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Percorsi

21/12/2008  Velate - Bosco della Cassinetta e Camparada Bosco del Cincghei
Note sul percorso
Lunghezza complessiva -
Dislivello superato -
Tempo impiegato -
Pendenza massima in salita -
Pendenza massima in discesa -
Fondo -
Impegno fisico -
Tecnica -
Panorama -
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
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Da vedere sul percorso -
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata -
Meteo della giornata -
Ultima domenica, del 2008, di uscite in Mountain Bike con gli amici GMPbike. Nonostante alle nove, la temperatura era appena superiore qualche grado sopra zero ci troviamo sempre al solito posto, Via dell'Arco. Il Gas non sarà dei nostri così come il Max per via di impegni e quindi oggi ritrovando Maurizio siamo in sette a pedalare. Partiamo con qualche minuto di ritardo e ci dirigiamo verso Vedano al Lambro, dove entreremo nelle stradine e i sentieri del "Parco di Monza". Percorriamo il viale che ci porta verso l'ingresso dell'Autodromo di Monza, e proseguiamo sempre diritto in direzione di Villasanta dove usciremo dalla Porta di San Giorgio. Qui sosta al Bar per il solito caffè e poi di nuovo in sella per proseguire verso Peregallo. Percorriamo tutto Viale Regina Margherita ed arriviamo all'incrocio. Qui svolta destra per oltrepassare il passaggio a livello e poi sempre seguendo la strada asfaltata in leggerissima salita arriviamo alla grossa rotonda dove girando a sinistra imbocchiamo la pista ciclabile che ci porterà fino a Lesmo. Passiamo la chiesa e proseguiamo ancora per poche centinaia di metri dove prima del semaforo giriamo a destra in direzione di Camparada. In questo tratto la strada è completamente asfaltata e in leggera discesa. Al successivo incrocio, giriamo a sinistra ed adesso la destinazione è Velate. Passiamo il centro del piccolo paese e proseguiamo sempre in discesa per la strada che porta a Usmate, ma non appena la discesa termina sulla sinistra c'è l'indicazione del "Bosco della Cassinetta". Ci immettiamo sul sentiero ripido in salita e qualcuno di noi, compreso il sottoscritto, scende di sella, per proseguire a piedi, mentre Beppe, Mino e Livio arrivano fino in cima sempre pedalando (complimenti... davvero). Una breve pausa per dissetarci e mangiare un dolce e poi dai a pedalare. Seguiamo il sentiero e quando arriviamo alla cascina "Cassinetta" giriamo a sinistra per immetterci nei sentieri in mezzo ai campi. Proseguiamo sempre fino a quando incontriamo un bivio. Alla nostra sinistra un sentiero il mezzo al bosco, davanti a noi, invece, un'altro sentiero che prosegue tra i campi. Decidiamo di girare a sinistra e qui inizia l'avventura di oggi. La stradina arriva in mezzo ad un campo e prosegue sempre diritto in direzione del bosco davanti a noi. Arrivati alla soglia del bosco incontriamo una signora e il figlioletto che stanno portando il loro cagnolino a fare il solito giretto della domenica mattina e quindi chiediamo a loro dove porta il sentiero che stiamo percorrendo. Ci viene indicato che questa strada prosegue dall'altra parte del torrente che scorre in mezzo al bosco. Di solito i piccoli fiumiciattoli non ci fermano, ma quello di quest'oggi prima di attraversarlo dobbiamo effettivamente controllare da quale parte lo possiamo guadare. Davanti a noi c'è una discesa ripidissima piena di fango e di alberi (robinie) pieni di aculei abbastanza lunghi da far veramente male. Ma se ti piace l'avventura, come piace a noi, devi per forza proseguire per questa strada, dove sicuramente pochissimi o quasi nessuno ci è passato ultimamente. Il primo che scende, senza la mountain bike, per controllare il lato opposto del torrente è Beppe. Deve però stare molto attento, perchè il sentiero in discesa è molto ripido ed oltretutto reso scivoloso dal fango. Dietro a lui ci sono io, e poi tutto il resto della compagnia. Una volta che Beppe è riuscito a oltrepassare il torrente dobbiamo per forza far passare anche le mountain bike. Qui arriva Maurizio, che seguendo un giro più largo riesce a scendere verso il corso d'acqua e ha portare verso il nostro guado dei grossi sassi su cui gli altri potranno poi appoggiarsi ed oltrepassare il fiumiciattolo senza bagnarsi troppo i piedi. E' poi la volta di Mino, che scende e passa anche lui dall'altra parte della sponda. Adesso però bisogna iniziare con le bici. Io intanto sono ancora da questa parte, attaccato ad un ramo di robinia che mi tiene saldamente fermo. Faccio passare prima di tutte la bici di Beppe che viene subito presa da Mino e portata sull'altra sponda, poi tocca alla mia e a quella di Maurizio. Intanto anche la signora. il figlio e il cagnolino, visto che stiamo passando noi decidono di farsi aiutare per passare anche loro dall'altra parte. Il piccolino (cagnolino) non appena viene liberato dal guinzaglio inizia a emettere dei suoni che non si capisce se sono ringhiate oppure felicità di essere libero e dopo qualche tentennamento passa sull'altra sponda senza troppa fatica. Con la signora invece qualche piccola fatica la facciamo tutti perchè ha paura di cadere e di sporcarsi con il fango ma alla fine anche lei raggiunge tranquillamente il cagnolino. Il figlio invece non ha paura di nulla e in un batter d'occhio raggiunge la mamma. Adesso tocca a Margherita che da la sua bici a me e scende tenendosi aggrappata ad un'altro ramo fino a raggiungere la sponda del fiume e a passare poi sull'altra riva. Adesso mancano Dino e Livio che però dopo avermi passato una alla volta le loro mountain bike scendono dalla stessa parte da dove era scesa Margherita e anche loro attraversano tranquillamente. L'ultimo sono io, che passo le bici agli altri e poi finalmente posso guadare, ma non appena mollo la presa del ramo inizio a scivolare verso il basso. Mi riprendo il ramo, facendo attenzione alle spine, e piano piano raggiungo la riva. Una volta li è un attimo salire anche dall'altra parte, anche se Beppe mi da volentieri una mano per via del fondo molto fangoso. Siamo passati tutti e siamo in mezzo ad un bosco che nessuno di noi conosce. Andiamo avanti bici alla mano per qualche decina di metri poi sbuchiamo su un sentiero. La signora con il figlio hanno girato a sinistra, ma noi ovviamente andiamo dalla parte opposta. Il primo tratto è tra i campi, però davanti a noi abbiamo, sulla destra il corso del fiumiciattolo che scorre in una bella gola abbastanza profonda, alla nostra sinistra la recinzione di una tenuta con la scritta "ATTENTI AL CANE". Decidiamo di proseguire in mezzo al sentiero che è stato tracciato da persone che sono passate solo a piedi e quindi in questa stagione è praticamente impossibile seguirlo. Scendiamo di sella un'altra volta e piano piano iniziamo ad inoltrarci nuovamente nel bosco. Non c'è possibilità qui di poter salire in sella, il sentiero è troppo stretto ed è pericoloso per un'eventuale scivolata che potrebbe far finire qualcuno di noi nella gola del torrente con un salto di almeno un paio di metri. E' Livio adesso che davanti a tutti guida il gruppo di bikers appiedati. Terminata la recinzione siamo ancora in un bel bosco di robinie, però adesso una piccola traccia di sentiero c'è, ma non comunque possibile salire in sella alle mountain bike perchè il fondo del terreno è troppo molle e con i rami che troviamo per terra c'è una grande possibilità di bucare qualche pneumatico. Beppe intanto è andato in avanscoperta e salendo ha raggiunto la fine del bosco. Tutti allora seguiamo la traccia e anche noi risaliamo la collinetta. Sbuchiamo nel mezzo di una tenuta agricola dove c'è al momento un cancello fortunatamente chiuso solo da alcuni fili intrecciati tra loro. Ne sleghiamo solo uno, per far passare i nostri mezzi senza fatica e poi una volta passati lo richiudiamo. Siamo su una stradina che a destra termina in un piccolo parcheggio, mentre a sinistra sembra inoltrarsi verso alcune case e fattorie che si vedono più avanti. Giriamo a sinistra con le ruote delle nostre bike che sembrano grosse il doppio, dal fango che si attaccato. Dopo alcune pedalate però si inizia a staccare e tra sassi e fango veniamo praticamente colpiti da tutto. Nessuno di noi conosce il posto dove siamo, ci pensa però Margherita a chiedere ad una persona di passaggio a piedi in quale località ci troviamo. Siamo quasi nei pressi i Usmate, praticamente a Velate, un'altra volta. Seguendo questa stradina ci ritroviamo nuovamente nel punto iniziale da dove siamo entrati questa mattina, spostati solo di un centinaio di metri. Un rapido consulto e poi d'accordo con Livio e Dino decidiamo di ritornare verso Camparada dove prima di arrivare gireremo per il "Bosco del CinqGhei". La strada è quella che abbiamo fatto all'andata e non appena oltrepassiamo la trattoria "CinqGhei" sulla sinistra c'è il sentiero. Qui si viaggia sempre sotto gli alberi su un bel sentiero in single trek che dopo qualche km arriva ad un bivio. A destra si va ad Arcore, a sinistra invece si segue per Bernate. Noi andiamo a sinistra e dopo qualche km sempre sotto le piante arriviamo nella Piazza della Chiesa del piccolo paesino. Qui ci sono le bancarelle Natalizie dell'Oratorio di Bernate, lo stand del Gruppo Alpini e di altre associazioni. Il Gruppo Alpini ha pronto sul fuoco una bella sfilza di salamelle e tutto attorno un bel profumino di carne alla piastra. E' quasi mezzogiorno e quindi qualcuno di noi inizia a sentire i morsi della fame e c'è chi ordina subito il panino. Certo è che non si può solo mangiare, ma c'è anche del buon vino. Dagli Alpini è matematicamente impossibile non trovarlo e quindi dopo aver stappato una bella bottiglia di "Barbera" un bel bicchiere a testa ci sta proprio bene. Ovviamente lo beve solo chi ha mangiato il panino, gli altri stanno li a guardare. Prima di ripartire però qualcosa dal gruppo che ha allestito lo stand dell'Oratorio dobbiamo acquistare. Ed allora un piccolo ricordo per lasciare fondi alla "Cooperativa Nuova Iride" e alla Polisportiva. Una foto ricordo delle ragazze allo stand e poi iniziamo il ritorno a casa. La destinazione adesso è Monza, rientreremo nel Parco. Arriviamo a Peregallo che sono già le 12.45 e di strada ne dobbiamo fare ancora un pochino. Giriamo verso Villasanta per rientrare nel Parco di Monza per la stessa strada di questa mattina, raggiungendolo però dalla parte del centro commerciale Il Gigante. Una volta entrati dalla "Porta di San Giorgio" giriamo a destra per percorrere la stradina che ci porterà poi a seguire per un breve tratto la recinzione dell'Autodromo di Monza e poi arrivando a Viale Vedano raggiungiamo l'altra Porta, dove proseguendo nella strada in salita "Via Enzo Ferrari" arriviamo nella bella Piazza del Paese. La attraversiamo e proseguiamo verso Lissone. Quando arriviamo sono le 13:30. Il tempo di salutarci e di farci gli Auguri diBUON NATALE E BUON ANNO e poi tutti sotto la doccia. Grazie ancora AMICI...

Per essere l'ultima uscita dell'anno è stata veramente un'avventura... Al prossimo anno allora.... E voglio salutarvi davvero tutti, sia coloro che nelle ultime domeniche pedalano con noi e cioè "MARGHERITA", "BEPPE", "DINO" "LIVIO", "MAURIZIO", "MINO"  e poi anche gli altri, "ALESSANDRO", "CARLO", "CHRISTIAN", "LUCA", "RENATO", "RICCARDO", E TUTTI GLI ALTRI...  Ma un Grazie particolare lo voglio dare agli amici "GAS" e "MAX" perchè se questo sito esiste ed esiste il "GRUPPO GMPbike" è sopratutto per il loro contributo di amicizia vera. GRAZIE VERAMENTE A TUTTI. Pier
La mappa sotto riportata non è l'esatta descrizione del percorso, ma è solo una traccia

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