Ultima domenica, del 2008, di uscite in
Mountain Bike con gli amici GMPbike. Nonostante alle nove,
la temperatura era appena superiore qualche grado sopra zero
ci troviamo sempre al solito posto, Via dell'Arco. Il Gas
non sarà dei nostri così come il Max per via di impegni e
quindi oggi ritrovando Maurizio siamo in sette a pedalare.
Partiamo con qualche minuto di ritardo e ci dirigiamo verso
Vedano al Lambro, dove entreremo nelle stradine e i sentieri
del "Parco
di Monza". Percorriamo il viale che ci porta
verso l'ingresso dell'Autodromo
di Monza, e proseguiamo sempre diritto in
direzione di Villasanta dove usciremo dalla Porta di San
Giorgio. Qui sosta al Bar per il solito caffè e poi di nuovo
in sella per proseguire verso Peregallo. Percorriamo tutto
Viale Regina Margherita ed arriviamo all'incrocio. Qui
svolta destra per oltrepassare il passaggio a livello e poi
sempre seguendo la strada asfaltata in leggerissima salita
arriviamo alla grossa rotonda dove girando a sinistra
imbocchiamo la pista ciclabile che ci porterà fino a Lesmo.
Passiamo la chiesa e proseguiamo ancora per poche centinaia
di metri dove prima del semaforo giriamo a destra in
direzione di Camparada. In questo tratto la strada è
completamente asfaltata e in leggera discesa. Al successivo
incrocio, giriamo a sinistra ed adesso la destinazione è
Velate. Passiamo il centro del piccolo paese e proseguiamo
sempre in discesa per la strada che porta a Usmate, ma non
appena la discesa termina sulla sinistra c'è l'indicazione
del "Bosco
della Cassinetta". Ci immettiamo sul sentiero
ripido in salita e qualcuno di noi, compreso il
sottoscritto, scende di sella, per proseguire a piedi,
mentre Beppe, Mino e Livio arrivano fino in cima sempre
pedalando (complimenti... davvero). Una breve pausa per
dissetarci e mangiare un dolce e poi dai a pedalare.
Seguiamo il sentiero e quando arriviamo alla cascina
"Cassinetta" giriamo a sinistra per immetterci nei sentieri
in mezzo ai campi. Proseguiamo sempre fino a quando
incontriamo un bivio. Alla nostra sinistra un sentiero il
mezzo al bosco, davanti a noi, invece, un'altro sentiero che
prosegue tra i campi. Decidiamo di girare a sinistra e qui
inizia l'avventura di oggi. La stradina arriva in mezzo ad
un campo e prosegue sempre diritto in direzione del bosco
davanti a noi. Arrivati alla soglia del bosco incontriamo
una signora e il figlioletto che stanno portando il loro
cagnolino a fare il solito giretto della domenica mattina e
quindi chiediamo a loro dove porta il sentiero che stiamo
percorrendo. Ci viene indicato che questa strada prosegue
dall'altra parte del torrente che scorre in mezzo al bosco.
Di solito i piccoli fiumiciattoli non ci fermano, ma quello
di quest'oggi prima di attraversarlo dobbiamo effettivamente
controllare da quale parte lo possiamo guadare. Davanti a
noi c'è una discesa ripidissima piena di fango e di alberi
(robinie) pieni di aculei abbastanza lunghi da far veramente
male. Ma se ti piace l'avventura, come piace a noi, devi per
forza proseguire per questa strada, dove sicuramente
pochissimi o quasi nessuno ci è passato ultimamente. Il
primo che scende, senza la mountain bike, per controllare il
lato opposto del torrente è Beppe. Deve però stare molto
attento, perchè il sentiero in discesa è molto ripido ed
oltretutto reso scivoloso dal fango. Dietro a lui ci sono
io, e poi tutto il resto della compagnia. Una volta che
Beppe è riuscito a oltrepassare il torrente dobbiamo per
forza far passare anche le mountain bike. Qui arriva
Maurizio, che seguendo un giro più largo riesce a scendere
verso il corso d'acqua e ha portare verso il nostro guado
dei grossi sassi su cui gli altri potranno poi appoggiarsi
ed oltrepassare il fiumiciattolo senza bagnarsi troppo i
piedi. E' poi la volta di Mino, che scende e passa anche lui
dall'altra parte della sponda. Adesso però bisogna iniziare
con le bici. Io intanto sono ancora da questa parte,
attaccato ad un ramo di robinia che mi tiene saldamente
fermo. Faccio passare prima di tutte la bici di Beppe che
viene subito presa da Mino e portata sull'altra sponda, poi
tocca alla mia e a quella di Maurizio. Intanto anche la
signora. il figlio e il cagnolino, visto che stiamo passando
noi decidono di farsi aiutare per passare anche loro
dall'altra parte. Il piccolino (cagnolino) non appena viene
liberato dal guinzaglio inizia a emettere dei suoni che non
si capisce se sono ringhiate oppure felicità di essere
libero e dopo qualche tentennamento passa sull'altra sponda
senza troppa fatica. Con la signora invece qualche piccola
fatica la facciamo tutti perchè ha paura di cadere e di
sporcarsi con il fango ma alla fine anche lei raggiunge
tranquillamente il cagnolino. Il figlio invece non ha paura
di nulla e in un batter d'occhio raggiunge la mamma. Adesso
tocca a Margherita che da la sua bici a me e scende
tenendosi aggrappata ad un'altro ramo fino a raggiungere la
sponda del fiume e a passare poi sull'altra riva. Adesso
mancano Dino e Livio che però dopo avermi passato una alla
volta le loro mountain bike scendono dalla stessa parte da
dove era scesa Margherita e anche loro attraversano
tranquillamente. L'ultimo sono io, che passo le bici agli
altri e poi finalmente posso guadare, ma non appena mollo la
presa del ramo inizio a scivolare verso il basso. Mi
riprendo il ramo, facendo attenzione alle spine, e piano
piano raggiungo la riva. Una volta li è un attimo salire
anche dall'altra parte, anche se Beppe mi da volentieri una
mano per via del fondo molto fangoso. Siamo passati tutti e
siamo in mezzo ad un bosco che nessuno di noi conosce.
Andiamo avanti bici alla mano per qualche decina di metri
poi sbuchiamo su un sentiero. La signora con il figlio hanno
girato a sinistra, ma noi ovviamente andiamo dalla parte
opposta. Il primo tratto è tra i campi, però davanti a noi
abbiamo, sulla destra il corso del fiumiciattolo che scorre
in una bella gola abbastanza profonda, alla nostra sinistra
la recinzione di una tenuta con la scritta "ATTENTI AL
CANE". Decidiamo di proseguire in mezzo al sentiero che è
stato tracciato da persone che sono passate solo a piedi e
quindi in questa stagione è praticamente impossibile
seguirlo. Scendiamo di sella un'altra volta e piano piano
iniziamo ad inoltrarci nuovamente nel bosco. Non c'è
possibilità qui di poter salire in sella, il sentiero è
troppo stretto ed è pericoloso per un'eventuale scivolata
che potrebbe far finire qualcuno di noi nella gola del
torrente con un salto di almeno un paio di metri. E' Livio
adesso che davanti a tutti guida il gruppo di bikers
appiedati. Terminata la recinzione siamo ancora in un bel
bosco di robinie, però adesso una piccola traccia di
sentiero c'è, ma non comunque possibile salire in sella alle
mountain bike perchè il fondo del terreno è troppo molle e
con i rami che troviamo per terra c'è una grande possibilità
di bucare qualche pneumatico. Beppe intanto è andato in
avanscoperta e salendo ha raggiunto la fine del bosco. Tutti
allora seguiamo la traccia e anche noi risaliamo la
collinetta. Sbuchiamo nel mezzo di una tenuta agricola dove
c'è al momento un cancello fortunatamente chiuso solo da
alcuni fili intrecciati tra loro. Ne sleghiamo solo uno, per
far passare i nostri mezzi senza fatica e poi una volta
passati lo richiudiamo. Siamo su una stradina che a destra
termina in un piccolo parcheggio, mentre a sinistra sembra
inoltrarsi verso alcune case e fattorie che si vedono più
avanti. Giriamo a sinistra con le ruote delle nostre bike
che sembrano grosse il doppio, dal fango che si attaccato.
Dopo alcune pedalate però si inizia a staccare e tra sassi e
fango veniamo praticamente colpiti da tutto. Nessuno di noi
conosce il posto dove siamo, ci pensa però Margherita a
chiedere ad una persona di passaggio a piedi in quale
località ci troviamo. Siamo quasi nei pressi i Usmate,
praticamente a Velate, un'altra volta. Seguendo questa
stradina ci ritroviamo nuovamente nel punto iniziale da dove
siamo entrati questa mattina, spostati solo di un centinaio
di metri. Un rapido consulto e poi d'accordo con Livio e
Dino decidiamo di ritornare verso Camparada dove prima di
arrivare gireremo per il "Bosco del CinqGhei". La strada è
quella che abbiamo fatto all'andata e non appena
oltrepassiamo la trattoria "CinqGhei" sulla sinistra c'è il
sentiero. Qui si viaggia sempre sotto gli alberi su un bel
sentiero in single trek che dopo qualche km arriva ad un
bivio. A destra si va ad Arcore, a sinistra invece si segue
per Bernate. Noi andiamo a sinistra e dopo qualche km sempre
sotto le piante arriviamo nella Piazza della Chiesa del
piccolo paesino. Qui ci sono le bancarelle Natalizie
dell'Oratorio di Bernate, lo stand del Gruppo Alpini e di
altre associazioni. Il Gruppo Alpini ha pronto sul fuoco una
bella sfilza di salamelle e tutto attorno un bel profumino
di carne alla piastra. E' quasi mezzogiorno e quindi
qualcuno di noi inizia a sentire i morsi della fame e c'è
chi ordina subito il panino. Certo è che non si può solo
mangiare, ma c'è anche del buon vino. Dagli Alpini è
matematicamente impossibile non trovarlo e quindi dopo aver
stappato una bella bottiglia di "Barbera" un bel bicchiere a
testa ci sta proprio bene. Ovviamente lo beve solo chi ha
mangiato il panino, gli altri stanno li a guardare. Prima di
ripartire però qualcosa dal gruppo che ha allestito lo stand
dell'Oratorio dobbiamo acquistare. Ed allora un piccolo
ricordo per lasciare fondi alla "Cooperativa
Nuova Iride" e alla Polisportiva. Una foto
ricordo delle ragazze allo stand e poi iniziamo il ritorno a
casa. La destinazione adesso è Monza, rientreremo nel Parco.
Arriviamo a Peregallo che sono già le 12.45 e di strada ne
dobbiamo fare ancora un pochino. Giriamo verso Villasanta
per rientrare nel Parco
di Monza per la stessa strada di questa
mattina, raggiungendolo però dalla parte del centro
commerciale Il Gigante. Una volta entrati dalla "Porta di
San Giorgio" giriamo a destra per percorrere la stradina che
ci porterà poi a seguire per un breve tratto la recinzione
dell'Autodromo
di Monza e poi arrivando a Viale Vedano
raggiungiamo l'altra Porta, dove proseguendo nella strada in
salita "Via Enzo Ferrari" arriviamo nella bella Piazza del
Paese. La attraversiamo e proseguiamo verso Lissone. Quando
arriviamo sono le 13:30. Il tempo di salutarci e di farci
gli Auguri diBUON NATALE E BUON ANNO e poi tutti sotto la
doccia. Grazie ancora AMICI...
Per essere l'ultima uscita dell'anno è stata veramente
un'avventura... Al prossimo anno allora.... E voglio
salutarvi davvero tutti, sia coloro che nelle ultime
domeniche pedalano con noi e cioè "MARGHERITA",
"BEPPE", "DINO"
"LIVIO", "MAURIZIO",
"MINO" e poi
anche gli altri, "ALESSANDRO",
"CARLO", "CHRISTIAN",
"LUCA", "RENATO",
"RICCARDO",
E TUTTI GLI ALTRI...
Ma un Grazie particolare lo voglio dare agli amici "GAS"
e "MAX"
perchè se questo sito esiste ed esiste il "GRUPPO GMPbike" è
sopratutto per il loro contributo di amicizia vera. GRAZIE
VERAMENTE A TUTTI. Pier |