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Percorsi

02/11/2008 Brianza - Calò - Parco della Valletta - Rio Pegorino
Note sul percorso
Lunghezza complessiva -
Dislivello superato -
Tempo impiegato -
Pendenza massima in salita -
Pendenza massima in discesa -
Fondo -
Impegno fisico -
Tecnica -
Panorama -
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
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Da vedere sul percorso -
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata -
Meteo della giornata -
Una splendida giornata, quella di oggi, anche se le previsioni davano un tempo nuvoloso. Registriamo oggi un nuovo arrivo, nel nostro gruppo, Mino, che dopo aver letto le pagine del nostro sito Web, ha voluto provare un'escursione con noi. Orario di ritrovo 8:30, tutti puntuali e si parte. La prima destinazione è Canonica Lambro perchè dovrebbe esserci anche Luca, che ha lasciato un messaggio sul cellulare. Arriviamo però con un pò di ritardo e ci fermiamo qualche minuto ad aspettare, però non vedendo nessuno ripartiamo. Siamo in tre quest'oggi Pier, Max e Mino. Passato il ponte di Canonica Lambro giriamo a sinistra e seguiamo la strada che ci porta fino a Montemerlo, qui al bivio prima di iniziare la leggera salita, giriamo a sinistra per andare a prenderci il solito buon caffè, che Mino ci offre.... Grazie Mino. Dopo esserci fermati a scambiare quattro chiacchiere con alcuni avventori del locale, ripartiamo. La nostra destinazione adesso è Pobiga, Frazione di Besana Brianza, dove seguendo prima la stradina asfaltata, andremo fino al bivio di Calò. Qui giriamo a destra, in leggera salita, e proseguiamo  sempre diritto per la strada asfaltata, anche dopo il bivio. Proseguiamo in leggera discesa e giriamo a sinistra non appena incontriamo  il sentiero che porta in mezzo al bosco. Con le pioggie dei giorni scorsi è indubbio che la strada non sarà facile per via del fango, e difatti è proprio così. Dopo qualche centinaio di metri ecco che affiorano dal terreno i grossi sassi che l'acqua non è riuscita a spostare, mentre tutta la parte di terreno è stata portata via. In questo tratto è quasi impossibile stare in sella per via delle varie disconnessioni del terreno e per la parte viscida del fango che fa scivolare tante volte le gomme delle nostre mountain bike. Da buoni bikers però non ci facciamo prendere dal panico e raggiungiamo dopo le ultime curve il bivio che ci porterà all'agriturismo Brusignone. Proseguiamo sempre su sentiero verso l'incrocio con la strada asfaltata dove giriamo a sinistra, in discesa, e alla prima stradina sterrata alla nostra destra giriamo (guardare il cartello che indica la vendita di prodotti). Dopo aver percorso il primo tratto arriviamo nei pressi dell'entrata della fattoria, che però lasciamo alla nostra sinistra per proseguire nel sentiero in single trail che  si snoda sotto le piante. Alla nostra sinistra la recinzione della fattoria, alla nostra destra la recinzione di una tenuta, e noi nel mezzo tra erba bagnata, fango e foglie che coprono, in certi casi, le buche e che non danno molto grip alle ruote dentate delle nostre bike facendoci fare ancora più fatica del solito. Proseguiamo a destra verso il sentiero che sale ed anche qui non c'è molto da stare allegri ed in certi casi bisogna scendere di sella, sempre per via della poca tenuta dei nostri pneumatici. Mentre Mino e Max sono già piuttosto avanti, io mi fermo qualche momento per scattare qualche foto e per riprendere un pò di fiato, visto che oggi il mal di schiena c'è e me lo devo per forza tenere. Arriviamo in cima allo strappetto e dopo esserci fermati a mangiarci la solita merendina ripartiamo. Passeremo in mezzo al cortile di una cascina dove proseguendo poi per alcune curve sbuchiamo sulla strada asfaltata dove girando a sinistra iniziamo a salire leggermente in direzione di Besana Brianza. Passiamo il semaforo e proseguiamo sempre diritto prendendo la strada a destra e iniziamo a scendere sempre su strada asfaltata, andiamo in direzione di Renate, dove giunti al semaforo giriamo a destra per la strada che è segnalata senza uscita, ma da li ci inoltriamo nei sentieri del Parco della Valletta. Percorriamo il sentiero numero 1 (guardare le indicazione della mappa del parco) in direzione di Prebone sempre in mezzo al verde dove non incontriamo stranamente nessun biker. Proseguiamo in direzione di Dagò sempre sul sentiero numero 1 e adesso sul sentiero giallo numero 3 verso Villanova. In questo tratto è bello pedalare perchè non ci sono salite impegnative, ma la strada anche se non sembra continua comunque a salire. Siamo sempre in mezzo alla natura, sopra di noi il volo di una Poiana che si libra nel cielo azzurro e che sempre in cerchio lasciandosi trasportare dalle correnti sale sempre più in alto. Arriviamo a nuovamente nel tratto di strada asfaltata, dove proseguiamo verso Torrevilla, che però lasciamo alla nostra sinistra e ci immettiamo in discesa sulla strada che va verso Casatenovo. Percorriamo solo questo tratto di strada, in mezzo alle auto, perchè non appena giungiamo alla prima rotonda giriamo a destra e proseguiamo verso la Cascina Porrinetti dove imbocchiamo Via Resegone che è una strada senza uscita, per le auto, ma per le biciclette o Mountain Bike si inoltra nel bosco e scende verso la strada che porta verso Tregasio. Imbocchiamo solo per una decina di metri la strada asfaltata, e qui il problema della giornata sulla mia mountain bike, sono quasi completamente senza freni e quindi da questo tratto in avanti dovrò proseguire con molta attenzione e sopratutto cercare di non prendere troppa velocità nei Sentieri del Rio Pegorino che tra poco inizieremo a percorrere. Anche qui tanto, tantissimo fango. Passiamo tutti i guadi, dove c'è sempre acqua, sia d'estate che nelle altre stagioni e ogni tanto sentiamo Mino che è entusiasta del percorso perchè è alle prime esperienze con una Mountain Bike e quindi questi sono veramente passaggi bellissimi sia per veterani come noi che per chi invece come lui li percorre per la prima volta. Passiamo in mezzo a fango, che in molti casi non ci fa nemmeno pedalare, ma non ci fermiamo, passiamo i guadi senza mai fermarci e arriviamo all'altezza del ponte di legno. Qui dobbiamo decidere se proseguire diritto, con il sentiero in salita e poi ricominciare a scendere verso Canonica (più avanti non sappiamo però se il sentiero è ancora percorribile visto le piogge di tutta la settimana) ed allora decidiamo di oltrepassare il ponte e iniziare a salire (bici alla mano) per la strada a gradoni sulla nostra destra. Raggiungiamo la strada asfaltata che porta a Triuggio e qui iniziamo a scendere. Max e Mino partono a razzo in discesa, mentre per me questo è il tratto più brutto, visto che non ho quasi più possibilità di frenare. Davanti a me un'auto che sta frenando, cercando di fermarmi mi accorgo che sono proprio completamente senza freni e con una manovra molto azzardata schivo l'auto per pochi centimetri  e cerco in qualche modo di diminuire la velocità. Non è semplice quando si è in discesa, anche mettendo in piedi a terra perchè le ruote continuano comunque a girare e prima che la mountain bike si fermi ci vuole molto tempo. Percorriamo il sentiero numero 1 (guardare le indicazione della mappa del parco) in direzione di Prebone sempre in mezzo al verde dove non incontriamo stranamente nessun biker. Proseguiamo in direzione di Dagò sempre sul sentiero numero 1 e adesso sul sentiero giallo numero 3 verso Villanova. In questo tratto è bello pedalare perchè non ci sono salite impegnative, ma la strada anche se non sembra continua comunque a salire. Siamo sempre in mezzo alla natura, sopra di noi il volo di una Poiana che si libra nel cielo azzurro e che sempre in cerchio lasciandosi trasportare dalle correnti sale sempre più in alto. Arriviamo a nuovamente nel tratto di strada asfaltata, dove proseguiamo verso Torrevilla, che però lasciamo alla nostra sinistra e ci immettiamo in discesa sulla strada che va verso Casatenovo. Percorriamo solo questo tratto di strada, in mezzo alle auto, perchè non appena giungiamo alla prima rotonda giriamo a destra e proseguiamo verso la Cascina Porrinetti dove imbocchiamo Via Resegone che è una strada senza uscita, per le auto, ma per le biciclette o Mountain Bike si inoltra nel bosco e scende verso la strada che porta verso Tregasio. Imbocchiamo solo per una decina di metri la strada asfaltata, e qui il problema della giornata sulla mia mountain bike, sono quasi completamente senza freni e quindi da questo tratto in avanti dovrò proseguire con molta attenzione e sopratutto cercare di non prendere troppa velocità nei Sentieri del Rio Pegorino che tra poco inizieremo a percorrere. Anche qui tanto, tantissimo fango. Passiamo tutti i guadi, dove c'è sempre acqua, sia d'estate che nelle altre stagioni e ogni tanto sentiamo Mino che è entusiasta del percorso perchè è alle prime esperienze con una Mountain Bike e quindi questi sono veramente passaggi bellissimi sia per veterani come noi che per chi invece come lui li percorre per la prima volta. Passiamo in mezzo a fango, che in molti casi non ci fa nemmeno pedalare, ma non ci fermiamo, passiamo i guadi senza mai fermarci e arriviamo all'altezza del ponte di legno. Qui dobbiamo decidere se proseguire diritto, con il sentiero in salita e poi ricominciare a scendere verso Canonica (più avanti non sappiamo però se il sentiero è ancora percorribile visto le piogge di tutta la settimana) ed allora decidiamo di oltrepassare il ponte e iniziare a salire (bici alla mano) per la strada a gradoni sulla nostra destra. Raggiungiamo la strada asfaltata che porta a Triuggio e qui incominciamo a scendere. Max e Mino partono a razzo in discesa, mentre per me questo è il tratto più brutto, visto che non ho quasi più possibilità di frenare. Davanti a me un'auto che sta frenando, cercando di fermarmi mi accorgo che sono proprio completamente senza freni e con una manovra molto azzardata schivo l'auto per pochi centimetri  e cerco in qualche modo di diminuire la velocità. Non è semplice quando si è in discesa, anche mettendo in piedi a terra perchè le ruote continuano comunque a girare e prima che la mountain bike si fermi ci vuole molto tempo. Scendo di sella e proseguo a piedi fino all'incrocio di Canonica. Da questo punto in avanti non ci sono più discese e quindi posso tranquillamente ricominciare pedalare. Adesso però diventa obbligatorio portare le nostre Mountain Bike in un lavaggio, perchè sono veramente sporchissime di fango e foglie. Quando ripartiamo dall'autolavaggio sono le 12.45 e per le ore 13:00 arriviamo a Lissone. Qui ci salutiamo e l'appuntamento è già per la prossima domenica. Speriamo di averti nuovamente con noi Mino, grazie per la compagnia. Un grazie anche a Max che è sempre disponibile. Un percorso questo catalogato medio perchè effettivamente i Km percorsi oggi sono almeno 47 ed in alcuni tratti ci vuole davvero un pò di preparazione.
La mappa sotto riportata non è l'esatta descrizione del percorso, ma è solo una traccia

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