| Una splendida giornata, quella di oggi,
anche se le previsioni davano un tempo nuvoloso. Registriamo
oggi un nuovo arrivo, nel nostro gruppo, Mino, che dopo aver
letto le pagine del nostro sito Web, ha voluto provare
un'escursione con noi. Orario di ritrovo 8:30, tutti
puntuali e si parte. La prima destinazione è Canonica Lambro
perchè dovrebbe esserci anche Luca, che ha lasciato un
messaggio sul cellulare. Arriviamo però con un pò di ritardo
e ci fermiamo qualche minuto ad aspettare, però non vedendo
nessuno ripartiamo. Siamo in tre quest'oggi Pier, Max e
Mino. Passato il ponte di Canonica Lambro giriamo a sinistra
e seguiamo la strada che ci porta fino a Montemerlo, qui al
bivio prima di iniziare la leggera salita, giriamo a
sinistra per andare a prenderci il solito buon caffè, che
Mino ci offre.... Grazie Mino. Dopo esserci fermati a
scambiare quattro chiacchiere con alcuni avventori del
locale, ripartiamo. La nostra destinazione adesso è Pobiga,
Frazione di Besana Brianza, dove seguendo prima la stradina
asfaltata, andremo fino al bivio di Calò. Qui giriamo a
destra, in leggera salita, e proseguiamo sempre diritto per
la strada asfaltata, anche dopo il bivio. Proseguiamo in
leggera discesa e giriamo a sinistra non appena incontriamo
il sentiero che porta in mezzo al bosco. Con le pioggie dei
giorni scorsi è indubbio che la strada non sarà facile per
via del fango, e difatti è proprio così. Dopo qualche
centinaio di metri ecco che affiorano dal terreno i grossi
sassi che l'acqua non è riuscita a spostare, mentre tutta la
parte di terreno è stata portata via. In questo tratto è
quasi impossibile stare in sella per via delle varie
disconnessioni del terreno e per la parte viscida del fango
che fa scivolare tante volte le gomme delle nostre mountain
bike. Da buoni bikers però non ci facciamo prendere dal
panico e raggiungiamo dopo le ultime curve il bivio che ci
porterà all'agriturismo
Brusignone. Proseguiamo sempre su sentiero
verso l'incrocio con la strada asfaltata dove giriamo a
sinistra, in discesa, e alla prima stradina sterrata alla
nostra destra giriamo (guardare il cartello che indica la
vendita di prodotti). Dopo aver percorso il primo tratto
arriviamo nei pressi dell'entrata della fattoria, che però
lasciamo alla nostra sinistra per proseguire nel sentiero in
single trail che si snoda sotto le piante. Alla nostra
sinistra la recinzione della fattoria, alla nostra destra la
recinzione di una tenuta, e noi nel mezzo tra erba bagnata,
fango e foglie che coprono, in certi casi, le buche e che
non danno molto grip alle ruote dentate delle nostre bike
facendoci fare ancora più fatica del solito. Proseguiamo a
destra verso il sentiero che sale ed anche qui non c'è molto
da stare allegri ed in certi casi bisogna scendere di sella,
sempre per via della poca tenuta dei nostri pneumatici.
Mentre Mino e Max sono già piuttosto avanti, io mi fermo
qualche momento per scattare qualche foto e per riprendere
un pò di fiato, visto che oggi il mal di schiena c'è e me lo
devo per forza tenere. Arriviamo in cima allo strappetto e
dopo esserci fermati a mangiarci la solita merendina
ripartiamo. Passeremo in mezzo al cortile di una cascina
dove proseguendo poi per alcune curve sbuchiamo sulla strada
asfaltata dove girando a sinistra iniziamo a salire
leggermente in direzione di Besana Brianza. Passiamo il
semaforo e proseguiamo sempre diritto prendendo la strada a
destra e iniziamo a scendere sempre su strada asfaltata,
andiamo in direzione di Renate, dove giunti al semaforo
giriamo a destra per la strada che è segnalata senza uscita,
ma da li ci inoltriamo nei sentieri del Parco
della Valletta. Percorriamo il sentiero numero
1 (guardare le indicazione della mappa del parco) in
direzione di Prebone sempre in mezzo al verde dove non
incontriamo stranamente nessun biker. Proseguiamo in
direzione di Dagò sempre sul sentiero numero 1 e adesso sul
sentiero giallo numero 3 verso Villanova. In questo tratto è
bello pedalare perchè non ci sono salite impegnative, ma la
strada anche se non sembra continua comunque a salire. Siamo
sempre in mezzo alla natura, sopra di noi il volo di una
Poiana che si libra nel cielo azzurro e che sempre in
cerchio lasciandosi trasportare dalle correnti sale sempre
più in alto. Arriviamo a nuovamente nel tratto di strada
asfaltata, dove proseguiamo verso Torrevilla, che però
lasciamo alla nostra sinistra e ci immettiamo in discesa
sulla strada che va verso Casatenovo. Percorriamo solo
questo tratto di strada, in mezzo alle auto, perchè non
appena giungiamo alla prima rotonda giriamo a destra e
proseguiamo verso la Cascina Porrinetti dove imbocchiamo Via
Resegone che è una strada senza uscita, per le auto, ma per
le biciclette o Mountain Bike si inoltra nel bosco e scende
verso la strada che porta verso Tregasio. Imbocchiamo solo
per una decina di metri la strada asfaltata, e qui il
problema della giornata sulla mia mountain bike, sono quasi
completamente senza freni e quindi da questo tratto in
avanti dovrò proseguire con molta attenzione e sopratutto
cercare di non prendere troppa velocità nei
Sentieri del Rio Pegorino che tra poco
inizieremo a percorrere. Anche qui tanto, tantissimo fango.
Passiamo tutti i guadi, dove c'è sempre acqua, sia d'estate
che nelle altre stagioni e ogni tanto sentiamo Mino che è
entusiasta del percorso perchè è alle prime esperienze con
una Mountain Bike e quindi questi sono veramente passaggi
bellissimi sia per veterani come noi che per chi invece come
lui li percorre per la prima volta. Passiamo in mezzo a
fango, che in molti casi non ci fa nemmeno pedalare, ma non
ci fermiamo, passiamo i guadi senza mai fermarci e arriviamo
all'altezza del ponte di legno. Qui dobbiamo decidere se
proseguire diritto, con il sentiero in salita e poi
ricominciare a scendere verso Canonica (più avanti non
sappiamo però se il sentiero è ancora percorribile visto le
piogge di tutta la settimana) ed allora decidiamo di
oltrepassare il ponte e iniziare a salire (bici alla mano)
per la strada a gradoni sulla nostra destra. Raggiungiamo la
strada asfaltata che porta a Triuggio e qui iniziamo a
scendere. Max e Mino partono a razzo in discesa, mentre per
me questo è il tratto più brutto, visto che non ho quasi più
possibilità di frenare. Davanti a me un'auto che sta
frenando, cercando di fermarmi mi accorgo che sono proprio
completamente senza freni e con una manovra molto azzardata
schivo l'auto per pochi centimetri e cerco in qualche modo
di diminuire la velocità. Non è semplice quando si è in
discesa, anche mettendo in piedi a terra perchè le ruote
continuano comunque a girare e prima che la mountain bike si
fermi ci vuole molto tempo. Percorriamo il sentiero numero 1
(guardare le indicazione della mappa del parco) in direzione
di Prebone sempre in mezzo al verde dove non incontriamo
stranamente nessun biker. Proseguiamo in direzione di Dagò
sempre sul sentiero numero 1 e adesso sul sentiero giallo
numero 3 verso Villanova. In questo tratto è bello pedalare
perchè non ci sono salite impegnative, ma la strada anche se
non sembra continua comunque a salire. Siamo sempre in mezzo
alla natura, sopra di noi il volo di una Poiana che si libra
nel cielo azzurro e che sempre in cerchio lasciandosi
trasportare dalle correnti sale sempre più in alto.
Arriviamo a nuovamente nel tratto di strada asfaltata, dove
proseguiamo verso Torrevilla, che però lasciamo alla nostra
sinistra e ci immettiamo in discesa sulla strada che va
verso Casatenovo. Percorriamo solo questo tratto di strada,
in mezzo alle auto, perchè non appena giungiamo alla prima
rotonda giriamo a destra e proseguiamo verso la Cascina
Porrinetti dove imbocchiamo Via Resegone che è una strada
senza uscita, per le auto, ma per le biciclette o Mountain
Bike si inoltra nel bosco e scende verso la strada che porta
verso Tregasio. Imbocchiamo solo per una decina di metri la
strada asfaltata, e qui il problema della giornata sulla mia
mountain bike, sono quasi completamente senza freni e quindi
da questo tratto in avanti dovrò proseguire con molta
attenzione e sopratutto cercare di non prendere troppa
velocità nei
Sentieri del Rio Pegorino che tra poco
inizieremo a percorrere. Anche qui tanto, tantissimo fango.
Passiamo tutti i guadi, dove c'è sempre acqua, sia d'estate
che nelle altre stagioni e ogni tanto sentiamo Mino che è
entusiasta del percorso perchè è alle prime esperienze con
una Mountain Bike e quindi questi sono veramente passaggi
bellissimi sia per veterani come noi che per chi invece come
lui li percorre per la prima volta. Passiamo in mezzo a
fango, che in molti casi non ci fa nemmeno pedalare, ma non
ci fermiamo, passiamo i guadi senza mai fermarci e arriviamo
all'altezza del ponte di legno. Qui dobbiamo decidere se
proseguire diritto, con il sentiero in salita e poi
ricominciare a scendere verso Canonica (più avanti non
sappiamo però se il sentiero è ancora percorribile visto le
piogge di tutta la settimana) ed allora decidiamo di
oltrepassare il ponte e iniziare a salire (bici alla mano)
per la strada a gradoni sulla nostra destra. Raggiungiamo la
strada asfaltata che porta a Triuggio e qui incominciamo a
scendere. Max e Mino partono a razzo in discesa, mentre per
me questo è il tratto più brutto, visto che non ho quasi più
possibilità di frenare. Davanti a me un'auto che sta
frenando, cercando di fermarmi mi accorgo che sono proprio
completamente senza freni e con una manovra molto azzardata
schivo l'auto per pochi centimetri e cerco in qualche modo
di diminuire la velocità. Non è semplice quando si è in
discesa, anche mettendo in piedi a terra perchè le ruote
continuano comunque a girare e prima che la mountain bike si
fermi ci vuole molto tempo. Scendo di sella e proseguo a
piedi fino all'incrocio di Canonica. Da questo punto in
avanti non ci sono più discese e quindi posso
tranquillamente ricominciare pedalare. Adesso però diventa
obbligatorio portare le nostre Mountain Bike in un lavaggio,
perchè sono veramente sporchissime di fango e foglie. Quando
ripartiamo dall'autolavaggio sono le 12.45 e per le ore
13:00 arriviamo a Lissone. Qui ci salutiamo e l'appuntamento
è già per la prossima domenica. Speriamo di averti
nuovamente con noi Mino, grazie per la compagnia. Un grazie
anche a Max che è sempre disponibile. Un percorso questo
catalogato medio perchè effettivamente i Km percorsi oggi
sono almeno 47 ed in alcuni tratti ci vuole davvero un pò di
preparazione. |