A furia di minacciare cielo coperto e
nevicate a bassa quota, è andata finire che di neve non ne
abbiamo vista, se non da lontano sulle cime delle ns.
Prealpi; in compenso il sole ha fatto la sua apparizione
intorno alle 9.30 e ci ha fatto compagnia per tutta la
durata della nostra uscita. Il ritrovo era fissato intorno
alle 8.00 presso la stazione FS di Monza,
destinazione Merate/Cernusco
Lombardone, con il regionale delle 8.09
per Lecco. Arrivo per primo e subito dopo mi raggiungono -
in ordine di apparizione - Rino, Marin, Enrico e Bruno (benvenuto,
prima uscita con il gruppo GMPbike). Poco prima delle
8.00 arrivano Gas e
Max (la G e
la M) che ci avvisano che Pier (la P), oggi non potrà essere
dei nostri; peccato. In assenza del Pier, Gas mi comunica
che sarò io a dover scrivere la relazione dell'uscita
odierna; se non dovesse piacervi, sapete con chi
prendervela. Alle 8.09 saliamo sul treno diretto a Cernusco,
parcheggiando le ns. MTB dove capita cercando di non essere
di impedimento agli altri passeggeri. Dopo 20 minuti,
giungiamo a Cernusco
Lombardone dove anche Gianni si
congiunge al gruppo; siamo al completo. Rapidamente ci
portiamo verso la strada
provinciale SP342 , la attraversiamo
ed entriamo nel bosco dal piccolo piazzale antistante.
Pedaliamo tenendo alla nostra sinistra il torrente Curone e
su fondo a tratti abbastanza fangoso, percorriamo il bel
bosco lungo l'evidente sentiero; dopo un paio di ponticelli
o guadi (grande Gas, che inaugura la sua nuova Merida Full -
in questo caso - non suspense ma Immersion con una bella
lavazzata), arriviamo sull'asfalto con in
testa Enrico e Marin. Subito il gruppo si ricompatta e
ripartiamo verso destra e dopo un centinaio di metri giriamo
a sinistra in via Bagaggera. Guidati da Gas giriamo subito
dopo a destra verso una bella cascina ed iniziamo ad
addentrarci nel bosco. Purtroppo dopo pochi metri ci
dobbiamo fermare. Alcuni alberi sbarrano il passaggio e
sembra che anche il tratto successivo possa creare non pochi
problemi di ciclabilità. Rapida decisione e si cambia
itinerario. Torniamo sui "nostri passi" ci mettiamo di nuovo
in via Bagaggera andando verso destra. Dopo circa 500 mt.
giriamo a sinistra e superiamo sulla sinistra una sbarra
metallica. Costeggiamo inizialmente una staccionata e poi un
piccolo stagno. Adesso ci aspetta un ripido ma breve
strappo, lo superiamo e proseguiamo tenendo la destra. il
sentiero si appiana per un breve tratto e dopo una curva a
sinistra, prendiamo la diramazione a sinistra ed iniziamo a
scendere. Giunti sul fondo della valletta superiamo un
piccolo rio e giriamo nettamente a destra. Il gruppo dopo la
brevissima sosta si è ricompattato. Ripartiamo nel bosco ed
in breve arriviamo ad un ponticello il cui superamento ci da
accesso alla salita che ci porta alla Az. Agricola Costa. I
più temerari preferiscono il guado al ponticello;
bravi Gas e Max ! dopotutto sono tra i più senior ma non si
fanno spaventare dal fatto di bagnarsi un po' - della serie
"Forever young". Ci aspetta adesso il tratto meno piacevole
del giro; spalliamo le nostre MTB e risaliamo il sentiero
gradinato. Guadagnato il tratto ciclabile, un ultimo sforzo
ed eccoci tutti alla Az. Costa. Ci buttiamo a destra in
discesa e dopo il tornante nella parte bassa, iniziamo a
risalire (fango) verso la Galbusera Nera. Non ci fermiamo
vicino alla bella cascina (che ospita anche un punto di
ristorazione) ed in pochi minuti raggiungiamo la
diramazione in corrispondenza di due cipressi ai cui piedi
c'è un bel cippo di granito. Qui dobbiamo prendere una
decisione; proseguire sino a raggiungere l'asfalto, girare
verso la frazione Monte e poi proseguire sempre su asfalto
sino al Belvedere oppure, optare per la proposta di Gianni,
che propone di prendere a sinistra in salita e fare il
sentiero che, a mezzacosta, ci porterà al Belvedere. Dopo un
breve scambio di opinioni, noi MTBiker riusciamo a
convincere i BdCorsisti, capitanati da Rino e Bruno (ma non
erano troppo convinti neppure loro), ad optare per il
sentiero su sterrato, che rinnegheranno l'asfalto, e … mi sa
che sarà la prima volta di una lunga serie. Con i muscoli
caldi pedaliamo in salita e raggiungiamo la prima (ed unica)
diramazione dove svoltiamo a sinistra sul sentiero a
mezzacosta. Non appena gli apripista partono, ecco che il
Gas, al quale pochi minuti prima avevo detto "mi sa che hai
la gomma un po' molle" dopo che lui mi aveva reso partecipe
di una sua perplessità "mi sembra che in curva mi vada via
la ruota posteriore" , ci segnala di aver bucato. Breve
sosta tecnica, durante la quale il chirurgo Max, assistito
da Gianni e dal sottoscritto, in pochissimi minuti
sostituirà la camera d'aria. Spetta però al Gas
(proprietario del nuovissimo mezzo "L'ho ritirata Venerdì" -
dice) gonfiare la gomma con una bomboletta (bordeaux
metallizzato) talmente "figa" che potrebbe comparire nella
linea "Dolce e Gabbana for bikers" … questo è solo un
indizio e se non lo conoscessi metterei in forte dubbio la
virilità di un biker che possiede una bicicletta con i
cerchi bianchi. Ripartiamo e pedaliamo sul tratto (di
salita) a mio parere più bello del "giro" odierno. Il fondo
è sempre ben pedalabile e l'affaccio sui terrazzamenti delle
vigne e verso la collina di Montevecchia è decisamente
suggestivo. La parte finale di questo tratto è la più dura;
in effetti la pendenza ed il fatto che si sale su fondo
irregolare, mettono a dura prova i nostri muscoli ed i
nostri polmoni. Sull'ultimo tratto di salita, il gruppo si
sgrana un po' ma una volta giunti al Belvedere ("nomen
omen") sarà l'occasione per la "pausa banana" e per la foto
di rito, che immortala i partecipanti alla gita odierna.
Ripartiamo a sinistra in via Pianello (attenzione non lungo
la strada delimitata dalla staccionata in legno che invece è
via Curone) e dopo qualche curva, tra alcune belle ville,
raggiungiamo la frazione Deserto di
Bernaga Inferiore. Qui giriamo a
sinistra su uno strato sentiero in leggera salita che, su
fondo pavimentato irregolarmente con lastre di travertino
verticali, ci porterà ad un tornante da cui inizieremo la
nostra discesa. Giusto il tempo di ricompattare il gruppo e
dopo aver superato la sbarra metallica iniziamo a scendere
lungo la via Montevecchia, l'ampia strada che, in breve, ci
porta dopo una leggera salita, al punto da dove inizieremo
la nostra discesa nella Valle di Santa Croce. In prossimità
di una staccionata (sulla destra) c'è infatti una sbarra di
ferro che da l'accesso alla Valle di Santa Croce. Aggiriamo
la barra e, distanziati, iniziamo a scendere ( a mio parere
il tratto più bello in discesa) nella valle su sentiero
sempre abbastanza largo con buon fondo (attenzione! in
questo tratto non è raro trovare bikers in salita e/o
escursionisti) Giunti in fondo alla discesa, proseguiamo
dapprima su asfalto e, dopo circa 800 mt. giriamo a sinistra
su sterrato e poco dopo a destra proseguendo su una larga
strada che inizialmente corre parallela a quella di asfalto
appena lasciata. Proseguiamo - via Cascina Panetta Prima -
per circa 1 chilometro e giunti ad una diramazione,
prendiamo a sinistra - via degli Ulivi - costeggiando il
muro di cinta di una fabbrica. In leggera salita
riguadagniamo l'asfalto e poco dopo ci immettiamo - rotonda
all'altezza di Lomaniga -
sulla
strada provinciale SP342 voltando a
sinistra in direzione di Merate.
Proseguiamo per un paio di chilometri e quando la strada
provinciale (via Como) inizia a salire verso Quattro Strade,
giriamo a destra in via Kennedy. Ci fermiamo subito do
poiché dobbiamo salutare Gas e Max che proseguono verso
Montevecchia. Orfani sia della G che della M ( e senza la P
dall'inizio della giornata), noi del
gruppo BEGMMRbike ripartiamo con destinazione finale Monza.
In fila indiana pedaliamo in piano lungo via Cascina
Bergamina e sulle ondulazioni di via Brughiera e via Giotto.
Giunti alla rotonda (a destra c'è un ristorante), superiamo
una piccola rotonda e proseguiamo diritto in leggera discesa
sempre in via Giotto sino ad incontrare una strada (via
Leonardo da Vinci) che si stacca nettamente a destra. La
prendiamo e dopo poche decine di metri la lasciamo, deviando
leggermente a sinistra ed iniziando a salire lungo uno
sterrato - via Cascina Belvedere -. Saliamo, oltrepassiamo
(alla ns destra) un gruppo di case di recente costruzione e
ci troviamo in un prato. Si segue l'evidente sentiero e
giunti su sterrato giriamo a destra. Discesa, tocchiamo
l'asfalto giriamo a sinistra e poi, al primo sentiero sulla
sinistra ci buttiamo dentro. Questo sentiero che abbiamo
percorso parecchie volte durante le ns. uscite con gli amici
di GMPbike, oggi si presenta decisamente meglio rispetto
alle ultime volte; molto meno fango. Raggiungiamo di nuovo
l'asfalto, giriamo a sinistra e poi pochi metri più avanti
giriamo a destra ed entriamo, tra lo spazio dei guardrail,
in un evidente sentiero che si stacca in mezzo ai campi.
Adesso pedaliamo in direzione
Cascina Cassinetta - sede di
Lega
Ambiente. Prima di arrivarci però ci aspetta un
tratto di bosco di robinie dal fondo decisamente
impegnativo. Il fango la fa veramente da padrone e anche la
salitina che ci porta versa la cascina (solitamente noiosa)
è meglio di questo tratto in piano che l'ha preceduta.
Ricompattiamo il gruppo e dopo essere passati a fianco della
"Madonnina" arriviamo a Velate che
attraversiamo, proseguendo in direzione Lesmo.
Fuori dal centro paese prendiamo prima a sinistra (via
Manzoni) e poi alla rotonda, giriamo a destra in via San
Rocco. Sempre diritti (via Resegone), passiamo davanti al
Cinqghei, scendiamo e risaliamo (via Colombo). Giriamo a
sinistra (via Lombardia) e dopo poche centinaia di metri
giriamo destra in via Gaetano Ratti che ci porta ad incrociare
la strada
provinciale SP7 (quella che da Villasanta
sale verso Casatenovo). Giriamo a sinistra ed in discesa
raggiungiamo Peregallo dove dopo aver salutato Gianni,
giriamo a destra verso la rotonda della Yamaha. Qui teniamo
la sinistra e ci dirigiamo verso il passaggio livello della
linea Monza - Molteno - Oggiono. Lo superiamo e dopo pochi
metri voltiamo a sinistra e, pedalando lungo il muro di
recinzione del Parco
di Monza, giungiamo alla porta di San Giorgio.
Entriamo nel parco e dopo aver salutato Marin sul lungo
Lambro all'altezza del Saint George Premiere, facciamo
l'ultimissimo strappo della giornata e guadagnato il viale
di Vedano raggiungiamo in breve la porta centrale del Parco.
Siamo in 4, Bruno e Rino che proseguiranno per San
Fruttuoso, Enrico che dovrà spingersi sino a Cinisello
Balsamo ed il sottoscritto che invece è a pochi metri da
casa. Bel giro, bella compagnia e grazie a tutti - anche a
nome del Pier - per aver vissuto lo spirito del gruppo.
Ciao a tucc. Massimo |