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Percorsi

14 Marzo 2010 - Lago di Montorfano
Note sul percorso
Lunghezza complessiva 60 KM 
Dislivello superato
Tempo impiegato 5 H 
Pendenza massima in salita
Pendenza massima in discesa
Fondo Asfalto, Sterrato, Sentiero, Single track 
Impegno fisico MEDIO 
Tecnica MEDIA 
Panorama Brianza, Parco della Brughiera Briantea, Riserva Naturale della Fontana del Guercio, Lago di Montorfano  
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
Da Lissone al Lago di Montorfano in MTB
- Thursday 28 October 2010
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Da vedere sul percorso Giussano: Villa Mazenta e Villa Sartirana,  piazza Roma con la colonna sostenente una statua della Madonna,  le vetrate realizzate da Aligi Sassu per la Sala Consiliare del Municipio. Nel cimitero di Paina è noto il Sepolcro Passalacqua. Carugo: Riserva Naturale della Fontana del Guercio. Alzate Brianza: Santuario di Rogoredo.
Informazioni Turistiche  
Info Meteo della giornata
 
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Piacevole Domenica di marzo, passata in compagnia degli amici GMPbike, … coprendoci di una miscela composta da materiale finemente disperso e da una quantità relativamente piccola di liquido, derivata principalmente, ma non necessariamente, da sedimentazione. La miscela sopracitata altro non è che  fango o meglio, una delle definizione del fango, offerta dai dizionari della lingua italiana. Proprio così; non avendo ancora inventato percorsi di MTB su parquet, marmo di Carrara, listone Giordano, moquette, linoleum ed altri prodotti per pavimentazione, domenica abbiamo fatto proprio un bel pieno di fango. Provo a fare la cronaca della giornata. Ci troviamo in piazza a Lissone, dove c'è già  Pier ad aspettarci. In ordine di apparizione arrivano: io (Massimo), AlessandroMax, Enrico e Roby. Anche Dino fa un fugace apparizione ma sparirà subito prima della partenza, per recuperare il suo amico Egidio che ha problemi nel localizzarci. Partiamo pochi minuti dopo le 8:00 e, attraverso il tradizionale percorso "per campi", raggiungiamo Macherio. Qui, nei pressi del distributore di una nota compagnia petrolifera il cui nome inizia per E e finisce per sso, ci attendono WalterLivioRinoChris e Gianfranco con la sua nuova Canyon. Qualche rapida battuta e si riparte in direzione Albiate dove, al Santuario di San Fermo, ci aspettano RiccardoDino ed Egidio. Benvenuto nel gruppo GMPbike. In fila indiana, proseguiamo lungo la provinciale, a quell'ora, frequentatissima da ciclisti (stradisti in maggioranza), superiamo Carate Brianza e, al semaforo, giriamo a destra in salita verso Verano Brianza, raggiungendo Giussano dopo pochi minuti. Attraversiamo il paese e ci fermiamo per la sosta caffè. Non essendo entrato nel bar, non so chi abbia pagato e quindi grazie all'amico, a me ignoto, che ha pagato il caffè. Ripartiamo dopo aver scambiato qualche battuta con alcune "locali" dallo spiccato "sense of humour" e ci portiamo verso Arosio, percorrendo il lungo rettilineo composto da via Alberto da Giussano e via Santa Maria Maddalena. Giunti all'incrocio con la  Strada provinciale SP 32 Novedratese  , giriamo a sinistra e, dopo circa mezzo chilometro, la lasciamo entrando a destra nel piazzale antistante il camposanto. Qui ci aspetta Claudio e subito prima di lasciare l'asfalto, troviamo Marco "Fox" che ci aspetta li vicino. Siamo al completo, 16 partecipanti. Non è un record (da quando pedalo con GMP - 6 mesi - mi ricordo un 26, Marco Fox in seguito mi informerà che lui, "vecchia volpe" GMP, si ricorda di una gita a cui hanno partecipato un numero ben superiore di biker, alcuni dei quali venuti da Marte, di colore verdastro, che andavano di bestia in salita. Ndr. il primo caffè della giornata, non berlo corretto grappa), ma sicuramente un buon risultato, se pensiamo che la domenica precedente, a Montevecchia, eravamo in 8.  Mettiamo le ruote sulla terra e via. Entriamo nella Riserva Naturale della Fontana del Guercio mantenendoci "in basso"; subito dopo aver superato l'ampio parcheggio sulla destra, ci immettiamo nel folto bosco girando a dx lungo il sentiero n. 16 che, in alcuni tratti, corre vicino la  Roggia Borromeo che alimenta i numerosi fontanili presenti nella zona. Proseguiamo nel bel bosco tra olmi, noccioli e frassini e, su fondo sempre pedalabile, raggiungiamo e superiamo una sbarra e ci immettiamo nella parte bassa della valle Solda. Con attenzione, attraversiamo la strada che scende da Brenna, compattiamo il gruppo e ci immettiamo nell'evidente sentiero di fronte a noi. Dopo pochi metri, Marco Fox, deve fronteggiare la foratura del suo pneumatico anteriore. In pochi minuti, dottor Max, primario del reparto Pnemautologia della Clinica GMP, ripara il tutto ed insieme a Marco Fox, Rino e Pier raggiunge il gruppo che, nell'attesa, si è fermato sul ponte che passa sopra la linea ferroviaria Como-Molteno-Lecco. Dopo che Pier ha singolarmente immortalato i partecipanti, ripartiamo costeggiando (alla nostra sinistra) i binari, attraversiamo la strada all'altezza del passaggio a livello e sempre tenendo la ferrovia alla nostra sinistra, ci immettiamo sullo sterrato in leggera discesa,piegando poi verso destra in direzione del Santuario di Rogoredo che vediamo (e lasciamo) alla ns. destra. In questo tratto l'amico Egidio riceve una telefonata ed è costretto a tornare verso casa. Ci vediamo alla prossima e congratulazioni per esserci stato "attaccato" con un mezzo (city bike) non sempre ideale per il fondo del nostro itinerario odierno. Il gruppo prosegue; tocchiamo l'asfalto e voltiamo a sinistra in salita, sino a raggiungere un incrocio dove giriamo a sinistra sulla  Strada Provinciale SP38  che, in quel tratto, è dedicata a Papa Giovanni XXIII. Appena giunti in piano, proseguiamo per meno 100 mt. e giriamo a destra immettendoci in via Risorgimento. Proseguiamo verso l'abitato di Verzago che attraversiamo, prendendo in discesa via dei Platani. "Buchiamo" il tornante e per largo sterrato, evitando deviazioni, arriviamo all'Azienda Agrituristica La Cascinazza.  Superato l'edificio centrale, al bivio voltiamo a destra costeggiando l'edificio e poco più avanti ci immettiamo nel sentiero che va a sinistra. Rimaniamo tra gli alberi per 100 metri e poi all'aperto (tenendo la destra), ci rimettiamo su asfalto in via Molino. La percorriamo per poche decine di metri e, quando la strada gira verso destra, in corrispondenza di uno slargo, prendiamo a sinistra e scendendo per pochi metri, giungiamo sul viale piantumato a cipressi che da accesso al cimitero. Qui giriamo a sinistra e alla fine del viale (lato opposto a quello del camposanto), ci troviamo di fronte al lago di Montorfano. Giriamo a sinistra e tenendo la destra, dopo pochi metri,  entriamo nella strada che porta al Lido ed in breve lo raggiungiamo. E' il momento della "pausa banana" e della foto ufficiale, che viene scattata da un gentile passante. E' anche l'occasione per prendere una decisione circa il proseguimento del ns. percorso che prevedeva, il "concatenamento" con il Lago di Alserio. Pur dispiaciuti, siamo unanimi nel ritenere pressoché impossibile, raggiungere il lago di Alserio e al tempo stesso rispettare l'orario previsto per il ritorno. Decidiamo così di completare il periplo del lago di Montorfano e di iniziare l'itinerario di ritorno. Partiamo dopo esserci divisi in due gruppi; il primo, di cui fanno parte Pier, Rino, Max, Livio e Dino, raggiungerà Lissone prevalentemente su asfalto. Il gruppo dei restanti biker invece ritornerà verso casa attraversando la parte "alta" del Parco della Brughiera Briantea. Costeggiando le sponde del lago di Montorfano, ci portiamo sulla sua riva settentrionale e dapprima per via Como e poi su via Brianza, raggiungiamo la SP Briantea girando a destra e proseguiamo per 3 chilometri, sino all'abitato di Alzate Brianza. Qui, in corrispondenza di una rotonda posta prima dell'unico semaforo del paese, giriamo a destra in via Giovanni XXIII, sulla quale procediamo sino ad incontrare sulla sinistra, via del Lavatoio. La prendiamo e, tenendo la destra alla rotonda successiva, raggiungiamo il Santuario di Rogoredo; mi fermo per filmare i compagni ed in breve ci portiamo al passaggio a livello della linea Lecco - Molteno - Como, superandone i binari e fermandoci subito nella strada a destra. Qui diamo il via ad un breve conciliabolo per decidere se ritornare per l'itinerario di andata ovvero prendere quello che corre parallelo e che poi porta alla Cascina Sant'Ambrogio, percorrendo il "sentiero alto" del Parco della Brughiera Briantea. Convinco Roby (gli altri erano agnostici o desiderosi di sporcarsi) che la strada del paradiso - dei MTBiker - è lastricata di fango e partiamo. Per pochi metri, pedaliamo a fianco della massicciata; raggiunta una sbarra di ferro (solitamente chiusa), giriamo a sinistra immettendoci in una larga strada sterrata. Già dai primissimi metri ci accorgiamo che sarà molto difficile non sporcarci e che quindi (a meno di altri peccati mortali tipo, acquisto di bici da corsa e/o utilizzo di mezzi meccanici per superare dislivelli in salita, …), il paradiso è alla nostra portata. Il fondo è reso ancora meno praticabile dai profondi solchi, lasciati dai mezzi movimento-terra utilizzati in un "cantiere" poco lontano. A questo proposito, sottolineo che nei giorni feriali, la presenza dei mezzi, potrebbe rendere ulteriormente difficile il passaggio in questo tratto. L'alternativa può essere, ripercorrere (come suggerito da Roby) l'itinerario di andata ovvero costeggiare il torrente tenendolo alla vostra destra, ricongiungendosi al sentiero dove finisce l'area interessata dal cantiere. Proseguiamo, pedalando con un po' di fatica ma senza perdere il buonumore e, dopo poco meno di 500 metri, siamo ripagati dal fondo che ritorna alle sue normali (normalmente fangoso) condizioni. Mentre filmo i componenti del gruppo che passano, ho anche il tempo di fare un piccolo sondaggio; provocatoriamente, mentre passano, pongo ad ognuno di  loro la seguente domanda: troppo o troppo poco? (nel senso di fango) La risposta che ottengo dalla maggior parte di loro è: "una cosa giusta" e ciò mi tranquillizza. Risalgo sulla mia MTB e, poco dopo, trovo alcuni componenti del gruppo che si apprestano ad effettuare il primo guado della giornata (in totale, saranno 4). Con grande divertimento superiamo il guado (grazie anche ai consigli dei compagni che ci hanno preceduto)  rimanendo in sella e, sempre pedalando, superiamo il breve strappo che ci porta a toccare l'asfalto della strada che sale verso Olgelasca, dove ci aspettano le avanguardie. Attraversiamo e ci ributtiamo nell'evidente sentiero (paline segnalatrici). In discesa su sterrato e, con una bella "esse", guadagniamo il fondo della valletta e proseguiamo nella brughiera briantea con destinazione Cascina Sant'Ambrogio. In questo tratto, il fango è sempre presente ma si alterna con delle simpatiche ed ampie pozze riempite di acqua piovana. Ma noi,  impavidi proseguiamo e "raddoppiamo" nell'attraversamento dei guadi; un ultimo strappo ed eccoci alla fine dello sterrato: sotto le spesse incrostazioni ci sono 10 MTB sopra le quali ci sono 10 biker. Vogliamo una foto. Non c'è nessuno nei dintorni e quindi, come cavalletto (tra i più costosi in commercio) per l'autoscatto, usiamo la sella della Cannondale Scalpel di Roby, per l'occasione amorevolmente appoggiata ad un palo di ferro. Scattiamo un paio di foto e poi, via verso casa. Marco Fox e Claudio ci lasciano quasi subito; a ranghi ridotti, passiamo sotto la Novedratese, attraversiamo Arosio (via Diaz, via Sirtori, via Roma e via Garibaldi)  e alla rotonda giriamo a sx su via Verdi, dirigendoci verso Giussano. Subito dopo Roby mi avvisa (gridando per sovrastare il volume del mio iPod) che Alessandro ha forato la gomma posteriore. Ritorniamo indietro e lo troviamo intento a "bombolettare" la ruota. Purtroppo il pneumatico rimane sgonfio e quindi ribaltiamo il mezzo e ci apprestiamo a smontare la ruota. Rapidi, identifichiamo la causa (spina di più di un centimetro che è penetrata nel battistrada e che fa ancora bella mostra di se, nel lato interno del copertone), la rimuoviamo, sostituiamo la camera d'aria e ripartiamo, non senza prima esserci contati: siamo in 4. Prima di iniziare la riparazione, Walter, Riccardo, Chris e Gianfranco ci avevano salutato perché (è già tardi) attesi a casa per il pranzo domenicale. Ripartiamo su via Verdi che, tratto dopo tratto, prende nomi diversi (dopo via Verdi, diventa via Toti,  via Battisti e via Garibaldi - di Giussano, quella prima era di Arosio) e facendo un "bel contromano" (sul marciapiede, deserto a quell'ora di Domenica) sbuchiamo in una prima piazza, giriamo a destra e ci troviamo in Piazza Roma. Usciamo dalla piazza a sinistra prendendo, prima via Umberto I e poi via Piola che ci porta ad incontrare la  Strada Provinciale SP9 . La attraversiamo e, ripercorrendo l'itinerario di andata, superiamo Verano Brianza e, alla fine della discesa che porta a Carate Brianza, voltiamo a sinistra e ci immettiamo sulla SP in direzione Monza. Qui in prossimità di un distributore, ci fermiamo per l'ultimo check tra i componenti del gruppo. Arriva Roby ma manca Alessandro che ci raggiunge subito dopo (aveva seguito le indicazioni Monza che però portavano sulla SS36 dello Stelvio e dello Spluga, comunemente chiamata Valassina; un percorso non proprio ciclabile). Qui, tutti d'accordo, "rompiamo le righe" ci salutiamo e ci dirigiamo verso casa ognuno al proprio passo; io la raggiungo alle 13.35 dopo più di 5 ore di pedalata. Bilancio

Bella gita alla portata di molti, fattibile con MTB anche "entry level". 
Sviluppo complessivo di circa 65 km con dislivello contenuto e buon bilanciamento tra asfalto (trasferimento) e off-road.
Temperature (ottimali) tra i 6° e 18°, che ci hanno fatto venire la voglia di primavera. Evidenzio una considerazione scaturita in uno scambio di opinioni avuto con Enrico:  il parco mezzi dei componenti del gruppo GMP si sta svecchiando e/o migliorando, segno evidente della sempre crescente voglia di affrontare le prossime gite con la giusta preparazione e con mezzi adatti.  
Concludo con i ringraziamenti ed i saluti: ciao a tucc e alla prossima.      
Tracciato da GPS Altimetria da GPS


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