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Percorsi

22 maggio 2010 - Traversata bassa delle Grigne
Note sul percorso
Lunghezza complessiva 30 KM
Dislivello superato 984 mt
Tempo impiegato 5 H 40 min
Pendenza massima in salita + 18%
Pendenza massima in discesa - 37%
Fondo Asfalto, Sterrato, Single Track
Impegno fisico DIFFICILE
Tecnica DIFFICILE
Panorama Grigne
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
Da vedere sul percorso Pian dei Resinelli: Parco Valentino (1961) (museo naturalistico delle Grigne). parco Minerario dei Piani Resinelli, Chiesetta del Sacro Cuore,
Informazioni Turistiche Pian dei Resinelli: Rifugio Carlo Porta. Camping la Meridiana, Albergo la Baita, Ristorante Stella Alpina, Ristorante Tana del Nibbio, Rifugio Locatelli, Rifugio Soldanella, Azienda Agrituristica Pian delle FontaneRif. Antonietta al Pialleral, Agriturismo Brunino
Info Meteo della giornata

Soleggiato

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Era da un po' di tempo che si parlava di organizzare una intera giornata dedicata alla MTB. Gia un paio di settimane prima, un altro gruppo di GMPbiker si era confrontato con un'uscita di quasi 100 km. Nel nostro caso, si cercava un percorso con lunghezza inferiore con le seguenti caratteristiche: dislivello intorno ai 1.000 metri, da farsi in un ambiente montano. La scelta è stata fatta da Gianfranco (motore organizzativo dell'uscita), che ha proposto una "replica" di un percorso apparso sul ns. sito: la Traversata Bassa delle Grigne. Adesioni tramite "facebook" e appuntamento alle 8:00 al parcheggio della piscina comunale di Lissone. Arrivo per primo e subito dopo, Pier ci fa la sorpresa di passare a salutarci insieme al suo fido Zak. Subito dopo arriva Giorgio e il gruppo dei partecipanti si completa con Gianfranco, Enrico ed Alberto. Fatti gli equipaggi, carichiamo le nostre MTB sulle auto e partiamo alla volta di Ballabio, che raggiungiamo in poco più di mezz'ora. Caffè mattutino, set up dei mezzi e via in salita per poco più di 7 km, superando i 14 tornanti che ci separano dai Piani dei Resinelli.  Quasi subito, il gruppo (siamo in 5) si rompe in due tronconi. Alberto ed Enrico fanno da apripista mentre io salgo insieme a Giorgio e Gianfranco. Al nostro arrivo ai Piani, li ritroviamo seduti ai tavoli del "Forno delle Grigne". Purtroppo prima di ripartire dopo la pausa "banana", Giorgio - in previsione della uscita GMPbike domenicale - ci informa che preferisce fermarsi, essendo in ogni caso soddisfatto, dei 600 mt circa di dislivello superati. Ci mettiamo d'accordo per ritrovarci a Ballabio, e ripartiamo in direzione Rifugio Soldanella, dove arriviamo con un ultimo strappo su asfalto. Dal Rifugio il fondo diventa sterrato. Dopo un primo saliscendi, arriviamo in una suggestiva valletta fiorita con un bell'affaccio sui monti della Valsassina. Subito dopo, la vista sulle cime alcune delle quali ancora innevate,  si fa ancor più ampia e, superati i due cartelli che ci anticipano l'Azienda Agrituristica Pian delle Fontane, ci fermiamo nei pressi di una "bolla" (abbeveratoio naturale) nelle cui vicinanze, parte a sinistra il sentiero della Traversata Bassa delle Grigne. Il tempo di dire " dai giriamo a sinistra …" che Alberto preso dalla "trans discendendi", se ne va a paletta, per qualche centinaio di metri. Sicuramente non sono state le nostre grida a fermarlo, quanto il fatto che la strada finisse proprio alla Azienda Agrituristica. Lo aspettiamo ed intanto intavoliamo una conversazione con una coppia di anziani escursionisti che sembrano la versione locale di "Raimondo e Sandra", tanto si contraddicono e si sovrappongono nel loro parlare. Ci sganciamo dalla conversazione che rischia di protrarsi per tutta la mattinata e mettiamo le ruote sul sentiero (in loco palina indicatrice) che, con divertenti saliscendi e un brevissimo tratto in cui spaliamo le MTB, ci porta all'attraversamento di un ghiaione. Risaliamo in sella, bilanciando il peso e pedalando " in piedi".  Ci godiamo il sentiero tra i faggi a volte veloce a volte tecnico. In pochi casi (2 o 3) è necessario spalare la bicicletta. Il  fondo è di volta in volta compatto, con sassi e radici affioranti, che rendono la pedalata, sempre molto divertente e mai pericolosa se affrontata con la dovuta cautela. Passiamo di fianco ad una bella quercia con grandi radici esterne, e giungiamo in breve alla fonte del "Sasso dell'Acqua", a quota 1.202 mt.; sono con Gianfranco e qui mi aspettavo di rivedere Alberto ed Enrico, che invece troviamo poco oltre. Dopo qualche scambio di battute ripartiamo e, lasciando alla nostra sinistra  due costruzioni rurali,  giungiamo in discesa ad incrociare un sentiero, delimitato alla sua destra, da una bassa recinzione del tipo di quelle elettrificate a bassa tensione, per evitare l'uscita delle mucche dal pascolo. A sinistra si va verso il Rif. Antonietta al Pialleral. Noi invece voltiamo secchi a destra, scendiamo dalla bici (nel breve tratto iniziale) e, dopo essere risaliti giungiamo al torrente Pioverna. A differenza di un mese fa, la portata dell'acqua è decisamente inferiore e quindi l'attraversamento del corso d'acqua, non presenta alcun problema. Risaliamo in sella, pedaliamo in salita e superiamo una rampa cementata aggirando a sinistra un grosso masso, che invade quasi completamente la strada e usciamo dal bosco. In discesa e tenendo sulla destra alcuni bei pascoli, cerchiamo la strada che si stacca sulla destra e che da inizio ad una variante, parte dell'itinerario che vogliamo percorrere. In effetti troviamo una strada che a fondo sterrato si inerpica con una pendenza rimarchevole. Non sono convinto che sia quella giusta anche perché mi ricordo di una catena e di cartelli "proprietà privata"; qui invece c'è una stanga e il solo segnale di divieto di transito. Lascio gli amici ad aspettare, e scendo alla ricerca del sentiero "giusto". Un centinaio di metri più sotto, trovo quello giusto; era proprio come me lo ricordavo, catena e segnali compresi. Risalgo a piedi per avvertire i compagni che, è necessario scendere ancora un po', sino al punto in cui ho "parcheggiato" la MTB. Molto probabilmente devo averlo detto sottovoce, perché Alberto parte a manetta e supera il punto "x". Questa volta se ne accorge prima e in meno di un minuto è di ritorno. Buttiamo giù tutti i rapporti ed iniziamo a salire la rampa iniziale che è abbastanza ripida. Pedaliamo in salita per circa 300 metri ignorando, ad un bivio, il sentiero che si stacca a destra . Teniamo la sinistra e continuiamo a salire. Dopo un paio di tornanti, troviamo un sentiero proveniente dalla nostra sinistra;  non lo prendiamo e proseguiamo diritto in una faggeta, sino ad incontrare un bel nucleo di costruzioni rurali, una delle quali, ha su un muro esterno, una piccola edicola affrescata raffigurante un Santo. Superiamo il nucleo, passando tra le case (idrante rosso vivo alla ns. sinistra accanto ad un lavatoio basso in disuso), e ritorniamo sul sentiero ora più ampio, sotto il quale scorre il torrente Cornisella che, dopo pochi metri attraverseremo (questa volta nessun guado) su un ponte. Superato il ponte ci aspetta una rampa, cementata irregolarmente, lunga circa 50 mt con pendenza del 19%. Partiamo tutti con la voglia di farla in sella, ma a distanza più o meno simile dobbiamo scendere dalla bici non tanto per la pendenza quanto per l'irregolarità del fondo (in ogni caso, "poche balle", sono sceso dalla sella). Arriviamo in cima alla rampa, e decidiamo di fermarci a mangiare ciò che abbiamo trasportato nei nostri zaini (almeno quelli che ce l'hanno; tutti, tranne me). Ci spostiamo di qualche metro sulla sinistra e ci fermiamo vicini alla bella chiesetta di Regina Pacis (conosciuta come Chiesetta degli alpini). Mentre Enrico affonda i suoi denti su un panino che, parole sue, " … arriverà sino alle unghie dei piedi" (la fame è una brutta cosa), io mi strafogo con una microscopica barretta alla frutta. Intanto durante il nostro pranzo, la discussione verte sull'amletico dubbio "meglio una front o meglio una full", mai risolto completamente se non con l'ipotesi "meglio una front ed una full". Enrico "fresco" di diploma di Guida MTB (ANMB), ci intrattiene raccontandoci le gesta epiche di un gruppo di Guide Alpine di Bressanone, incontrate durante il corso di Guida di MTB. Intorno alle 14:00 ripartiamo e questa volta, memore della esperienza non particolarmente positiva, della "provinciale" della Valsassina, invece di scendere verso Pasturo, ritorniamo sui nostri passi per pochi metri e, dall'arrivo della famigerata rampa di cui a poche righe sopra, andiamo in direzione Colle di Balisio/Chiesetta Sacro Cuore (cartelli indicatori verdi e gialli sul muro a secco di front alla rampa). Pedaliamo su un ampio sentiero e, passando vicini ad alcune costruzioni, arriviamo in una proprietà non recintata. Qui (andando diritti), si può imboccare un minuscolo sentiero nascosto tra l'erba ovvero prendere una rampetta con balaustra in legno e guadagnare in ogni caso i prati dove è evidente il sentiero. Sentiero che, al temine di una piccola salita, presenta un bivio. Prendete a destra e anche al bivio successivo, seguendo un cartello Agriturismo Brunino. Da questo punto, per meno di un km, il sentiero diventa molto stretto e a tratti "aereo". E' il caso di non impaurirsi e di rimanere concentrati sulla guida. Se può essere una consolazione, la sensazione del vuoto (a destra) è limitata dal fatto che la vegetazione sul lato a valle è folta e che in caso di tuffo dovrebbe trattenere il malcapitato. Aldilà di ciò (anzi forse proprio per questo) il sentiero è veramente bello, tecnico il giusto. Con un ultimo strappato arriviamo a metà di un tornante, distante poche pedalate dall'Agriturismo (punto di ristoro) dove ci fermiamo per pochi istanti, giusto il tempo per chiedere conferma circa la direzione da prendere per Balisio. Ci dicono che dobbiamo scendere (rifacendo quei pochi metri fatti in salita e proseguendo verso valle) lungo l'evidente carrareccia. Scendiamo un tratto con alcuni tornanti cementati,  sino ad una sbarra che superiamo sulla destra, immettendoci poi  sinistra lungo l'evidente e largo sentiero. Lo seguiamo in leggera discesa e dopo essere passati a lato (ns sinistra) della Chiesetta del Sacro Cuore, arriviamo sulla  Strada Provinciale SP64 . Facendo attenzione ai veicoli che provengono dal Colle di Balisio, ci avviamo incolonnati verso Ballabio, dove ci aspetta Giorgio, che raggiungiamo in meno di 5 minuti. C'e' il tempo per rilassarci e per bere qualcosa insieme. Reintegriamo i liquidi ingurgitando birra e gazzosa e ci scambiamo le opinioni sulla gita odierna. Dai visi dei compagni mi sembra che tutti siano soddisfatti del giro, che è stato tecnico ma non particolarmente faticoso. Non sazi, tanto per non smentirci, ci mettiamo a proporre le mete delle prossime uscite; la più accreditata sembra essere la traversata del Triangolo Lariano, da Brunate a Bellagio. Qualche considerazione sulla finale di Champions (grande Inter) e poi tutti a caricare le MTB sulle nostre auto. Saluti e via verso casa.
 
Tracciato da GPS Altimetria da GPS


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