| L’idea di una uscita e restare fuori
una giornata intera, era nell’aria da tempo, l’ultima uscita
giornaliera risale a ottobre del 2009 quando siamo stati in
Val Chiavenna, dato che le previsioni davano brutto per
domenica, mando un SMS a Pier per sapere cosa organizza
sabato e domenica, mi risponde che sabato non ci sarà per
impegni, allora sentiti Riccardo e Roberto, ormai compagni
d’avventura del sabato, decidiamo di organizzare un’uscita
giornaliera, l’idea sarebbe o la Val Seriana o la Ciclovia
del Lambro , Ciclovia dei laghi fino a Lecco, e se il tempo
dovrebbe andare sul brutto ritorno in treno, altrimenti
lungo l’Adda. Decidiamo per quest’ultimo percorso, visto le
previsioni, avere il treno a portata di Bike è meglio, anche
se per fortuna non è servito. Invio un messaggio a Pier, su
cosa abbiamo organizzato, a sua volta Pier inoltra a tutti
i componenti di Gmpbike il percorso prescelto, grande Pier,
sempre al centro dell’organizzazione, l’appuntamento è per
le 9,00 al parcheggio del ponte sul Lambro di
Albiate. Sabato mattina, quando mi alzo, visto la
pioggia della sera, il pensiero va a Pier, quando a
malincuore invia il solito messaggio, che l’uscita è
rimandata per le cattive condizioni del tempo, uno sguardo
dalla finestra, non piove anche se la strada è bagnata e le
nuvole non promettono nulla di buono, parto equipaggiato
nello zaino con tutto l’occorrente per la pioggia, e alle
8,45 raggiungo il parcheggio, appena il tempo di fermarmi e
suona il cellulare, è Pier che mi avvisa che ci saranno
anche Claudio
che già conosco e due nuovi amici
Christian e
Severo, di aspettarli, il tempo di
chiudere il cellulare ed ecco un biker che mi chiede se
sono di Gmpbike, è Severo, arriva anche Christian, e
lanciati perché sono in discesa
Riccardo e
Roberto, manca Claudio, il tempo di
fare le presentazioni ed eccolo che arriva, un breve cenno
al percorso di oggi e via si parte all’avventura.
Imbocchiamo via Roma in salita fino al vicolo Costa Corta,
per raggiungere lo sterrato che porta verso Carate in riva
al Lambro, percorso che abbiamo percorso già tante volte,
superate le grotte di Realdino, dobbiamo scendere dalle
nostre bike perché una frana e dei tronchi sbarrano il
passaggio, con cautela facciamo passare le bike e poi
procediamo fino al ponte di
Agliate, dove passiamo sull’altra sponda e imbocchiamo
via Dei Mulini fino al termine della strada, imbocchiamo il
sentiero a sinistra che costeggia il Lambro e lo percorriamo
fino
Briosco, durante il tragitto troviamo parecchie persone
che percorrono lo stesso tratto a piedi, scambiamo qualche
battuta scherzosa, oltrepassiamo il ponte sulla superstrada
Milano – Lecco, presso Cascina Rebecca e subito prendiamo a
destra un altro sterrato che ci porta sulla SP 102,
ripassiamo sotto al ponte della superstrada, a sisnistra in
via Peregallo e al termine della via prendiamo sempre lo
sterrato che costeggia il Lambro fino alla località Fornaci.
All’uscita del sentiero prendiamo la strada in discesa fino
al ponte sul Lambro e poi a sinistra in via Cattafame, via
Verdi, fino a quando la strada passa sotto alla superstrada,
noi teniamo lo sterrato di sinistra e percorriamo un tratto
a fianco della superstrada fino a località Gaggio, dove
riprendiamo lo sterrato che costeggia il Lambro fino
Nibionno, sottopassiamo la statale Como – Bergamo,
raggiungiamo Baggero, per poi spuntare sulla Nuova
Valassina, ci fermiamo al lavatoio per dissetarci e
rinfrescarci, sono le 11,30, purtroppo Cristian deve tornare
per pranzo, quindi lo salutiamo, noi invece proseguiamo per
Monguzzo e poi in discesa un bello sterrato tecnico fino al
Lago di Alserio. L’ora di pranzo si avvicina, la proposta di
Roberto è di arrivare a Lecco prendere l’Adda e fermarci in
uno dei tanti ristoranti sulla riva del fiume, per mangiare
un bel piatto di Alborelle, non c’è neanche da mettere ai
voti, l’idea viene approvata all’umanità. Dal sito internet
della ciclovia dei laghi, dovrebbe esserci un percorso che
collega tutti i laghi da quello di Varese a quello di Garda,
un breve tratto l’ho percorso l’anno scorso con Vittorio, ma
purtroppo non ricordando più il percorso e per la mancanza
di indicazioni non riusciamo a imboccare il percorso giusto,
decidiamo allora di percorrere la strada normale passando
per Casletto e raggiunto Molteno, imbocchiamo la ciclabile a
fianco della superstrada che percorriamo ad andatura
sostenuta fino a Lecco, il panorama dei laghi è bellissimo,
peccato avere realizzato una ciclabile a fianco della
superstrada, arrivati a Civate, pensiamo al Barro, potremo
salire e scendere a Galbiate e poi riprendere l’Adda, ma
decidiamo di risparmiare le forze perché ormai visto che le
condizioni del tempo sono buone ci aspetta tutta l’Adda
fino a Trezzo e ritorno a casa tutta in bike, niente treno,
quindi proseguiamo per Valmadrera e Lecco, raggiunto Pescate
ci immettiamo sulla ciclabile dell’Adda e raggiunto Olginate
ci fermiamo al ristorante la Lampara, mangiamo senza
esagerare le nostre alborelle con contorno di verdure
grigliate, due battute con il cameriere che alla fine ci
regalerà delle bottigliette d’acqua, perche ai ciclisti non
si può negare l’acqua, a detta di lui, ma visto il conto
€.24 a testa per un piatto di arborelle……………..va bene , è
anche il 1 maggio!!!!! Riprendiamo lo sterrato che costeggia
l’Adda, passiamo Brivio ed arriviamo al traghetto di
Imbersago, qui ci fermiamo una mezz’oretta a riprendere le
forze, la fatica comincia a farsi sentire, ma non più di
tanto, nel frattempo è spuntato anche il sole e la gente in
riva all’Adda è davvero tanta, riprendiamo a pedalare,
oltrepassiamo il ponte di Paderno e prendiamo il tratto più
suggestivo dell’Adda il canale con le chiuse di Leonardo,
per Severo è la prima volta che percorre questo tratto,
l’entusiasmo è a mille, guai se fossimo tornati in treno,
purtroppo nel tratto più bello dove c’è la Madonna della
Rocchetta una frana che minaccia la ciclabile sottostante,
come succede in Italia, tocca a te tocca a me, risultato la
ciclabile è sbarrata da due cancelli invalicabili, esiste un
percorso alternativo, molto pericoloso, in quanto bisogna
percorrere un muretto largo mezzo metro per almeno 500 metri
con a fianco il canale da una parte e l’Adda dall’altra, non
c’è alternativa lo percorriamo, con molto stupore vediamo
anche intere famiglie con figli al seguito percorrere lo
stesso tragitto, situazione indecorosa, bisognerebbe mandare
i responsabili di questo in qualche stato dove le persone
che sbagliano o non fanno il loro dovere, gli viene tolto
l’incarico e lo stipendio!!! Superato anche questo ostacolo,
superiamo le bellissime centrali elettriche di Porto d’Adda,
raggiungiamo Trezzo, dove risaliamo da via Belvedere e poi
imbocchiamo a destra via Cascina Portesana, qui i due
tornanti in salita si sentono nelle gambe, ma da qui fino a
casa adesso è tutta strada pianeggiante, quindi con calma
proseguiamo per Villa Paradiso, Cornate D’Adda, Verderio,
l’andatura visto la leggera pendenza in discesa è buona, uno
sguardo all’orologio, sono le 17,30, ci fermiamo per
avvisare casa che arriveremo tra un’oretta, riprendiamo a
pedalare tenendoci sulle strade secondarie, raggiungiamo
Bernareggio, al semaforo giriamo a destra in direzione
Carnate, proseguiamo seguendo le indicazioni per Arcore,
raggiunto lo svincolo con Usmate, dobbiamo fermarci, manca
Riccardo, Severo dice che ha dovuto fermarsi per un
inconveniente tecnico, aspettiamo qualche minuto ed eccolo
arrivare, tutto Ok, non ha però voluto rilevarci quale è
stato il problema tecnico, dopo qualche battuta riprendiamo
a pedalare e ci fermiamo al semaforo di Arcore della
stazione ferroviaria, io e Roberto proseguiamo per
Villasanta mentre Riccardo, Severo e Claudio vanno in
direzione Triuggio, un rapido saluto e via, arrivato a
Villasanta saluto Roberto e prendo la via di casa, arrivo
che sono le 18,20 guardo i chilometri sono 126, che dire,
una giornata bellissima, passata con gli amici di Gmpbike
anche se mancavano le colonne GMP, purtroppo per impegni non
posso essere con loro domenica 2 maggio, speriamo nel tempo
per l’uscita del 9 maggio, un saluto e ringraziamento a Pier
per avere organizzato il ritrovo anche senza la sua
presenza, a Roberto, Riccardo, Severo, Cristian e Claudio. |