severo che si era fermato a sua volta. Contattiamo
telefonicamente gli altri e, saputo che hanno preso un'altro
sentiero, decidiamo di perseguire verso Cherz e di
raggiungere Arabba (Rèba in ladino) pedalando su asfalto nel
lungo valle per un paio di chilometri. Giungiamo in paese
intorno alle 12:00 e quindi con la possibilità di salire
a Porta Vescovo prima della pausa di esercizio della
funivia. Poco dopo giungono anche gli altri - Toni la ns.
guida, Gianfranco, Enrico ed Alberto - che sono scesi verso
Campolongo. Attendiamo la corsa successiva (ci sono già 25
MTB "prima" di noi) e durante la salita con la funivia, ci
godiamo il panorama della Marmolada che
si staglia di fronte a noi. Arrivati in cima a quota 2.478,
ci prendiamo il tempo per la foto ufficiale con lo sfondo
della di questa bellissima montagna. L'affollamento estivo
del sentiero - tra le altre cose esposto in alcuni punti -
ci fa desistere dal percorrere il
Pian del Pane. Ripartiamo in discesa scendendo, su
ampia sterrata, in ripido pendio iniziale della pista "Porta
Vescovo". Ci abbassiamo un centinaio di metri e
prendiamo a sinistra, rimanendo su fondo sterrato: dopo un
chilometro circa, l'ambiente cambia e pedaliamo su un single
track divertente che con saliscendi e qualche passaggio
tecnico, ci porta a congiungerci con la strada che
da Arabba sale al
Passo Pordoi. Usciamo sull'asfalto all'altezza della Baita
Lezuo e incominciamo pedalare in direzione del
Passo. Adesso pedaliamo tra ciclisti (BdC), bikers,
automobili, pullman giungiamo a Passo Pordoi in pochi minuti
e ci concediamo la meritata pausa pranzo; mancano 10 minuti
alle 15:00. Le condizioni meteo sembrano "tenere" anche se
il temporale pomeridiano è sempre in agguato. La - scarsa -
probabilità di un temporale, ci fornisce l'alibi per
decidere come raggiungere il Passo Sella: scendere su
asfalto verso
Canazei/Campitello per
poi risalire con la Funivia al Col
Rodella o farla su strada con le nostre gambe ?
Scegliamo … la prima che ho scritto. La discesa dal Passo,
anche se si svolge su asfalto, ci regala delle belle
sensazioni e qualche brivido per la velocità e per i
sorpassi che effettuiamo ai "danni" degli automobilisti che,
soprattutto sui tornanti, sono meno veloci di noi. Giunti
sul fondovalle, attraversiamo l'abitato di Canazei,
e senza prendere la bella ciclabile che si sviluppa
sull'altro lato della valle, ci dirigiamo verso Campitello
di Fassa percorrendo la Statale
SS48 . Saliamo in funivia al Col
Rodella e da qui, iniziamo la discesa verso il Passo
Sella; anche in questo tratto il sentiero è ampio e
assai frequentato da escursionisti. Raggiungiamo il Passo e
ci immettiamo a sinistra verso la "Città
dei Sassi", una zona caratterizzata da grossi massi
calcarei che danno un aspetto "lunare". Pedaliamo facendo
molta attenzione ai numerosi pedoni e ad un paio di
sbarramenti per mucche al pascolo - fili orizzontali -
abbastanza pericolosi per i ciclisti in quanto non sempre
visibili. Giungiamo in pochi minuti al Rifugio
Comici, posto alla base del Sassolungo.
Siamo ormai in vista di Selva e
di Plan de Gralba dove terminerà il nostro tour odierno.
Il tempo per il bicchiere della staffa all'open Bar vicino
al Comici e poi ripartiamo tenendo la destra su un sentiero
dapprima stretto e dal fondo compatto che diventa poi più
ampio e con fondo ghiaioso. Superiamo un cancello "blocca
mucche" ed eccoci in discesa verso
Plan de Gralba, che ormai vediamo poco più a valle.
Dopo aver "tagliato" il sentiero scendendo per prati,
percorriamo l'ultimo tratto della discesa, sul tracciato
della pista da sci ed arriviamo a Plan. Ci manca solo da
superare un piccolo corso d'acqua e lo facciamo passando
sopra ad uno stretto ponticello. Subito dopo, mi fermo un
attimo per fotografare una Klein
Rascal (omaggio per Roberto
Seregni). In meno di un minuto, raggiungo il Garni
Wolf dove i compagni mi hanno preceduto; purtroppo il Sella
Ronda è terminato. Prima di ritornare alla proprie
abitazioni (Alberto, Enrico e Severo si fermeranno a Plan de
Gralba ) è il tempo della bevuta celebrativa; scorrono fiumi
("in secca" visto che dobbiamo guidare) di birra e …
gazzosa. Saluti e ringraziamenti a Tony e
si parte. Alla prossima.
|