Un grazie ai nuovi arrivi, gli amici di
GMPbike, Jacopo,
Antonello, Francesco e Luca per
la bellissima mattinata passata in compagnia. Ritrovo
all'alba (poco più in là) sono circa le 7:00 quando arrivo
al punto di ritrovo di Lissone,
Via Cilea, dove stranamente non c'è ancora nessuno. Passano
però solo pochissimi minuti ed ecco
Gianfranco, seguito a ruota dal Gas, Max e Roberto.
Breve conciliabolo e guardiamo l'orologio, sono passate da
qualche minuto le 7:00 e si parte. Sappiamo già che ad
aspettarci a Erba ci saranno
Gianni, Walter, Vittorio e Claudio.
L'orario di ritrovo a
Erba è fissato per le 7:45, ma noi arriviamo molto prima
e abbiamo tutto il tempo di scaricare le nostre mountain
bike e controllare che tutto sia perfettamente in ordine.
C'è qualche minuto di ritardo nell'arrivo dei nuovi amici di
quest'oggi, ma poi alle 8:15 circa si parte. Uscendo dal
parcheggio della stazione di giriamo a sinistra per
raggiungere subito la grossa rotonda con Viale Libertà. La
attraversiamo proseguendo diritto per Via Lecco dove
raggiunta l'altra rotonda giriamo a sinistra per prendere
Via Vallassina che leggermente in salita fino a raggiungere
l'altra rotonda da dove la strada inizia a salire un poco di
più e dove raggiungiamo
Longone al Segrino. Dopo due ampi tornanti ed un'ampia
curva che gira leggermente a destra arriviamo in Via Armando
Diaz seguendo sempre la strada provinciale
SP41 passiamo, proseguendo sempre diritto
altre due rotonde fino a raggiungere il bivio di
Eupilio dove giriamo a destra per arrivare presso le
sponde del Lido del
Lago del Segrino. Dopo una breve conta, per controllare
che tutti gli amici siano presenti ripartiamo proseguendo
per Via Panigatti. Raggiungiamo un'altra rotonda, l'ultima
della mattinata, e proseguiamo diritto. Qui dopo una leggera
discesa la strada appena passate le prime case inizia subito
a salire con una pendenza media tra il 7 e il 10%. In pochi
km si passa dall'altitudine del Lago
del Segrino posta a 380 Mt s.l.m. ai 504 metri della
Cascina Pozorello, dove c'è il primo break della giornata.
La giornata è afosa, e l'umidità nonostante la leggera
altitudine si fa sentire e si inizia a sudare. Quasi tutti
togliamo il caschetto, (teoricamente in salita non dovrebbe
servire) e ripartiamo. Il gruppo si sgrana quasi subito, il
passo è diverso per tutti e dopo aver percorso un'altro
tratto con pendenza superiore al 10% arriviamo all'Alpe
Carella, dove c'è la barriera chiusa a transito delle
auto. Siamo circa a metà percorso ma ci rimane forse il
tratto più duro della giornata perchè da qui in avanti non
avremo più, o quasi, la copertura delle piante e tutto il
tratto sarà al sole. Personalmente forse a quest'escursione
non avrei dovuto partecipare, ma il richiamo delle mountain
bike è troppo e quindi nonostante il mal di schiena pedalo
con l'amico Gas (che devo ringraziare davvero tanto) che non
mi ha mai lasciato per un attimo solo. In poco più di 2,5 Km
si sale dai 650 mt dell'Alpe Carella
ai 965 mt dell'Alpe Fusi, poi
la strada spiana un poco e per qualche km si respira, ma per
arrivare fino a qui di fatica se ne fa davvero tanta. In
questo tratto è facile trovare i mezzi che portano i tanti
ragazzi che si cimentano nel Parapendio e così nei tratti
stretti della strada si è costretti anche, in alcuni casi, a
scendere di sella. Io e il Gas abbiamo anche il tempo di
vedere da vicino tutta la preparazione delle vele del
controllo delle corde e del controllo del vento, prima
lanciarsi in discesa verso il salto nel vuoto. Sono momenti
che, per chi se la sente di farlo, dovrebbero essere
impagabili perchè il breve tratto di corsa porta poi ad un
bellissimo volo sopra i laghi di
Pusiano, Lago di
Alserio e Lago di
Annone con panorama che visto da lassù deve essere
meraviglioso. Torniamo a noi, arriviamo a destinazione,
Rifugio Maria Consiglieri
verso le 11:15. Troviamo già Riccardo, Walter e Vittorio che
stanno scendendo (percorrendo sempre la stessa strada) per
un impegno del primo pomeriggio. Tutto il resto del gruppo
lo troviamo disteso sul prato a scambiarsi le, solite,
battute. Dopo qualche secondo di pausa io Roberto e il Gas,
ma poi ci seguono anche Jacopo e Claudio, decidiamo di
andare a prenderci un panino e un buon bicchiere di vino
prima di iniziare la discesa. Noi non scenderemo dalla
strada precedente, su indicazioni di Roberto, dovremo
proseguire verso il punto più alto, dove ci sono le antenne
con i ripetitori e proseguire poi verso valle scendendo
dalla parte opposta. Dopo aver percorso il tratto in salita,
a passo d'uomo, abbiamo raggiunto una quota superiore al
1200 mt però da qui in avanti c'è il tratto davvero più
duro di
tutto il percorso. Salutiamo il Gas e il Max che ritornano
indietro, e percorrendo
il primo tratto del single track
raggiungiamo la costa della montagna dove inizia la climbing
mountain biking. Mountain bike a mano nel
salire e scendere questi single track che ci portano in
discesa, molto faticosa, certe volte con la mtb in spalla e
dove certi tratti sono davvero anche pericolosi, ma poi
l'adrenalina sale ed allora non si sente più nemmeno la
fatica. Una volta lasciata cresta, sotto i
Corni di Canzo, prendiamo in
mezzo al bosco un sentiero con una pendenza superiore al
10% dove non è nemmeno possibile, anche qui, risalire in
sella per continuare la nostra pedalata. Dopo qualche ora di
marcia, piccole pedalate e di nuovo marcia, raggiungiamo
Terz'Alpe. Breve sosta per prendere della buonissima
acqua fresca e riempire le nostre borracce e si riparte, da
qui raggiungeremo
Canzo passando per
Seconda Alpe e
Prima Alpe (Fonte Gajum). All'arrivo a
Erba siamo stanchi, il gruppo si è talmente frazionato
che qualcuno ha deciso di andare direttamente a casa, a
ragione, senza attendere gli ultimi arrivati. Dopo tanti sms
e qualche chiamata sul cellulare devo ringraziare davvero
tutti quanti per questa bellissima, ma faticosissima
escursione, che però ha tradotto il senso di avventura
dei GMPbike. Un grazie al Gas e al Max per le splendide
fotografie, e ancora al Gas per il tracciato GPS dell'intero
percorso. |