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Percorsi

5 Giugno 2010 - Monte San Primo in Mountain Bike
Note sul percorso
Lunghezza complessiva 10 KM
Dislivello superato 620 MT
Tempo impiegato 1 H 40 Min
Pendenza massima in salita + 17 %
Pendenza massima in discesa - 17 %
Fondo terra, pietrisco ed erba 
Impegno fisico DIFFICILE
Tecnica MEDIA
Panorama Monte San Primo, Lago di Como, Prealpi
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
Monte San Primo in Mountain Bike
- Thursday 04 November 2010
©
Da vedere sul percorso Sormano: Muro di Sormano (salita durissima adesso chiusa al traffico (in discesa per le biciclette per l'elevata velocità che i mezzi possono raggiungere e quindi per la sua pericolosità). Prea Butigela (masso erratico trasportato dai ghiacci dell'era Quaternaria), Osservatorio Astronomico.
Informazioni Turistiche  
Info Meteo della giornata

Soleggiato
Poco nuvoloso
Soleggiato
Quando arrivo al punto di incontro, i miei compagni sono già pronti. Mi aspettano, Gianfranco, Marco Fox e Roby. Dopo i saluti ed un breve conciliabolo su come ottimizzare gli equipaggi, partiamo con due auto (2 persone + 2 MTB ciascuna), in direzione Colma di Sormano. Il traffico è scarso e, in poco più di mezz'ora, arriviamo a destinazione. Scarichiamo le bici, diamo un'ultimo controllo alla attrezzatura e partiamo … per bere il caffè. Dopo 5 minuti, partiamo sul serio. Il sentiero parte proprio alla destra (spalle a valle) dell'edificio che ospita il Ristorante La Colma, si scende per meno di 10 mt verso Sormano e subito ci si immette su una sterrata (sbarra con cartello di senso vietato) che in mezzo al bosco, e con pendenza costante - fatta eccezione per una rampa cementata -, porta alla Colma del Bosco. L'ampiezza del sede, ci consente di pedalare in gruppo, occasione per chiacchierare tra di noi. La chiacchiera si interrompe temporaneamente quando affrontiamo la menzionata rampa di cemento. Dalla Colma del Bosco si "vede" chiaramente il nostro "primo obiettivo": l'Alpe di Terra Biotta. L'Alpe sorge sui pendi del M.te Ponciv ed è il punto di massima elevazione della Traversata del Triangolo Lariano, che in altre parole vuol dire il punto dal quale non si pedalerà più in salita. Quest'oggi, raggiungerla equivale ad avere fatto l'85% della fatica per raggiungere il M.te San Primo; dall'Alpe infatti, la pendenza del sentiero si addolcisce ed anche il fondo - erboso - si fa maggiormente pedalabile rispetto al tratto che sale dall'Alpe Spessola. Ma torniamo alla Colma del Bosco, da dove, oltrepassato il punto da cui parte anche il sentiero che scende verso Sormano, si ritorna nel bosco. Da qui, su fondo in alcuni bervi tratti sassoso ed in leggera discesa, raggiungiamo l'Alpe Spessola in formazione sfilacciata. Marco Fox e Gianfranco sono poco avanti mentre io salgo insieme a Roby. Il tratto "centrale" della salita, inizia con un traverso su fondo sassoso. Il panorama è cambiato e la vista spazia sulla dorsale del Triangolo Lariano e sulla pianura. Siamo all'incirca alla stessa latitudine del Monte Palanzone la cui Cappella Piramidale è ben evidente. Sotto di noi è visibile la Colma  da dove siamo partiti ed il Pian del Tivano. Nel frattempo il sole si è alzato e comincia a farsi sentire. Faccio un salto in avanti raggiungendo Gianfranco e Marco. Cambiamo gli abbinamenti. Io salgo con Gianfranco e Marco con Roberto. Questo tratto - un doppia esse con 2 tornanti e 3 traversi - è quello che ci impegna maggiormente, non tanto come pendenza (media > 10%), quanto per la ricerca della traccia migliore che, a mio avviso, è sempre a bordo valle. Superiamo questo tratto e ci ritroviamo al completo, vicino alle stalle dell'Alpe di Terra Biotta da dove raggiungiamo l'Alpe vera e propria. L'Alpe di Terra Biotta, considerata anche la sua relativamente scarsa elevazione, è un punto panoramico eccezionale; la vista spazia sul Lario e sulle montagne della linea confinale Svizzera (Generoso, Bisbino, Sasso Gordona, …),  in secondo piano si vedono il massiccio del Monte Rosa e la catena alpina. Verso sud, in primo piano la dorsale del M.te Bollettone e Palanzone e nel fondovalle, il bel pianoro del Tivano; dietro, la pianura e all'orizzonte il profilo dei "primi" Appennini. Verso Est, le Prealpi (Grigna Settentrionale e Meridionale, Resegone e Corni) ed un poco più lontano il M.Te Legnone, dietro il quale si intravede la Val Chiavenna, la testata della Val Masino ed i monti della Val Bregaglia ed il gruppo del Bernina. Peccato che oggi la visibilità sia offuscata ed impedisca di vedere "lontano"; rimane in ogni caso un gran bello spettacolo. Ritemprati dalla sosta, ripartiamo in gruppo per l'ultimo tratto, percorrendo a mezza costa i pendii meridionali del M.te Ponciv. Il fondo erboso di un bel verde carico, rende molto piacevole la pedalata. In breve ci portiamo verso il M.te San Primo, raggiungendo con un ultimo sforzo, la sua anticima. Pacche sulle spalle, qualche battuta sul fatto " … che era meglio stare a casa, ma però che bello essere arrivati qui" e siamo pronti per raggiungere la cima vera e propria. Dilemma: bici o non bici ? Biiiici!!! Tutti d'accordo (qualcuno avrà qualche ripensamento durante la salita), si parte. Nonostante qualche borbottio, in 5 minuti siamo in cima e, a giudicare dalle loro facce, i miei compagni sembrano molto soddisfatti di essere arrivati sul San Primo. Cambio vestiario (chi se lo può permettere), pausa barretta, foto ricordo e poi si riparte in discesa. Ri-dilemma: bici o non bici ? Questa volta la risposta è un po' più timida, ma anche questa volta ci saranno dei ripensamenti (positivi).   Alla fine, seppur con punti di partenza diversi, le nostre biciclette potranno dire di essere scese - con un biker seduto sulla loro sella - dalla Cima del Monte San Primo. Bravi tutti; un sano spirito di emulazione funziona, ed è il primo passo per superare - ragionevolmente - i ns. limiti. Giunti all'anticima ripartiamo ringalluzziti e, senza fermarci - se non per scattare qualche foto ai compagni -, ci beviamo la discesa in un sol fiato. La discesa è molto bella. Ognuno di noi imposta le traiettorie che meglio si adattano al proprio stile di guida e al mezzo. Unico rappresentante dei "fronted", mi diverto a cercare la migliore "serpentina", mentre i 3 "fulled" che mi accompagnano, sparano via diritto con la tecnica schiacciasassi. Presi dalla discesa, ci fermiamo poco dopo l'alpe Spessola ma è solo per un "tutto ok?" e ripartiamo subito. Dopo aver superato la leggera salita che si porta alla Colma del Bosco, via di nuovo a manetta (attenzione ai pedoni che salgono) verso la Colma di Sormano, che raggiungiamo sorpassandoci a vicenda sul bel sentiero ampio ed ombreggiato, che abbiamo percorso ad inizio giornata. Bene ora non ci resta che festeggiare: parcheggiate (a vista) le nostra MTB, ci concediamo un piatto a base di polenta e brasato, formaggi, … il tutto accompagnato dalla immancabile birra o panascè. Come solitamente accade, il pranzo è l'occasione per parlare, tra le altre cose, delle prossime uscite; si parla della Sella Ronda in programmazione per metà luglio, si parla dell'Adamello Bike Marathon ma soprattutto si rilancia l'uscita che si sarebbe dovuta fare oggi: il giro del Roby. San Fedele Val d'Intelvi, Rif. Venini, M.te Tremezzo, Alpe Grasso, Ponna Superiore/Inferiore, San Fedele. Al momento di andare in stampa, il "giro" sembra confermato per sabato 12 giugno p.v... Sarà sicuramente un altra giornata da ricordare, per la compagnia e per l'ascesa al M.te Tremezzo che, anche se si svolge su asfalto (sino al Rif. Venini), è impegnativa il giusto e molto bella per l'ambiente in cui si svolge. Concludo con un saluto e ricordando che, per qualunque informazione su questo ed altri itinerari che compaiono sul sito www.gmpbike.it ,ovvero per pedalare insieme a noi, potete contattarci via e-mail all'indirizzoinfo.gmpbike@gmail.com 
Tracciato da GPS Altimetria da GPS


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