| Sono le 8 meno dieci ed anche oggi il
ritrovo è fissato presso la stazione di Lissone,
da dove proseguiremo in treno prima verso Monza e poi con la
coincidenza delle 8:09 andremo verso quel di Merate-
Cerusco Lombardone. Primo sms della giornata, è
di Roby ci informa sul suo forfait perchè ha la febbre (alla
prossima Roby guarisci in fretta....) Oggi ci aspettano,
presso la stazione di arrivo due amici,Gianni che
per la prima volta pedala con noi e Ale che
ha voluto riprendere a fare un pò di sport. Quando arriviamo
però c'è solo Gianni, perchè per un problema alla sveglia
del cellulare, l'Ale, ci aspetterà direttamente presso il Santuario
della Madonna del Bosco. Abbiamo anche
l'appuntamento con Margherita e Beppe che provengono da
Dalmine e che ritroveremo a Imbersago davanti
al Traghetto. Iniziamo a pedalare in 9, Oltre a Gianni, sono
presenti Eva, Gas, Max,Livio, Dino, Icio, Stefano ed io.
Iniziamo subito a pedalare, ma prima dobbiamo raggiungere un
bar dove andremo a prenderci il solito caffè mattutino. Solo
il tempo di berci questo ottimo caffè che ci offre il Gas
(grazie Gas....) e poi ripartiamo. Gianni ci porta tra le
stradine, che già in parte conosciamo, ma che ci
permetteranno di raggiungere il Santuario dalla parte di Cassina
Fra Martino passando per la Riserva
naturale del Lago di Sartirana seguendo un
percorso che in precedenza non avevamo mai fatto. Tutto
questo tratto è su strada asfaltata, tranne un piccolo
viottolo che ci porta nel centro di Merate,
salendo da una sterrata fantastica che sbuca in una stradina
dove sia da una parte che dall'altra sorgono delle ville da
favola. Il tempo di scattare qualche foto e poi giù in
discesa per un primo tratto e poi un continuo saliscendi
fino a quando arriviamo nell'ultimo rettilineo dove in
discesa raggiungiamo il piazzale del Santuario.
Una visita all'interno non può mancare e poi di nuovo in
sella. Adesso in discesa andiamo verso il traghetto, giù
fino alle sponde del fiume
Adda. Quando arriviamo
Margherita e Beppe sono
già li e allora non può mancare la foto di gruppo
(quest'oggi ci sono anche i nuovi cappellini da sfoggiare).
Una gentile signora si offre, quasi, volontaria per lo
scatto e da parte nostra non possiamo far altro che
immortalare pure lei per un bel ricordo di amicizia. Dopo
un'altro caffè, del sottoscritto in compagnia di
Margherita Beppe e Icio (Grazie Icio per il caffè....) ,
ripartiamo. Da Margherita e Beppe abbiamo indicazioni che la
strada sarà percorribile fino a Porto
d'Adda, poi bisognerà proseguire a piedi perchè
il sentiero è stato chiuso a causa di una frana con grossi
massi che lo ostruisce completamente. Noi però non ci
scoraggiamo e proseguiamo comunque verso la nostra nuova
meta, Cassano
d'Adda. Non ci mettiamo molto ad arrivare, la
velocità è buona di gente in giro non ce né moltissima e
quindi non dobbiamo continuamente cambiare il ritmo della
pedalata. Una volta passati sotto la volta del Ponte che si
staglia altissimo, rispetto a dove siamo noi, proseguiamo
sullo sterrato ed arriviamo adesso nel punto in cui troviamo
le transenne che indicano la chiusura del tratto
pedalabile. Non ci resta altro che proseguire a piedi
portando le nostre mountain bike sul muro (larghezza massima
50 centimetri) che per circa 500 metri scorre alla sinistra
di uno dei canali di Leonardo.
La prima cosa da fare però è far scendere le bike dal punto
dove siamo fino al muretto, e l'operazione richiede qualche
minuto in più perchè bisogna farne scendere una alla volta.
Con qualche difficoltà, aspettando in certi momenti altri
bikers che arrivano dalla parte opposta e facendo attenzione
a dove mettiamo anche i piedi, raggiungiamo la chiusa dove
ricomincia il sentiero pedalabile. Adesso dobbiamo
percorrere ancora qualche centinaio di metri e poi arrivati
ad un bivio Gianni ed un'altro biker che si è intanto
accodato al nostro gruppo, ci dicono che potremmo prendere
la stradina sterrata alla nostra destra e salire in
direzione di Porto
d'Adda. A prima vista il sentiero sale, però
non sembra in modo eccessivo, ma solo dopo la prima curva ci
rendiamo conto che non è così, ma purtroppo siamo in ballo e
quindi dobbiamo continuare. C'è sempre chi come
il Max, Beppe Gianni e Icio la fanno tutta in sella, mentre
chi come me ed altri preferiscono scendere e portarsi fino
alla cima della collinetta con la bici alla mano. Una volta
riunito tutto il gruppo ripartiamo quasi subito, Il tempo
però di salutare Margherita e Beppe che proseguiranno verso
Trezzo d'Adda dove hanno lasciato
l'auto e noi invece andiamo in direzione di Cornate
D'Adda. Anche qui tutta strada asfaltata, ma
sono stradine di campagna e quindi il traffico auto è
totalmente assente. Quando arriviamo nel centro di Cornate salutiamo
anche Eva che proseguirà verso casa in un'altra direzione,
mentre noi adesso ci immettiamo nei sentieri del Parco
del Rio Vallone. Una bella serie di sterrati,
completamente pianeggianti che per alcuni km ci fanno stare
lontano dalle auto immersi completamente nella natura tra
campi coltivati e cascine. Tutto sembra procedere nel
migliore dei modi, ma arrivati ad un bivio, alcuni di noi
proseguono diritto, ma veniamo subito chiamati indietro
da Gianni perchè la strada da percorrere è quella sulla
destra. Durante questa operazione di rientro sul
sentiero Livio mette la gomma su una spina ed in una
frazione di secondo la ruota è a terra. Il tempo di
cambiare, anche oggi, un'altra camera d'aria e riprendiamo
la nostra pedalata, ma non facciamo più di un centinaio di
metri perchè il Gas, anche oggi, sembra aver forato. Dopo un
controllo però sembra che tutto sia in ordine anche se la
gomma risulta un pò sgonfia, ma nulla di più e quindi un
rabbocco d'aria con la pompa e ripartiamo. Qualche km e poi
la gomma questa volta si sgonfia del tutto ed allora
un'altra fermata per sostituire la camera d'aria. Anche qui
poco tempo per eseguire l'operazione, oramai siamo diventati
bravissimi, e continuiamo a pedalare in direzione di Ronco
Briantino. Gianni qui ci saluta e noi
proseguiamo verso la strada statale che percorsa per qualche
km ci porterà verso Usmate.
Alla rotonda giriamo a destra ed andiamo in direzione di Velate.
Dovevamo a questo punto seguire un'altro itinerario, ma per
colpa delle due forature dobbiamo adesso recuperare un pò
del tempo perduto. Decidiamo quindi di proseguire tutto su
asfalto per raggiungere prima Camparada e
poi Lesmo da
dove in discesa (con una bella velocità) raggiungiamo la
grande rotonda di
Peregallo dove proseguiamo verso Biassono seguendo
la pista ciclabile. Arriviamo a Lissone verso
del ore 13:00. Il percorso di oggi è di circa 50 km, non
abbiamo affrontato grosse salite, ma la difficoltà è media
per la lunghezza del percorso. Un grazie anche oggi a tutti
gli amici che hanno pedalato con noi e prepariamoci per la
prossima domenica, ci aspettano i sentieri di Montevecchia e
della Valle
del Curone..... |