Era da un po' di tempo che si parlava
di organizzare una intera giornata dedicata alla MTB. Gia un
paio di settimane prima, un altro gruppo di GMPbiker si era
confrontato con un'uscita di quasi 100 km. Nel nostro caso,
si cercava un percorso con lunghezza inferiore con le
seguenti caratteristiche: dislivello intorno ai 1.000 metri,
da farsi in un ambiente montano. La scelta è stata fatta da
Gianfranco
(motore organizzativo dell'uscita), che ha proposto una
"replica" di un percorso apparso sul ns. sito: la Traversata
Bassa delle Grigne. Adesioni tramite "facebook" e
appuntamento alle 8:00 al parcheggio della piscina comunale
di Lissone. Arrivo per primo e subito dopo, Pier ci fa la
sorpresa di passare a salutarci insieme al suo fido Zak.
Subito dopo arriva Giorgio
e il gruppo dei partecipanti si completa con
Gianfranco,
Enrico ed
Alberto.
Fatti gli equipaggi, carichiamo le nostre MTB sulle auto e
partiamo alla volta di
Ballabio, che raggiungiamo in poco più di mezz'ora.
Caffè mattutino, set up dei mezzi e via in salita per poco
più di 7 km, superando i 14 tornanti che ci separano dai
Piani dei Resinelli. Quasi subito, il gruppo
(siamo in 5) si rompe in due tronconi. Alberto ed Enrico
fanno da apripista mentre io salgo insieme a Giorgio e
Gianfranco. Al nostro arrivo ai Piani, li ritroviamo seduti
ai tavoli del "Forno delle Grigne".
Purtroppo prima di ripartire dopo la pausa "banana", Giorgio
- in previsione della uscita GMPbike domenicale - ci informa
che preferisce fermarsi, essendo in ogni caso soddisfatto,
dei 600 mt circa di dislivello superati. Ci mettiamo
d'accordo per ritrovarci a
Ballabio, e ripartiamo in direzione
Rifugio Soldanella, dove arriviamo con un ultimo strappo
su asfalto. Dal Rifugio il fondo diventa sterrato. Dopo un
primo saliscendi, arriviamo in una suggestiva valletta
fiorita con un bell'affaccio sui monti della
Valsassina. Subito dopo, la vista sulle cime alcune
delle quali ancora innevate, si fa ancor più ampia e,
superati i due cartelli che ci anticipano l'Azienda
Agrituristica Pian delle Fontane, ci fermiamo nei pressi
di una "bolla" (abbeveratoio naturale) nelle cui vicinanze,
parte a sinistra il sentiero della Traversata Bassa
delle Grigne. Il tempo di dire " dai giriamo a
sinistra …" che Alberto preso dalla "trans discendendi", se
ne va a paletta, per qualche centinaio di metri. Sicuramente
non sono state le nostre grida a fermarlo, quanto il fatto
che la strada finisse proprio alla Azienda Agrituristica. Lo
aspettiamo ed intanto intavoliamo una conversazione con una
coppia di anziani escursionisti che sembrano la versione
locale di "Raimondo e Sandra", tanto si contraddicono e si
sovrappongono nel loro parlare. Ci sganciamo dalla
conversazione che rischia di protrarsi per tutta la
mattinata e mettiamo le ruote sul sentiero (in loco palina
indicatrice) che, con divertenti saliscendi e un brevissimo
tratto in cui spaliamo le MTB, ci porta all'attraversamento
di un ghiaione. Risaliamo in sella, bilanciando il peso e
pedalando " in piedi". Ci godiamo il sentiero tra i faggi a
volte veloce a volte tecnico. In pochi casi (2 o 3) è
necessario spalare la bicicletta. Il fondo è di volta in
volta compatto, con sassi e radici affioranti, che rendono
la pedalata, sempre molto divertente e mai pericolosa se
affrontata con la dovuta cautela. Passiamo di fianco ad una
bella quercia con grandi radici esterne, e giungiamo in
breve alla fonte del "Sasso
dell'Acqua", a quota 1.202 mt.; sono con Gianfranco e
qui mi aspettavo di rivedere Alberto ed Enrico, che invece
troviamo poco oltre. Dopo qualche scambio di battute
ripartiamo e, lasciando alla nostra sinistra due
costruzioni rurali, giungiamo in discesa ad incrociare un
sentiero, delimitato alla sua destra, da una bassa
recinzione del tipo di quelle elettrificate a bassa
tensione, per evitare l'uscita delle mucche dal pascolo. A
sinistra si va verso
il Rif. Antonietta al Pialleral. Noi invece voltiamo
secchi a destra, scendiamo dalla bici (nel breve tratto
iniziale) e, dopo essere risaliti giungiamo al
torrente Pioverna. A
differenza di un mese fa, la portata dell'acqua è
decisamente inferiore e quindi l'attraversamento del corso
d'acqua, non presenta alcun problema. Risaliamo in sella,
pedaliamo in salita e superiamo una rampa cementata
aggirando a sinistra un grosso masso, che invade quasi
completamente la strada e usciamo dal bosco. In discesa e
tenendo sulla destra alcuni bei pascoli, cerchiamo la strada
che si stacca sulla destra e che da inizio ad una variante,
parte dell'itinerario che vogliamo percorrere. In effetti
troviamo una strada che a fondo sterrato si inerpica con una
pendenza rimarchevole. Non sono convinto che sia quella
giusta anche perché mi ricordo di una catena e di cartelli
"proprietà privata"; qui invece c'è una stanga e il solo
segnale di divieto di transito. Lascio gli amici ad
aspettare, e scendo alla ricerca del sentiero "giusto". Un
centinaio di metri più sotto, trovo quello giusto; era
proprio come me lo ricordavo, catena e segnali compresi.
Risalgo a piedi per avvertire i compagni che, è necessario
scendere ancora un po', sino al punto in cui ho
"parcheggiato" la MTB. Molto probabilmente devo averlo detto
sottovoce, perché Alberto parte a manetta e supera il punto
"x". Questa volta se ne accorge prima e in meno di un minuto
è di ritorno. Buttiamo giù tutti i rapporti ed iniziamo a
salire la rampa iniziale che è abbastanza ripida. Pedaliamo
in salita per circa 300 metri ignorando, ad un bivio, il
sentiero che si stacca a destra . Teniamo la sinistra e
continuiamo a salire. Dopo un paio di tornanti, troviamo un
sentiero proveniente dalla nostra sinistra; non lo
prendiamo e proseguiamo diritto in una faggeta, sino ad
incontrare un bel nucleo di costruzioni rurali, una delle
quali, ha su un muro esterno, una piccola edicola affrescata
raffigurante un Santo. Superiamo il nucleo, passando tra le
case (idrante rosso vivo alla ns. sinistra accanto ad un
lavatoio basso in disuso), e ritorniamo sul sentiero ora più
ampio, sotto il quale scorre il torrente
Cornisella che, dopo pochi metri attraverseremo
(questa volta nessun guado) su un ponte. Superato il ponte
ci aspetta una rampa, cementata irregolarmente, lunga circa
50 mt con pendenza del 19%. Partiamo tutti con la voglia di
farla in sella, ma a distanza più o meno simile dobbiamo
scendere dalla bici non tanto per la pendenza quanto per
l'irregolarità del fondo (in ogni caso, "poche balle", sono
sceso dalla sella). Arriviamo in cima alla rampa, e
decidiamo di fermarci a mangiare ciò che abbiamo trasportato
nei nostri zaini (almeno quelli che ce l'hanno; tutti,
tranne me). Ci spostiamo di qualche metro sulla sinistra e
ci fermiamo vicini alla bella chiesetta di
Regina Pacis (conosciuta
come Chiesetta degli alpini). Mentre Enrico affonda i
suoi denti su un panino che, parole sue, " … arriverà sino
alle unghie dei piedi" (la fame è una brutta cosa), io mi
strafogo con una microscopica barretta alla frutta. Intanto
durante il nostro pranzo, la discussione verte sull'amletico
dubbio "meglio una front o meglio una full", mai risolto
completamente se non con l'ipotesi "meglio una front ed una
full". Enrico "fresco" di diploma di Guida MTB (ANMB), ci
intrattiene raccontandoci le gesta epiche di un gruppo di
Guide Alpine di Bressanone, incontrate durante il corso di
Guida di MTB. Intorno alle 14:00 ripartiamo e questa volta,
memore della esperienza non particolarmente positiva, della
"provinciale" della Valsassina, invece di scendere verso
Pasturo, ritorniamo sui nostri passi per pochi metri e,
dall'arrivo della famigerata rampa di cui a poche righe
sopra, andiamo in direzione Colle di
Balisio/Chiesetta Sacro Cuore
(cartelli indicatori verdi e gialli sul muro a secco di
front alla rampa). Pedaliamo su un ampio sentiero e,
passando vicini ad alcune costruzioni, arriviamo in una
proprietà non recintata. Qui (andando diritti), si può
imboccare un minuscolo sentiero nascosto tra l'erba ovvero
prendere una rampetta con balaustra in legno e guadagnare in
ogni caso i prati dove è evidente il sentiero. Sentiero che,
al temine di una piccola salita, presenta un bivio. Prendete
a destra e anche al bivio successivo, seguendo un cartello
Agriturismo Brunino. Da questo punto, per meno di
un km, il sentiero diventa molto stretto e a tratti "aereo".
E' il caso di non impaurirsi e di rimanere concentrati sulla
guida. Se può essere una consolazione, la sensazione del
vuoto (a destra) è limitata dal fatto che la vegetazione sul
lato a valle è folta e che in caso di tuffo dovrebbe
trattenere il malcapitato. Aldilà di ciò (anzi forse proprio
per questo) il sentiero è veramente bello, tecnico il
giusto. Con un ultimo strappato arriviamo a metà di un
tornante, distante poche pedalate dall'Agriturismo (punto di
ristoro) dove ci fermiamo per pochi istanti, giusto il tempo
per chiedere conferma circa la direzione da prendere per
Balisio. Ci dicono che dobbiamo scendere (rifacendo quei
pochi metri fatti in salita e proseguendo verso valle) lungo
l'evidente carrareccia. Scendiamo un tratto con alcuni
tornanti cementati, sino ad una sbarra che superiamo sulla
destra, immettendoci poi sinistra lungo l'evidente e largo
sentiero. Lo seguiamo in leggera discesa e dopo essere
passati a lato (ns sinistra) della Chiesetta del Sacro
Cuore, arriviamo sulla Strada
Provinciale SP64 . Facendo attenzione ai veicoli che
provengono dal Colle di Balisio, ci avviamo incolonnati
verso
Ballabio, dove ci aspetta Giorgio, che raggiungiamo in
meno di 5 minuti. C'e' il tempo per rilassarci e per bere
qualcosa insieme. Reintegriamo i liquidi ingurgitando birra
e gazzosa e ci scambiamo le opinioni sulla gita odierna. Dai
visi dei compagni mi sembra che tutti siano soddisfatti del
giro, che è stato tecnico ma non particolarmente faticoso.
Non sazi, tanto per non smentirci, ci mettiamo a proporre le
mete delle prossime uscite; la più accreditata sembra essere
la traversata del Triangolo Lariano, da Brunate a Bellagio.
Qualche considerazione sulla
finale di Champions (grande Inter) e poi
tutti a caricare le MTB sulle nostre auto. Saluti e via
verso casa.
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