"La bici mobilita l'uomo"questo era lo
slogan della
1ma giornata nazionale della bicicletta, "andata in
onda", Domenica 9 maggio. Quale migliore occasione per
celebrare degnamente la ricorrenza, in occasione della
quale, le FS concedevano il trasporto gratis delle
biciclette sui treni regionali abilitati, se non quella di
fare un bel giro (come dicono i fini dicitori) "zero impact"
o come diciamo noi, "treno+bici". E allora, eccoci alla
stazione di
Lissone, luogo in cui ci siamo dati appuntamento per
l'uscita odierna che ci porterà a
Carimate, da dove poi ritorneremo a Lissone/Monza
attraversando, da
Brenna a
Carugo, il
Parco della Brughiera Briantea. Al mio arrivo sono già
presenti RobyV,
Gianfranco e
Roberto L.
(benvenuto). Da li a pochi minuti arriveranno gli altri:
Pier,
Maurizio,
Marco Fox,
Livio e
Dino. In poco
più di 10 minuti raggiungiamo la stazione di Carimate; il
gruppo GMPbike
odierno è al completo. Siamo in 12; durante il tragitto sono
saliti sul treno anche
Giorgio,
Riccardo e
Walter. Attraversiamo i binari e rispettosi
dello spirito che permea il ns. gruppo,
ci fermiamo dopo meno di due
chilometri per la pausa caffè (grazie Roberto). Non
c'è fretta e quindi ci prendiamo un paio di minuti per la
fotografia ufficiale, scattata con lo sfondo del castello di
Carimate. Bevuto il caffè, scattata la fotografia, si parte
- questa volta per davvero - affrontando una salitina su
asfalto (SP Carimate - Cantù) alla fine della quale, giunti
sul piano, ci fermiamo per studiare quale direzione
scegliere. Ci viene in aiuto un gentile signore che ci
indica (non senza essere stato interrotto una decina di
volte dai più indisciplinati del gruppo) il sentiero
(indicazioni Cascina Vismara/Sant'Agata) che ci porterà
nelle vicinanze di
Cantù. In fila indiana, e tenendo la destra, pedaliamo
in leggera discesa su un bel sentiero immerso in un bosco di
robinie che ci porta a costeggiare un piccolo fiume.
Risaliamo pochi metri e dopo aver attraversato via Como
saliamo ancora, su fondo ghiaioso, per circa una cinquantina
di metri verso la frazione di
Castelletto. Proseguiamo, arrestandoci di fronte ad
una proprietà dove sembra finisca la strada. Guardando con
maggiore attenzione notiamo che a sinistra si stacca un
sentiero con fondo erboso, lo prendiamo. Mandiamo in
avanscoperta i segugi del nostro gruppo che, annusando
l'aria trovano il percorso che, attraverso i campi di
Mola, ci fa giungere alle
prime case di
Cantù. In pochi minuti, grazie anche ad una efficace
segnalazione dell'unico abitante incontrato - uno dei pochi
che usa con proprietà i termini destra, sinistra, girare,
proseguire e non come fanno in molti che ti dicono vai di
la, vai di qua, vai giù, giri di li,… oppure gira a destra e
fanno segno con la sinistra …) - raggiungiamo la
Strada
Provinciale SP36 (via
Milano) e giriamo a destra in direzione
Mariano Comense. Alla prima rotonda che troviamo giriamo
a sinistra in via San Giuseppe, ormai confortati dal fatto
che incontriamo i cartelli con le indicazioni
Brenna. Arriviamo ad un semaforo e giriamo a destra in
direzione
Brenna/Olgelasca.
Dopo un paio di chilometri, quando la strada "principale"
gira a destra, noi tagliamo la curva ed entriamo nella
strada di fronte a noi, via
Cascina Varenna. La lasceremo dopo poche
centinaia di metri immettendoci a destra su una sterrata,
che entra nel bosco. Subito dopo troviamo il primo guado
della giornata. L'acqua bassa (meno di 10 cm) invade un
tratto di sentiero lungo una decina di metri. A eccezione
dei primi, passiamo uno ad uno, facendoci scattare qualche
foto (poi andiamo a casa a dire ..hai visto il tuo papi che
attraversa i fiumi con la MTB). Subito dopo il guado ci
troviamo di nuovo sull'asfalto. Una rapida verifica con un
cavaliere ed una amazzone (no!, non siamo tornati nel
Medioevo come Troisi e Benigni), che si aggirano con i loro
cavalli nei boschi della Brianza, e capiamo che
Brenna è dall'altra parte. In attesa che, chi vuole
andare da una parte si metta d'accordo con quelli che
vogliono andare dall'altra, facciamo la pausa "banana".
Rifocillati e "uniti", torniamo per pochi metri sui nostri
passi, e tenendo la sinistra risaliamo il sentiero in
direzione di Brenna. Il gruppo si ferma di fronte ad un
corso d'acqua che ci obbliga ad un guado. L'acqua qui è più
profonda e quindi procedo (a me l'onore del primo a passare
… che fortuna!!!) con una certa prudenza. Fortunatamente la
ruota non "punta" tra i sassi sul fondo e con, un paio di
colpi di pedale, mi trovo dall'altra parte. A questo punto
un paio di coraggiosi pionieri, decidono che la sola MTB, a
loro non basta per cui decidono, seduta stante, di praticare
da quel momento, la specialità sportiva del triathlon che
contempla la pratica di ciclismo, nuoto e corsa. I nostri
tri-atleti, iniziano il guado in bicicletta, a metà si
mettono a nuotare ed infine corrono fuori dall'acqua.
Grandissimi: l'anno prossimo li mandiamo a "Mai dire
banzai". Altri ancora (quelli un po' più snob) ingaggiano
sul posto dei portatori sherpa che trasbordano le loro
biciclette. Loro stessi si fanno trasportare sull'altra
sponda con una portantina. Scandalizzati dal comportamento
di tali compagni, alcuni di noi, rimasti sull'altra sponda,
prendono "il toro per le corna" e rompendo ogni indugio,
guadano il torrente con maschia sicurezza (un po' di
sicumera) e molta determinazione. Bravi !!! Serrati i
ranghi, ripartiamo; inizialmente ci dirigiamo per errore
verso nord, ma poco dopo cambiamo direzione - due gnomi
sotto un fungo ci danno la dritta giusta - e su sentiero
abbastanza acquitrinoso arriviamo ad Olgelasca, passando di
fianco alla bella chiesetta di
Sant'Adriano. Al semaforo giriamo a sinistra e dopo
aver superato la Trattoria del Barzaghino (la prossima volta
ci fermiamo) scendiamo lungo la Strada
Provinciale SP39 , fino al punto in cui la
strada incomincia a salire. Qui si interseca il sentiero
alto del Parco della Brughiera Briantea. A destra si va
verso
Carugo, mentre a sinistra si va verso il
Santuario della Madonna di Rogoredo. La via più rapida
verso casa, sarebbe quella di andare a destra, ma qualcuno,
memore di una leggendaria impantanata invernale, vuole a
tutti i costi fare il sentiero basso che reputa (a ragione)
meno soggetto ad allagamenti. Io che non sono contento se
non pedalo in meno di 5 cm di palta ("no
mud, no glory"), lancio la seguente idea: chi vuole
"fare l'asfalto" lo fa e chi vuole fare l'"off road", pure.
Ci ricongiungiamo tutti al passaggio a livello della
Stazione di
Brenna/Alzate
Brianza. Insieme a Gianfranco, Livio, Pier, Roberto e
forse al Marco Fox, prendiamo il sentiero dall'altro lato
della SP e scendiamo su fondo sconnesso. Alla fine della
discesa, guadiamo e risaliamo sull'altra sponda, da dove,
con un pò di fatica, pedaliamo sino a giungere davanti alla
massicciata della ferrovia. Qui giriamo a dx ed arriviamo in
pochi metri al luogo dell'appuntamento. Il gruppo dei "no
mud , l'è mei" ci aspetta (sono arrivati da un secondo, ma
diranno che sono li da ore). Ci compattiamo, superiamo il
ponte sulla ferrovia e poi, via per il sentiero basso che
facciamo in gruppo, tirando abbastanza, su fondo sempre ben
pedalabile. Attraversiamo la strada che scende e ci
immettiamo nella parte del sentiero basso che porta verso la
Riserva Naturale del Guercio. Attraversiamo il bel bosco
di e dopo aver sottopassato la Novedratese, proseguiamo per
Carugo,
Giussano, (sosta per sostituzione camera d'aria della
MTB di Marco Fox),
Verano Brianza e
Carate Brianza. Giunti alle 4 strade di Carate,
decidiamo (da adesso la faccio tutte le volte) di non
pedalare sulla Strada
Provinciale SP6 Carate - Monza, ma di "fare il
paese" e poi di andare sempre diritto in direzione
Lissone, dove arriveremo in località
Bareggia. Una breve sosta per lavare le nostre MTB ,ed
eccoci di nuovo a pedalare su Viale della Repubblica da
dove, in breve, raggiungiamo Piazza della Libertà. La
giornata ciclistica si conclude (siamo rimasti in 4) davanti
ad un prosecco decisamente meritato. Bilancio. Come direbbe
il Pier (ma lo dice sempre) spettacolo !!! Bello soprattutto
il tratto a nord di Olgelasca. Si parla già di fare il
percorso completo,da Meda al Lago di Montorfano, magari con
il concatenamento con il Lago di Alserio e magari con meno
fango. Tempo impiegato 4:57 (lordi comprensivi di sosta
aperitivo), dislivello di 307 mt. Pendenza massima in salita
10% e -17,4% in discesa. 65% su strada e 35% fuori strada.
Una raccomandazione ed un saluto; casco in testa e testa nel
casco e ciao a tucc.
Vorrei ringraziare Roberto, nuovo arrivo, per aver scelto
il Gruppo GMPbike per una domenica mattina passata in sella
alle nostre mountain bike in un percorso che abbiamo
tracciato come nuovo e che sarà presto messo a disposizione
dei tanti amici che seguono il nostro sito web. Inoltre un
grazia ancora a tutto il resto del gruppo che ha condiviso
questa bellissima mattinata di sport, a tratti in mezzo al
fango, all'acqua, ai sentieri ma sempre con un spirito di
amicizia. |