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Percorsi

16/08/2008 In giro per la Brianza
Note sul percorso
Lunghezza complessiva -
Dislivello superato -
Tempo impiegato -
Pendenza massima in salita -
Pendenza massima in discesa -
Fondo -
Impegno fisico -
Tecnica -
Panorama -
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
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Da vedere sul percorso -
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata -
Meteo della giornata -
Dopo aver saltato una domenica con le nostre escursioni in mountain bike decidiamo, ma siamo solo io e il Gas, di trovarci verso le 9:00 per un giro sulle stradine della Brianza. Nei giorni precedenti è piovuto abbastanza e quindi avventurarci in qualche sentiero, oggi, non lo vediamo troppo di buon occhio però la nostra pedalata settimanale non può saltare ancora. Ore 8:45 ci troviamo in Via dell'Arco e subito dopo si parte. La nostra prima destinazione è il Laghetto di Lissone, dove presso il Bar, vorremmo poi fermarci a prenderci un caffè prima di iniziare a pedalare davvero. Arriviamo passando dai sentieri del Bosco Urbano, ma non appena arriviamo vediamo che il Bar è chiuso e quindi facciamo subito rotta verso Biassono, nella piazza principale, dove c'è una gelateria-bar che offre un ottimo caffè e devo dire che anche le brioche (al cioccolato) non sono da meno. Ripartiamo dopo poco tempo e andiamo in direzione di Canonica Lambro. Arrivati al ponte giriamo a sinistra e seguendo la strada alla seconda curva prendiamo ancora a sinistra per la via che sale leggermente. In cima alla breve salitella c'è un bivio e noi prendiamo a destra in direzione di Triuggio. Proseguiamo sempre diritto sull'asfaltata fino a trovare l'incrocio, dove giriamo a destra in direzione di Montemerlo. Anche in questo tratto c'è leggera salita fino ad arrivare al semaforo. Noi qui giriamo a sinistra in direzione di Pobiga (frazione di Besana Brianza) proseguendo sempre per la stradina asfaltata, ma lontano dal traffico, che subito dopo la cascina inizia a scendere con un paio di tornanti. Andiamo adesso in direzione di Calò dove c'è il bivio. Giriamo a destra per la leggera salita e proseguiamo sempre diritto lasciando poi la strada asfaltata per seguire le indicazioni del maneggio. Dopo qualche centinaio di metri sulla nostra sinistra inizia il sentiero che si inoltra nel bosco. Il primo tratto è abbastanza buono e non sembrerebbe neanche caduta la pioggia dei giorni precedenti, ma tutto questo dura davvero poco perchè subito dopo tra pozzanghere e canali creati dalla troppa acqua caduta è quasi impossibile pedalare. Noi però ovviamente non ci fermiamo e anche scendendo più volte dalla bici per spingerla a mano arriviamo fino alla radura dove ci sono tre sentieri che si dividono, il primo alla nostra destra sale, ma è subito interrotto da alcune piante che per il brutto tempo sono cadute, il secondo alla nostra sinistra scende, ma porta sotto l'agriturismo, quello che invece prendiamo è quello davanti a noi che sale, ancora leggermente e costeggia prima la recinzione ed arriva fino all'Agriturismo Brusignone. In questo tratto, sbucando sulla stradina bianca si ha l'idea di quanto possano essere ancora belle queste località, che distano davvero pochi km dai più grossi centri, ma che hanno ancora quel sapore rilassante lontano dal traffico ed in mezzo alla natura che ci piace tanto. Dopo una breve visita, sempre in sella alle nostre mountain bike, all'interno dei cortili dell'Agriturismo riprendiamo a pedalare in direzione della strada asfaltata che raggiungiamo all'incrocio del locale Cascina Caffè. Giriamo a sinistra e poi dopo circa 100 mt a destra per la stradina che conduce poi presso una fattoria. Al termine della stradina il sentiero in single treak si snoda proprio a fianco del cancello, ma non facciamo in tempo a percorrere qualche centinaio di metri che sparisce in mezzo alla vegetazione. Il primo tratto lo percorriamo comunque, ma quando sentiamo le gambe e le braccia che cominciano ad essere pizzicate dalle tante piante di ortica decidiamo che forse è meglio se ritorniamo indietro. Facciamo però un giro al di sotto dell'ex sentiero perchè vediamo che nell'erba circostante le piante di ortica non sono presenti e quindi ci ricolleghiamo alla strada asfaltata. Dopo esserci fermati per lavare con un pò d'acqua, della borraccia del Gas, le gambe per togliere quella sensazione di prurito giriamo a sinistra ed in leggera salita arriviamo al semaforo di Besana Brianza. Qui giriamo a destra in direzione di Tregasio ed iniziamo a scendere fino al primo bivio, dove giriamo a destra in direzione di Correzzana. Qui strada asfaltata da poco e traffico inesistente e perciò la nostra andatura è abbastanza sostenuta, ma dopo le due curve che portano al ponte iniziamo a frenare perchè prima dell'inizio della salita noi dobbiamo girare a destra per immetterci nei sentieri della Valle del Rio Pegorino. Qui c'è un piccolo ponte da passare, ma bisogna fare attenzione, il primo tratto è franato e quindi andare giù per la scarpata è un attimo. Noi scendiamo dalla bici, per non correre rischi e ne risaliamo subito dopo quando iniziamo a pedalare in mezzo al fango. Qui facciamo doppia fatica perchè effettivamente in alcuni tratti il sentiero è solo un acquitrino ed in altri sono sassi e radici affioranti, senza contare che ogni tanti ci tocca scendere dalla bici per togliere i tanti rami che ostruiscono il passaggio. Dopo aver guadato più volte arriviamo in un tratto dove grosse piante di robinia sono talmente piegate che non riusciamo nemmeno a spostarle con le mani. Dobbiamo cercare dei rami con cui aiutarci per non essere infilzati e quindi abbandonate le mountain bike scendiamo nel piccolo torrente appena dietro di noi per cercare qualcosa che ci aiuti. Troviamo un bel ramo che il Gas con la dovuta cautela utilizza per riportare più indietro i vari rami. Subito dopo siamo di nuovo in sella, ma solo per una decina di metri perchè più avanti non è più possibile passare (dal solito sentiero) ma dobbiamo prendere per forza un'altro sentiero, mai percorso prima, che gira a destra e che si inoltra nel bosco in salita. Qui il terreno sembra migliorare ma non per molto perchè all'inizio di una piccola discesa davanti a noi vediamo una grossa pozzanghera con un leggero strato di acqua ma molto fango attorno. Il primo a tentare di passare è il Gas, tenendosi sulla destra, ma il fango è veramente troppo e le ruote della bicicletta penetrano nel terreno almeno di 10 centimetri e quindi è impossibile pedalare. Con le scarpe completamente coperte dal fango pian piano riesce a portarsi sulla destra del sentiero e raggiungere uno strato d'erba. Io intanto seguendo i suoi consigli cerco di passare dalla parte opposta, ma se nel primo momento tutto sembra procedere in modo regolare ecco che ad un certo punto le due ruote della mia bicicletta iniziano a sprofondare pian piano nella melma. Anche a me tocca quindi scendere dalla bicicletta, cercando in qualche modo di toglierla dal fango, ma è come se fosse incollata e sembra che il tutto stia finendo in una palude. Con un grosso sforzo la tiro verso di me ma è impossibile pedalare adesso. Il fango è arrivato all'altezza della catena superiore e il cambio non risponde ai comandi.... Spingiamo entrambe le bici a mano verso il guado più vicino ed anche per lavarci un pochino le scarpe decidiamo di entrare a piedi nell'acqua. Non è caldissima ma nemmeno fredda però facciamo in tempo a lavare alla bella e meglio le nostre bike e quindi ci rimettiamo nuovamente in sella. Adesso il cambio di entrambe le bici risponde normalmente ma sono i freni posteriori che molto probabilmente sollecitati più del dovuto non riescono ad imprimere molto grip alle ruote. Dopo aver attraversato ancora numerosi guadi giungiamo al bivio dove c'è il ponte, alla nostra sinistra il sentiero che porta a Canonica, alla nostra destra invece quello che a gradoni sale a Triuggio. Decidiamo di prendere quello a destra e quindi sorpassato il ponticello siamo costretti a scendere di sella per iniziare la salita bici alla mano. Anche qui si notano comunque i solchi lasciati dall'acqua dei giorni precedenti, dove una volta si poteva passare in sella ad una bicicletta adesso è quasi impossibile il solco è talmente alto che  è impossibile pedalare. Arriviamo in cima dove c'è la cascina e la piccola osteria e decidiamo di prenderci un'altro caffè prima di iniziare il ritorno a casa. Iniziamo a scendere in direzione di Canonica e quindi una volta arrivati al ponte giriamo a destra e dopo aver passato il passaggio a livello proseguiamo diritti verso Biassono dove c'è il l'auto lavaggio e dove di solito ci fermiamo per dare una pulita alle nostre bike. Il sito è chiuso per ferie e quindi proseguiamo verso Lissone dove arriviamo alla rotonda sul viale della Repubblica e dove ci fermiamo davvero questa volta per dare una grossa lavata alle nostre bici che sono irriconoscibili dal tanto fago che hanno addosso. Terminata anche questa operazione è ora di salutarci. Grazie Gas, anche oggi davvero tante emozioni, dal primo all'ultimo sentiero. Un percorso che considero facile perchè i km percorsi sono solo 30 ma...... quanta fatica con questi sentieri molto fangosi... Alla prossima.
La mappa sotto riportata non è l'esatta descrizione del percorso, ma è solo una traccia

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