| Quando arrivo al punto di incontro, i
miei compagni sono già pronti. Mi aspettano,
Gianfranco,
Marco Fox e
Roby. Dopo i
saluti ed un breve conciliabolo su come ottimizzare gli
equipaggi, partiamo con due auto (2 persone + 2 MTB
ciascuna), in direzione Colma di
Sormano. Il traffico è scarso e, in poco più di
mezz'ora, arriviamo a destinazione. Scarichiamo le bici,
diamo un'ultimo controllo alla attrezzatura e partiamo … per
bere il caffè. Dopo 5 minuti, partiamo sul serio. Il
sentiero parte proprio alla destra (spalle a valle)
dell'edificio che ospita il Ristorante La Colma, si scende
per meno di 10 mt verso
Sormano e subito ci si immette su una sterrata (sbarra
con cartello di senso vietato) che in mezzo al bosco, e con
pendenza costante - fatta eccezione per una rampa cementata
-, porta alla Colma del Bosco.
L'ampiezza del sede, ci consente di pedalare in gruppo,
occasione per chiacchierare tra di noi. La chiacchiera si
interrompe temporaneamente quando affrontiamo la menzionata
rampa di cemento. Dalla Colma del
Bosco si "vede" chiaramente il nostro "primo
obiettivo": l'Alpe di Terra Biotta.
L'Alpe sorge sui pendi del M.te
Ponciv ed è il punto di massima elevazione della
Traversata del Triangolo Lariano, che in altre parole vuol
dire il punto dal quale non si pedalerà più in salita.
Quest'oggi, raggiungerla equivale ad avere fatto l'85% della
fatica per raggiungere il
M.te San Primo; dall'Alpe infatti, la pendenza
del sentiero si addolcisce ed anche il fondo - erboso - si
fa maggiormente pedalabile rispetto al tratto che sale dall'Alpe
Spessola. Ma torniamo alla Colma del Bosco, da dove,
oltrepassato il punto da cui parte anche il sentiero che
scende verso
Sormano, si ritorna nel bosco. Da qui, su fondo in
alcuni bervi tratti sassoso ed in leggera discesa,
raggiungiamo l'Alpe Spessola
in formazione sfilacciata.
Marco Fox e
Gianfranco sono poco avanti mentre io salgo
insieme a Roby.
Il tratto "centrale" della salita, inizia con un traverso su
fondo sassoso. Il panorama è cambiato e la vista spazia
sulla dorsale del Triangolo Lariano
e sulla pianura. Siamo all'incirca alla stessa latitudine
del Monte Palanzone la cui Cappella Piramidale è ben
evidente. Sotto di noi è visibile la Colma da dove siamo
partiti ed il
Pian del Tivano. Nel frattempo il sole si è alzato e
comincia a farsi sentire. Faccio un salto in avanti
raggiungendo Gianfranco e Marco. Cambiamo gli abbinamenti.
Io salgo con Gianfranco e Marco con Roberto. Questo tratto -
un doppia esse con 2 tornanti e 3 traversi - è quello che ci
impegna maggiormente, non tanto come pendenza (media > 10%),
quanto per la ricerca della traccia migliore che, a mio
avviso, è sempre a bordo valle. Superiamo questo tratto e ci
ritroviamo al completo, vicino alle stalle dell'Alpe
di Terra Biotta da dove raggiungiamo l'Alpe vera e
propria. L'Alpe di Terra Biotta, considerata anche la sua
relativamente scarsa elevazione, è un punto panoramico
eccezionale; la vista spazia sul
Lario e sulle montagne della linea confinale Svizzera (Generoso,
Bisbino,
Sasso Gordona, …), in secondo
piano si vedono il massiccio del
Monte Rosa e la catena alpina. Verso sud, in primo piano
la dorsale del M.te Bollettone
e Palanzone e nel fondovalle,
il bel pianoro del Tivano;
dietro, la pianura e all'orizzonte il profilo dei "primi"
Appennini. Verso Est, le
Prealpi (Grigna Settentrionale
e Meridionale,
Resegone e
Corni) ed un poco più lontano
il M.Te Legnone, dietro il
quale si intravede la
Val Chiavenna, la testata della
Val Masino ed i monti della
Val Bregaglia ed il gruppo del
Bernina. Peccato che oggi la visibilità sia offuscata ed
impedisca di vedere "lontano"; rimane in ogni caso un gran
bello spettacolo. Ritemprati dalla sosta, ripartiamo in
gruppo per l'ultimo tratto, percorrendo a mezza costa i
pendii meridionali del M.te Ponciv.
Il fondo erboso di un bel verde carico, rende molto
piacevole la pedalata. In breve ci portiamo verso il
M.te San Primo, raggiungendo con un ultimo sforzo, la
sua anticima. Pacche sulle spalle, qualche battuta sul fatto
" … che era meglio stare a casa, ma però che bello essere
arrivati qui" e siamo pronti per raggiungere la cima vera e
propria. Dilemma: bici o non bici ? Biiiici!!! Tutti
d'accordo (qualcuno avrà qualche ripensamento durante la
salita), si parte. Nonostante qualche borbottio, in 5 minuti
siamo in cima e, a giudicare dalle loro facce, i miei
compagni sembrano molto soddisfatti di essere arrivati sul
San Primo. Cambio vestiario
(chi se lo può permettere), pausa barretta, foto ricordo e
poi si riparte in discesa. Ri-dilemma: bici o non bici ?
Questa volta la risposta è un po' più timida, ma anche
questa volta ci saranno dei ripensamenti (positivi). Alla
fine, seppur con punti di partenza diversi, le nostre
biciclette potranno dire di essere scese - con un biker
seduto sulla loro sella - dalla Cima del Monte San Primo.
Bravi tutti; un sano spirito di emulazione funziona, ed è il
primo passo per superare - ragionevolmente - i ns. limiti.
Giunti all'anticima ripartiamo ringalluzziti e, senza
fermarci - se non per scattare qualche foto ai compagni -,
ci beviamo la discesa in un sol fiato. La discesa è molto
bella. Ognuno di noi imposta le traiettorie che meglio si
adattano al proprio stile di guida e al mezzo. Unico
rappresentante dei "fronted", mi diverto a cercare la
migliore "serpentina", mentre i 3 "fulled" che mi
accompagnano, sparano via diritto con la tecnica
schiacciasassi. Presi dalla discesa, ci fermiamo poco dopo
l'alpe Spessola ma è solo per
un "tutto ok?" e ripartiamo subito. Dopo aver superato la
leggera salita che si porta alla
Colma del Bosco, via di nuovo a manetta (attenzione
ai pedoni che salgono) verso la Colma di Sormano, che
raggiungiamo sorpassandoci a vicenda sul bel sentiero ampio
ed ombreggiato, che abbiamo percorso ad inizio giornata.
Bene ora non ci resta che festeggiare: parcheggiate (a
vista) le nostra MTB, ci concediamo un piatto a base di
polenta e brasato, formaggi, … il tutto accompagnato dalla
immancabile birra o panascè. Come solitamente accade, il
pranzo è l'occasione per parlare, tra le altre cose, delle
prossime uscite; si parla della Sella
Ronda in programmazione per metà luglio, si parla
dell'Adamello Bike Marathon ma
soprattutto si rilancia l'uscita che si sarebbe dovuta fare
oggi: il giro del Roby. San Fedele
Val d'Intelvi, Rif. Venini,
M.te Tremezzo,
Alpe Grasso,
Ponna Superiore/Inferiore,
San Fedele. Al momento di
andare in stampa, il "giro" sembra confermato per sabato 12
giugno p.v... Sarà sicuramente un altra giornata da
ricordare, per la compagnia e per l'ascesa al
M.te Tremezzo che, anche se si
svolge su asfalto (sino al Rif. Venini), è impegnativa il
giusto e molto bella per l'ambiente in cui si svolge.
Concludo con un saluto e ricordando che, per qualunque
informazione su questo ed altri itinerari che compaiono sul
sito www.gmpbike.it ,ovvero
per pedalare insieme a noi, potete contattarci via e-mail
all'indirizzoinfo.gmpbike@gmail.com |