| Dopo aver saltato una domenica con le
nostre escursioni in mountain bike decidiamo, ma siamo solo
io e il Gas, di trovarci verso le 9:00 per un giro sulle
stradine della Brianza. Nei giorni precedenti è piovuto
abbastanza e quindi avventurarci in qualche sentiero, oggi,
non lo vediamo troppo di buon occhio però la nostra pedalata
settimanale non può saltare ancora. Ore 8:45 ci troviamo in
Via dell'Arco e subito dopo si parte. La nostra prima
destinazione è il Laghetto di Lissone, dove presso il Bar,
vorremmo poi fermarci a prenderci un caffè prima di iniziare
a pedalare davvero. Arriviamo passando dai sentieri del
Bosco Urbano, ma non appena arriviamo vediamo che il Bar è
chiuso e quindi facciamo subito rotta verso Biassono, nella
piazza principale, dove c'è una gelateria-bar che offre un
ottimo caffè e devo dire che anche le brioche (al
cioccolato) non sono da meno. Ripartiamo dopo poco tempo e
andiamo in direzione di Canonica Lambro. Arrivati al ponte
giriamo a sinistra e seguendo la strada alla seconda curva
prendiamo ancora a sinistra per la via che sale leggermente.
In cima alla breve salitella c'è un bivio e noi prendiamo a
destra in direzione di Triuggio. Proseguiamo sempre diritto
sull'asfaltata fino a trovare l'incrocio, dove giriamo a
destra in direzione di Montemerlo. Anche in questo tratto
c'è leggera salita fino ad arrivare al semaforo. Noi qui
giriamo a sinistra in direzione di Pobiga (frazione di
Besana Brianza) proseguendo sempre per la stradina
asfaltata, ma lontano dal traffico, che subito dopo la
cascina inizia a scendere con un paio di tornanti. Andiamo
adesso in direzione di Calò dove c'è il bivio. Giriamo a
destra per la leggera salita e proseguiamo sempre diritto
lasciando poi la strada asfaltata per seguire le indicazioni
del maneggio. Dopo qualche centinaio di metri sulla nostra
sinistra inizia il sentiero che si inoltra nel bosco. Il
primo tratto è abbastanza buono e non sembrerebbe neanche
caduta la pioggia dei giorni precedenti, ma tutto questo
dura davvero poco perchè subito dopo tra pozzanghere e
canali creati dalla troppa acqua caduta è quasi impossibile
pedalare. Noi però ovviamente non ci fermiamo e anche
scendendo più volte dalla bici per spingerla a mano
arriviamo fino alla radura dove ci sono tre sentieri che si
dividono, il primo alla nostra destra sale, ma è subito
interrotto da alcune piante che per il brutto tempo sono
cadute, il secondo alla nostra sinistra scende, ma porta
sotto l'agriturismo, quello che invece prendiamo è quello
davanti a noi che sale, ancora leggermente e costeggia prima
la recinzione ed arriva fino all'Agriturismo Brusignone. In
questo tratto, sbucando sulla stradina bianca si ha l'idea
di quanto possano essere ancora belle queste località, che
distano davvero pochi km dai più grossi centri, ma che hanno
ancora quel sapore rilassante lontano dal traffico ed in
mezzo alla natura che ci piace tanto. Dopo una breve visita,
sempre in sella alle nostre mountain bike, all'interno dei
cortili dell'Agriturismo riprendiamo a pedalare in direzione
della strada asfaltata che raggiungiamo all'incrocio del
locale Cascina Caffè. Giriamo a sinistra e poi dopo circa
100 mt a destra per la stradina che conduce poi presso una
fattoria. Al termine della stradina il sentiero in single
treak si snoda proprio a fianco del cancello, ma non
facciamo in tempo a percorrere qualche centinaio di metri
che sparisce in mezzo alla vegetazione. Il primo tratto lo
percorriamo comunque, ma quando sentiamo le gambe e le
braccia che cominciano ad essere pizzicate dalle tante
piante di ortica decidiamo che forse è meglio se ritorniamo
indietro. Facciamo però un giro al di sotto dell'ex sentiero
perchè vediamo che nell'erba circostante le piante di ortica
non sono presenti e quindi ci ricolleghiamo alla strada
asfaltata. Dopo esserci fermati per lavare con un pò
d'acqua, della borraccia del Gas, le gambe per togliere
quella sensazione di prurito giriamo a sinistra ed in
leggera salita arriviamo al semaforo di Besana Brianza. Qui
giriamo a destra in direzione di Tregasio ed iniziamo a
scendere fino al primo bivio, dove giriamo a destra in
direzione di Correzzana. Qui strada asfaltata da poco e
traffico inesistente e perciò la nostra andatura è
abbastanza sostenuta, ma dopo le due curve che portano al
ponte iniziamo a frenare perchè prima dell'inizio della
salita noi dobbiamo girare a destra per immetterci nei
sentieri della Valle del Rio Pegorino. Qui c'è un piccolo
ponte da passare, ma bisogna fare attenzione, il primo
tratto è franato e quindi andare giù per la scarpata è un
attimo. Noi scendiamo dalla bici, per non correre rischi e
ne risaliamo subito dopo quando iniziamo a pedalare in mezzo
al fango. Qui facciamo doppia fatica perchè effettivamente
in alcuni tratti il sentiero è solo un acquitrino ed in
altri sono sassi e radici affioranti, senza contare che ogni
tanti ci tocca scendere dalla bici per togliere i tanti rami
che ostruiscono il passaggio. Dopo aver guadato più volte
arriviamo in un tratto dove grosse piante di robinia sono
talmente piegate che non riusciamo nemmeno a spostarle con
le mani. Dobbiamo cercare dei rami con cui aiutarci per non
essere infilzati e quindi abbandonate le mountain bike
scendiamo nel piccolo torrente appena dietro di noi per
cercare qualcosa che ci aiuti. Troviamo un bel ramo che il
Gas con la dovuta cautela utilizza per riportare più
indietro i vari rami. Subito dopo siamo di nuovo in sella,
ma solo per una decina di metri perchè più avanti non è più
possibile passare (dal solito sentiero) ma dobbiamo prendere
per forza un'altro sentiero, mai percorso prima, che gira a
destra e che si inoltra nel bosco in salita. Qui il terreno
sembra migliorare ma non per molto perchè all'inizio di una
piccola discesa davanti a noi vediamo una grossa pozzanghera
con un leggero strato di acqua ma molto fango attorno. Il
primo a tentare di passare è il Gas, tenendosi sulla destra,
ma il fango è veramente troppo e le ruote della bicicletta
penetrano nel terreno almeno di 10 centimetri e quindi è
impossibile pedalare. Con le scarpe completamente coperte
dal fango pian piano riesce a portarsi sulla destra del
sentiero e raggiungere uno strato d'erba. Io intanto
seguendo i suoi consigli cerco di passare dalla parte
opposta, ma se nel primo momento tutto sembra procedere in
modo regolare ecco che ad un certo punto le due ruote della
mia bicicletta iniziano a sprofondare pian piano nella
melma. Anche a me tocca quindi scendere dalla bicicletta,
cercando in qualche modo di toglierla dal fango, ma è come
se fosse incollata e sembra che il tutto stia finendo in una
palude. Con un grosso sforzo la tiro verso di me ma è
impossibile pedalare adesso. Il fango è arrivato all'altezza
della catena superiore e il cambio non risponde ai
comandi.... Spingiamo entrambe le bici a mano verso il guado
più vicino ed anche per lavarci un pochino le scarpe
decidiamo di entrare a piedi nell'acqua. Non è caldissima ma
nemmeno fredda però facciamo in tempo a lavare alla bella e
meglio le nostre bike e quindi ci rimettiamo nuovamente in
sella. Adesso il cambio di entrambe le bici risponde
normalmente ma sono i freni posteriori che molto
probabilmente sollecitati più del dovuto non riescono ad
imprimere molto grip alle ruote. Dopo aver attraversato
ancora numerosi guadi giungiamo al bivio dove c'è il ponte,
alla nostra sinistra il sentiero che porta a Canonica, alla
nostra destra invece quello che a gradoni sale a Triuggio.
Decidiamo di prendere quello a destra e quindi sorpassato il
ponticello siamo costretti a scendere di sella per iniziare
la salita bici alla mano. Anche qui si notano comunque i
solchi lasciati dall'acqua dei giorni precedenti, dove una
volta si poteva passare in sella ad una bicicletta adesso è
quasi impossibile il solco è talmente alto che è
impossibile pedalare. Arriviamo in cima dove c'è la cascina
e la piccola osteria e decidiamo di prenderci un'altro caffè
prima di iniziare il ritorno a casa. Iniziamo a scendere in
direzione di Canonica e quindi una volta arrivati al ponte
giriamo a destra e dopo aver passato il passaggio a livello
proseguiamo diritti verso Biassono dove c'è il l'auto
lavaggio e dove di solito ci fermiamo per dare una pulita
alle nostre bike. Il sito è chiuso per ferie e quindi
proseguiamo verso Lissone dove arriviamo alla rotonda sul
viale della Repubblica e dove ci fermiamo davvero questa
volta per dare una grossa lavata alle nostre bici che sono
irriconoscibili dal tanto fago che hanno addosso. Terminata
anche questa operazione è ora di salutarci. Grazie Gas,
anche oggi davvero tante emozioni, dal primo all'ultimo
sentiero. Un percorso che considero facile perchè i km
percorsi sono solo 30 ma...... quanta fatica con questi
sentieri molto fangosi... Alla prossima. |