| Sono le 6:45 quando arrivo al Piazzale
della Stazione di Lissone.
So già che quest'oggi non ci saranno molte presenze perchè
c'è chi è impegnato con parenti, chi ha un pranzo, chi forse
ancora dorme e non si è svegliato etc... e quindi non mi
resta che attendere l'arrivo di qualcuno. Quando
l'altoparlante della stazione segnala l'arrivo del treno
per Milano io
rimango ancora li qualche minuto li, poi però sono costretto
a salire in carrozza per raggiungere la stazione di
Monza da dove tra circa 30 minuti ci
sarà poi la coincidenza con il treno che va in direzione di Colico.
E' troppo presto e sono ancora tutte chiuse, le
biglietterie, ma mentre esco dal chiosco dove si possono
fare anche i biglietti ferroviari ecco che arriva Livio. Lui
stoico come sempre anziché il treno ha preferito farsela in
bici da Lissone
alla stazione di Monza (grande
Livio). Quando anche lui acquista il biglietto ci spostiamo
verso il marciapiede del binario 4 dove è previsto l'arrivo
del treno. Possiamo tranquillamente starcene li a parlare
del più e del meno e notiamo che tante altre persone stanno
arrivando con la loro bici al seguito per salire sul nostro
stesso treno. Sono tanti gruppi che, come noi, preferiscono
questo tipo di tipo di trasporto anziché utilizzare l'auto.
Il treno arriva in orario e alle 7:35 partiamo. Il viaggio
dura circa un'ora e un quarto, e abbiamo tutto il tempo per
continuare con i discorsi iniziati in precedenza
tranquillamente seduti. Alle 8:45 circa arriviamo. Quando si
aprono le porte del vagone proprio di fronte a noi c'è
Maurizio (Icio) che aveva dato la sua disponibilità e deve
farci da guida nel percorso odierno. Non appena mettiamo le
bici sul marciapiede della stazione di Colico
c'è un problema. La gomma posteriore della mountain bike di
Livio è sgonfia. Per non avere problemi decidiamo di
sostituire la camera d'aria e quindi almeno 10/15 minuti
passano prima che l'operazione sia conclusa. Abbiamo tempo
fino alle 14:15 (primo treno utile per il ritorno) e quindi
per i 60 km di oggi abbiamo molto tempo davanti a noi. Non
ci resta che prenderci un buon caffè che Icio ci offre
(grazie Icio.....) e poi veramente si inizia a pedalare. Il
primo tratto è quello che avevamo già percorso il 24 maggio
ma quest'oggi anzichè andare in direzione Sondrio andremo
verso Chiavenna.
Dopo aver costeggiato per un tratto il fiume
Adda, che scorre molto piano alla nostra
sinistra, arriviamo all'incrocio con la statale SS36 che
attraversiamo per immetterci nello sterrato della Riserva
Naturale di Pian di Spagna. Questo tratto è
bellissimo, completamente sterrato e non ci sono auto,
perchè solo in alcuni punti è loro consentito il transito.
Pedaliamo in questa quiete per almeno 20/30 minuti e da ogni
parte che ci giriamo siamo circondati da belle montagne
verdi. La giornata è bellissima, calda, ma non troppo, e
quindi a quest'ora si pedala benissimo. Dopo aver percorso
tutto lo sterrato arriviamo ad un'altro incrocio con con la
statale SS36 di cui ne percorriamo solo una piccola parte,
perchè dopo circa un chilometro alla nostra sinistra c'è
l'indicazione per il Lago
di Mezzola. Non c'è bisogno di dire che sulla
statale bisogna stare in fila indiana e quando c'è il bivio
bisogna fare molta attenzione, non solo alle auto/moto che
arrivano dalla parte opposta, ma anche a quelle che
provengono dalla nostra parte. Giriamo, attraversando i
binari della linea ferroviaria che da
Colico prosegue per Tirano.
Dopo aver percorso quasi un km sulla vecchia sede stradale
della statale inizia un tratto dove il transito è
regolarizzato solo per pedoni o in bicicletta, altri mezzi
non sono ammessi se non in stradine che attraversano il
sentiero. Il
Lago di Mezzola è alla nostra sinistra e con la
giornata di oggi sembra veramente uno specchio. L'acqua è
immobile, il monte, dalla parte opposta alla nostra, si
specchia completamente nel colore verde delle acque ed è
bellissimo anche tutto il paesaggio circostante. Pedaliamo
sempre ad un buon ritmo, 22/25 km orari e solo in alcuni
casi ci fermiamo perchè dobbiamo per forza scattare qualche
fotografia. Dopo Verceia iniziano
le indicazioni della Via equestre della Val Chiavenna con le
indicazioni per le varie località che si trovano sul
percorso. Da questo punto in avanti pedaliamo completamente
immersi nel verde, con l'argine del fiume
Mera alla nostra sinistra. Proseguiamo sempre diritto
per Ponte Nave, dove c'è un bel ponte tutto in legno che
oltrepassa il
Mera, per andare a
Samolaco e proseguire per le casette di
Bedogna. La statale SS36 intanto è sempre lontanissima da
dove siamo noi. Pedaliamo nella quiete assoluta e siamo
anche fortunati perchè quest'oggi, forse per il caldo, di
bikers non ce ne sono davvero molti in giro. Dopo aver
superato Bedogna andiamo adesso in direzione di Gordona
mantenendo sempre la nostra andatura precedente. E' tutto
abbastanza facile, di salite veramente non ce ne sono anche
se la strada è sempre il leggera pendenza. Dopo l'abitato,
che lasciamo alla nostra sinistra arriviamo nuovamente
all'incrocio con la strada statale. La attraversiamo perchè
i cartelli ci indicano che la direzione del percorso
cicloturistico continua dalla parte opposta. Siamo a Prata
Camportaccio quindi mancano solo pochi km per
raggiungere Chiavenna.
Qui adesso la strada inizia a salire, poi inizia un tratto
leggermente in discesa che arriva in uno sterrato dove però
all'incrocio non ci sono più cartelli. La sterrata che
sembra darci più affidamento è quella che scende alla nostra
sinistra e così dopo un breve consulto iniziamo la discesa.
Purtroppo però dopo qualche curva lo sterrato termina e
diventa sempre più un sentiero fino a scomparire in mezzo
alla vegetazione. Ci siamo persi. Adesso i casi sono due o
riprendiamo la stessa strada che abbiamo fatto scendendo
oppure vediamo se riusciamo ad attraversare i binari che
sono qualche metro sopra di noi. Anche qui un breve consulto
e poi su per attraversare i binari e ridiscendere dalla
parte opposta. Peccato però che il sottobosco davanti a noi
sia completamente pieno di ortiche. Noi piano piano, con la
mountain bike alla mano, lo attraversiamo e poco dopo
usciamo nuovamente sulla statale. Quando ci rimettiamo a
pedalare non facciamo che un centinaio di metri ed è subito Chiavenna.
Maurizio ci guida verso la parte vecchia della cittadina
passando prima per la Stazione ferroviaria e poi pedalando
tra strette vie passiamo davanti al Chiostro
di San Lorenzo al Palazzo
Balbiani per portarci poi verso la Riserva
Naturale Marmitte dei Giganti, che si estende
qualche km sopra il centro cittadino. Per arrivare qui però
è stata creata un pista ciclopedonale bellissima che rimane
completamente lontano dal traffico. Proseguiamo sempre
diritto per andare in direzione delle Cascate
dell'Acqua Fragia, ma controllando l'orologio
ci accorgiamo che forse non abbiamo il tempo di salire
perchè dobbiamo iniziare il ritorno. Ci fermiamo a mangiare
un piatto di salumi qualche sottaceto, bere un buon
bicchiere di vino, un bel caffè e poi si riparte. Adesso la
strada è veramente tutta in discesa. Dopo aver passato Prata
Camportaccio ci immettiamo nuovamente sulle
stradine che abbiamo già percorso questa mattina, non c'è
davvero nessuno, tranne noi 3. Fa caldo però dobbiamo
pedalare perchè entro le 15:15 dobbiamo arrivare a
Colico. La nostra velocità si aggira
sempre sopra i 25 km orari, ma sappiamo già che tutto questo
non potrà durare per tutti i 40 km. Il lunghissimo
rettilineo, che costeggia l'argine del fiume
Mera ci accompagna con un pò d'ombra verso Samolaco,
poi arrivati a Ponte Nave ci fermiamo qualche minuto sotto
il bellissimo ponte in legno per respirare un poco e bere
anche un pò d'acqua fresca. Ripartiamo ed ecco il secondo
problema della giornata. Il mio ginocchio destro, da un pò
di domeniche dolorante, anche oggi inizia a fare le bizze.
Siamo quindi costretti a moderare un pò la nostra velocità
per vedere se poi con un pò di riscaldamento il dolore
passa. Sembrerebbe proprio così ma intanto abbiamo perso un
pò di tempo e dobbiamo cercare di recuperarlo. Purtroppo il
dolore, anche se minimo, è sempre fastidioso e non mi
permette di tenere l'andatura precedente, rallentando così
anche gli amici Livio e Icio. Quando arriviamo a Verceia piccola
sosta per l'acqua e poi giù di nuovo a pedalare in quelle
belle stradine che costeggiano il Lago
di Mezzola. Qualche salita, discesa, curva,
controcurva, un bel divertimento e ogni tanto guardiamo
l'orologio per controllare quanto tempo abbiamo ancora a
disposizione. Per cercare di non arrivare in ritardo
decidiamo che da Verceia non
percorreremo più il Pian
di Spagna. ma seguiremo direttamente la statale
per arrivare alla stazione di Colico.
Nonostante il caldo, il dolore al ginocchio, la buona
velocità che teniamo quando arriviamo in stazione sono le
15:20 ed il nostro treno è, purtroppo, partito. Che jella,
ma ci riprendiamo subito perchè Maurizio ci invita a
prenderci un bel gelato nella bellissima piazzetta di Colico perchè
oramai di tempo a disposizione ne abbiamo Grazie a Livio che
ha offerto il tutto e poi dopo esserci scambiati un pò di
idee sulla bellissima escursione di oggi salutiamo Maurizio
che andrà verso casa, noi invece ci dirigiamo nuovamente
verso la stazione. Il treno è ovviamente puntuale e dobbiamo
pure ringraziare il personale di Trenitalia per l'ottimo
aiuto dato a tutti i ciclisti presenti per averci fatto
caricare le nostre bici nell'apposita carrozza ed aver
aperto tutto il restante scompartimento per i bikers. Quando
arriviamo alla stazione di Monza sono
le 17:30. Anche se un pò stanchi siamo comunque molto
soddisfatti della nostra bellissima escursione di oggi.
Dobbiamo però arrivare ancora a Lissone e
quindi almeno 7 km li dobbiamo ancora percorrere in sella
alle nostre mountain bike. Quando arriviamo in piazza
Libertà i Km percorsi (contachilometri Livio) sono 89,2.
Gran bella escursione quella di oggi, ma voglio ringraziarvi
davvero gli amici Icio e Livio. Anche quest'oggi i GMPbike
hanno saputo divertirsi facendo sport. L'escursione di oggi
viene catalogata Media Difficile, non per il dislivello, ma
per la distanza. Alla prossima ci aspettano i sentieri del Parco
della Pineta di Appiano Gentile dove alcuni
amici di Emma e Riccardo ci guideranno in mezzo ai sentieri
di quel bellissimo polmone verde |