| Prima domenica di giugno. Il ritrovo è
fissato per le ore 7,30. In piazza libertà a Lissone siamo
in 5, Gas, Roby, Dino, Livio e il sottoscritto. L'ultimo ad
arrivare sono io e quindi dopo aver atteso qualche minuto in
più per qualche ritardatario si parte. Andremo, passando per
il Bosco Urbano, in direzione di Macherio dove
dovrebbe esserci anche Vico. Quando arriviamo abbiamo
qualche minuto di ritardo, ma non c'è nessuno. Lo chiamiamo
al telefono perchè, con un SMS di ieri, aveva dato la sua
presenza. Un'altro impegno dell'ultimo minuto lo ha bloccato
a casa e quindi ripartiamo in direzione di Albiate (chiesa
di San Fermo) dove ci sono invece, di sicuro,
Emma e Riccardo. Quando arriviamo sono le 8:00 passate e
dopo i brevi saluti inizia per tutto il Gruppo l'escursione
di oggi. Dalla rotonda di Albiate proseguiamo
a destra verso la strada che scende in frazione Ponte. Dopo
aver percorso i due tornanti arriviamo al semaforo e qui
giriamo a sinistra, sempre in discesa, per arrivare fino al
ponte sul fiume
Lambro, che attraversiamo ed in salita adesso
andiamo verso le prime case di Triuggio.
Quando arriviamo davanti al piazzale del cimitero giriamo a
sinistra e ci immettiamo nel primo sentiero di oggi. Dopo
aver attraversato il prato, tenendo la destra, arriviamo al
bosco che davanti a noi si apre con bel sentiero che inizia
in discesa. Il primo tratto lo percorriamo uno alla volta
vista la pendenza, ma è talmente breve questo tratto che non
bisogna mai frenare anche perchè poco più avanti ci sono dei
bei dossi che vale la pena di prendere con un pò di
velocità. Il clima di oggi è buono, non fa per niente
freddo, anche se siamo ancora nelle prime ore della giornata
ed un bel sole ci accompagna mentre percorriamo questi
sentieri. Una volta passato il guado, senza acqua, risaliamo
leggermente e tenendo la sinistra andiamo verso Rancate.
La prima parte, dopo il guado, è un sentiero che però è
molto breve e poi diventa una sterrata. La strada sale
sempre leggermente fino a quando arriviamo al bivio dove
giriamo a destra per proseguire sempre in leggera salita
fino a raggiungere il raccordo con una stradina asfaltata
che divide un bel gruppo di villette. Noi proseguiamo
comunque diritto per la stradina che porta verso il
boschetto davanti a noi. Siamo all'ombra, completamente
immersi in una galleria di foglie (bellissima) e pedalando
adesso in leggera discesa arriviamo al bivio dove alla
nostra sinistra inizia la salita che noi chiamiamo "Taboga"
(se la si fa in discesa, perchè le curve sono leggermente
sopraelevate). Il primo tratto di questo sentiero è
pedalabilissimo solo quando ci sono le due curve diventa un
pò più difficoltoso, ma se si riesce ad evitare i sassi o le
buche del terreno si riesce pure ad arrivare in cima
(comunque con una bella arrampicata). Quando arriviamo in
cima a questa collinetta solo il tempo di contare che tutti
i componenti del gruppo siano presenti e poi via giù in
leggera discesa fino ad arrivare alla periferia di Calò.
Stiamo ancora pedalando che c'è il mio cellulare che suona.
Il tempo di fermarmi e di rispondere. E' Luca, che è partito
leggermente in ritardo e ci sta raggiungendo dalla parte
opposta alla nostra. Ci diamo comunque appuntamento alla
rotonda di Vergo.
Qui non appena usciti dal sentiero prendiamo l'asfaltata che
sale e quando arriviamo all'incrocio dove c'è la chiesa dei
SS. Vitale e Agricola giriamo a destra ed in discesa andiamo
verso Pobiga dove
non appena raggiungiamo le prime case giriamo a sinistra ed
in leggera salita dopo la prima curva ci immettiamo nel
sentiero che davanti a noi è chiuso con una sbarra. Qui si
passa tranquillamente, se si ha l'accortezza di aprire e
chiudere la piccola sbarra laterale per percorrere un'altro
bel sentiero che si immette prima a fianco di un bel
allevamento di cavalli, poi più avanti entra nel bosco.
Stranamente oggi di fango, nonostante qualche acquazzone dei
giorni scorsi, non ne troviamo e quindi a parte la fermata
per un albero che ostruisce completamente il sentiero non ci
fermiamo fino a quando raggiungiamo la strada asfaltata che
porta verso Villa
Raverio. All'incrocio ci fermiamo e chiamo Luca
per vedere dov'é. Mi risponde che è un poco più in alto
rispetto a noi e quindi lo invito a scendere perche è giunto
il momento di andare a prenderci il solito caffè.
Raggiungiamo il bar del bel "Centro sportivo" e stiamo
ancora sistemando le bici quando arriva Luca. Adesso siamo
veramente al completo e quindi dopo aver sorseggiato quel
buonissimo caffè ripartiamo. Ritorniamo indietro per un
breve tratto fino a raggiungere la strada che da Carate
Brianza porta fino a Besana
Brianza e l'attraversiamo. Siamo nei pressi
del semaforo, quello che si incontra salendo dalla rotonda
di Vergo. Giriamo a destra e proseguiamo su asfalto per
almeno un km, poi sulla destra c'è una sterrata che ci
immette nel sentiero dell'inizio del "Parco
della Valletta". Da questo momento in poi per
qualche ora pedaleremo lontano dal traffico intervallando
sentieri, stradine, stradine asfaltate, sterrate etcc.. fino
a quando il nostro giro arriva a Monticello
Brianza. Una pausa adesso ci vuole per
mangiare qualcosa di sostanzioso ed intanto discutiamo della
prossima avventura dei GMPbike, la Saint
Moritz - Tirano in
mountain bike. Ciascuno dice la sua, però su un punto siamo
tutti d'accordo, la si farà di sabato così da lasciare poi
la domenica alla famiglia, ma i dettagli di questa
operazione saranno resi noti in settimana con un'ampia
pagina sul nostro sito. Ripartiamo e raggiungiamo la strada
che da Monticello
Brianza scende verso Besana Brianza, ma non la
seguiamo tutta, subito dopo la fonte (punto di arrivo dei
tanti ciclisti della zona) giriamo a sinistra per andare
verso Casatevecchio.
Una bella stradina questa senza quasi nessun auto nelle
vicinanze (ed è proprio quello che cerchiamo noi). In
discesa sempre su asfalto, andiamo adesso verso
Brugora da dove scendendo in direzione
di Correzzana a metà strada troveremo il sentiero della "Valle
del Rio Pegorino". Anche qui non troviamo molto
fango e quindi la pedalata è abbastanza buona ed i guadi
sono oramai quasi tutti solo dei rigagnoli. Il primo tratto
del sentiero è tra la vegetazione abbastanza fitta ma poi
diventa proprio bellissimo pedalare sempre in mezzo agli
alberi con un terreno abbastanza morbido dove le nostre
gomme scorrono che è un piacere. Stranamente non troviamo
quasi nessun biker che percorre il nostro stesso sentiero e
solo nell'ultimo tratto c'è con noi un ragazzino che molto
probabilmente non conosce molto bene il percorso, ma anche
noi per via di alcuni alberi caduti e per la troppa
vegetazione siamo costretti per una volta a ritornare sui
nostri passi perchè abbiamo sbagliato strada. La riprendiamo
però subito ed ora in discesa andiamo verso Canonica Lambro,
ma c'è ancora un punto difficile da passare, il piccolo
pezzo di sentiero franato. Qui è impossibile stare in sella,
la sede stradale non è più larga di 20 cm e da una parte c'è
il vuoto (almeno 6/7 metri di salto) dall'altra la collina.
Quindi bici alla mano e con attenzione passiamo dall'altra
parte. Arriviamo nuovamente sulla strada asfaltata e
salutiamo Luca, Emma e Riccardo che prenderanno la via di
casa seguendo il corso del fiume
Lambro noi invece proseguiamo verso Biassono.
Anche quest'oggi almeno 50 km li abbiamo percorsi. Il
tracciato di oggi lo consideriamo di media difficoltà per
alcuni strappetti e per la distanza. Vi aspettiamo alla
prossima, magari percorrendo il "Parco
della Pineta di Appiano Gentile".... che
spettacolo... |