| Grazie, amici, il giro che da tre
settimane ci eravamo prefissi di fare finalmente lo abbiamo
fatto grazie prima di tutto a Voi e poi ai tanti amici che
oggi abbiamo incontrato sulle strade e sentieri, chi con
qualche problema, chi invece che ci ha accompagnato per
alcuni tratti del percorso che non conoscevamo. Prima di
tutto però dobbiamo dire grazie a Luca, che dopo aver visto
le pagine del nostro sito ha voluto aggregarsi alla
compagnia per fare questo giro stupendo che per il 70% è
stato fatto lontano dalle strade asfaltate e seguendo solo
sentieri che in alcuni tratti conoscevamo ma che per altri
erano del tutto nuovi per noi. L'appuntamento di oggi però,
visto il caldo di questi giorni è fissato per le ore 7:30 a
via dell'Arco per chi parte da Lissone, alle ore 8:00 presso
il distributore sulla rotonda di Macherio e alle 8:30 al
parcheggio di Ponte Albiate (quello che c'è all'uscita del
sentiero che costeggia il fiume Lambro). Arriviamo puntuali
al primo luogo di appuntamento aspettando fino alle 8:05,
poi non vedendo nessuno iniziamo il tratto, sempre su strada
asfaltata, che ci porterà fino ad Albiate (frazione Ponte).
Quanti ciclisti incontriamo sulla Monza-Carate che arriviamo
soli oppure in bei grupponi anche di 30 o 40 persone.
Arriviamo alla rotonda di Albiate e giriamo a destra per
proseguire in direzione del parcheggio. (abbiamo scelto
questo itinerario, per noi abbastanza insolito, perchè
vogliamo arrivare puntuali all'appuntamento con Luca che
arriva da Desio). Siamo nel parcheggio e la prima cosa che
facciamo è quella di montare la telecamera sul manubrio
della bici di Max. Oggi abbiamo anche questo nuovo aggeggio
che aiuterà i tanti bikers che si collegano al nostro sito
ad individuare i vari sentieri. Luca è puntualissimo, anzi
arriva anche 5 minuti prima dell'orario e quindi dopo una
breve presentazione eccoci di nuovo in sella per iniziare il
percorso di oggi. Uscendo dal parcheggio giriamo a destra,
seguiamo per un primo tratto la strada asfaltata che ci
porterà fino al Cimitero, dove al piazzale, giriamo a
sinistra e costeggiando il muro arriviamo nel tratto di
sentiero che porta in mezzo ad un campo. Qui lo dobbiamo
attraversare tutto, perchè al termine c'è il bosco da dove
inzia il primo sentiero di oggi, quello che ci porterà a
Calò. Entrando nel bosco c'è subito una breve, ripida,
discesa che comunque non è difficoltosa da fare e lasciando
andare la mountain bike si riesce subito a prendere il ritmo
per il sentiero che si snoda fitto tra gli alberi. Non
facciamo però tanta strada perchè appena giungiamo al guado
(oggi in secca) ci dobbiamo fermare perchè il sentiero
proprio in quel punto è ostruito da alcuni amici con le moto
(Cross) che hanno una storica SVM ferma proprio in quel
punto. Un rapido scambio di battute, qualche foto, ed eccoci
di nuovo in sella. Il Max è davanti, ma la sua andatura è
bassa per consentirci di passare e filmare con la telecamera
il tratto in mezzo al bosco. Continuiamo a salire, stiamo
percorrendo lo stesso tratto si strada della scorsa
settimana e questa volta non ho nessun mal di schiena.
Arriviamo ai due tornanti che ci portano quasi in cima al
sentiero e alle prime case di Calò e il Gas ci ga deviare,
al bivio del sentiero, a destra per non percorrere la salita
che poi ci avrebbe portato comunque nello stesso punto in
cui il sentiero finisce e inizia la strada sterrata. A Calò
arriviamo davanti alla chiesa, che troviamo sulla nostra
destra, e giriamo a destra, seguendo la strada in discesa.
Luca, che conosce alcuni sentieri ci guida in nu nuovo
sentiero che ci porterà fino a Montesiro e che costeggerà
l'Agriturismo Brusignone. In questo punto il primo tratto è
all'interno del bosco, dove il sentiero in qualche punto è
pieno di sassi (ma si riesce comunque a passare se tengono
bene le ruote al lato della strada) poi diventa un stradina
bianca (dove possono arrivare anche le auto e quindi fare
attenzione) e sembra di essere da tutt'altra parte (ad
esempio in Toscana, oppure nella verde Umbria). Arriviamo
sulla strada asfaltata, dove girando a destra si sale verso
Besana, noi invece giriamo a sinistra per seguire il breve
tratto fino al cartello che indica una azienda agricola con
vendita carni. Li giriamo a destra e seguiamo la strada fino
all'imbocco del cancello poi, tenendoci sulla destra
continuiamo in single trail per un bel sentierino che passa
sotto gli alberi. Qualche centinaio di metri e ad arriviamo
ad un bivio, davanti a noi il sentiero prosegue nel bosco,
alla nostra destra, in salita, viaggia a fianco di una
recinzione. Decidiamo dopo un rapido consulto (il Gas dice
di girare a destra) di seguire quello in salita. Non è
semplice adesso ripartire, ma dopo qualche metro eccoci a
riprendere il ritmo per quello che credevamo un breve tratto
e che invece si snoda per un bel tratto in salita continua
fino ad uscire su una strada asfaltata dove a destra
sinistra davanti e dietro siamo circondati da ville
bellissime. Un attimo di pausa, qui ci vuole, e mentre
qualcuno si siede per terra e altri invece bevono acqua o
succhi di frutta intavoliamo il discorso sulla nostra
squadra preferita l'Inter (anche Luca è tifoso dei nostri
stessi colori). Qualche chiacchiera e poi di nuovo in sella.
Seguiamo la strada asfaltata per un breve tratto alla
sinistra del sentiero e poi davanti al cancello della villa
giriamo ancora a sinistra per immetterci in un sentiero
verde che sale (ma di poco) dove sbuchiamo nel cortile di
una bellissima cascina che è stata completamente
ristrutturata. Lo attraversiamo e proseguiamo per la strada
asfaltata e sbuchiamo sulla strada che da Montesiro porta al
semaforo di Besana. Al semaforo proseguiamo diritto e
prendiamo la strada a destra in direzione di Renate.
Decidiamo di fare questo tratto di asfalto per recuperare un
attimino il il ritmo e per respirare un pochino senza
strappi e senza buche. Arrivati a Renate ci immettiamo nel
sentiero del Parco della Valletta che seguiamo in direzione
di Prebone e poi verso Dagò. Da li qualche centinaio di
metri più avanti c'è la statale che che da Casatenovo va in
direzione di Oggiono. Noi la attraversiamo e andiamo in
direzione di Viganò dove seguiamo la strada asfaltata e
proseguiamo in direzione di Sirtori. Raggiungiamo la
periferia, nella zona industriale, e seguiamo i cartelli
della Radici dove viene indicato lo spaccio aziendale. Li a
destra c'è l'unico strappo veramente duro della giornata
dove la strada sempre asfaltata segna una pendenza del 14%.
Io arrivo fino a quasi la metà della salita poi sono
costretto a scendere di sella per non sforzare troppo,
adesso, perchè da qui in avanti, fino alla chiesa di
Montevecchia sarà tutta salita. Anche il Max pochi metri
dopo scende di sella, mentre il Gas e Luca invece arrivano
fino al termine della salita. Li ci fermiamo tutti a
prendere un pò di fiato ed incontriamo un'altro biker che
sta seguendo la nostra stessa strada. Ci fermiamo a parlare
anche con lui e scopriamo che abita da quelle parti e quindi
i sentieri che dobbiamo seguire li conosce bene. Così
riprendiamo a pedalare. Il caldo intanto si fa sempre più
soffocante, anche se siamo sotto gli alberi all'ombra, non
c'è un filo di vento. Non ci fermiamo però, qui il sentiero
è molto bello e pedalabile ed è un continuo salire e
scendere sempre sotto gli alberi. Al primo bivio giriamo a
sinistra per la stradina che scende e mentre stiamo
attraversando ancora il bosco incontriamo alcuni biker che
stanno facendo lo stesso percorso in direzione opposta. Il
tempo di salutare i primi due ed ecco che ad uno di loro si
rompe la vite che trattiene la sella della Mountain Bike
sulla pipa e per poco non avviene la caduta. Con noi oggi
c'è Luca che è veramente un mago in queste cose e sembra di
vedere Mac Gyver. In poco tempo togliendo la vite che blocca
la sella sul telaio sistema la sella e quindi gli amici che
abbiamo trovato possono ripartire ed anche noi proseguiamo
in direzione della nostra ultima meta in salita
Montevecchia. Arriviamo all'imbocco della strada sterrata
dove l'amico che abbiamo incontrato in precedenza ci saluta
e noi iniziamo a salire, a destra, l'ultimo tratto della
salita. In questo punto ricomincia un leggero mal di schiena
che frena di molto la mia andatura, mentre gli altri hanno
preso un bel vantaggio su di me. Non appena inizia il tratto
asfaltato sulla sinistra c'è un parcheggio e una fontanella
e li sono fermi gli amici ad aspettarmi. Una bella bevuta
d'acqua fresca adesso ci vuole dopo tutto il sudore versato
nella mattina. Sono arrivate le 11:30 ed è ora di iniziare
il ritorno verso casa. Dobbiamo però fermarci a salutare la
mamma del Gas. Adesso di salite non ce ne sono più e quindi
seguiremo tutto il tratto asfaltato che da Montevecchia ci
porterà fino a Osnago (passando davanti al Ristorante
Tricudai) e poi verso Usmate (monumenti Sala). Proseguiamo,
alla rotonda, a destra in direzione di Velate dove andiamo
poi verso Camparada e poi verso Lesmo. All'incrocio giriamo
a sinistra in direzione di Peregallo e arrivati alla grande
rotonda giriamo a destra in direzione di Canonica Lambro. Da
Canonica proseguiamo verso Biassono e poi verso Macherio
dove ci fermiamo a salutare Luca. Oggi un giro stupendo,
anche con il caldo africano ne è valsa la pena. Un percorso
duro per il numero dei km percorsi (55) che però da
moltissime soddisfazioni in fatto di paesaggi e di sentieri
lontano veramente dal traffico. Un grazie a Luca che
speriamo di avere ancora con noi per le prossime uscite e un
grazie anche ai tanti amici che con le moto o con la bici
abbiamo incontrato sul percorso. Grazie anche al Max per le
stupende riprese con la telecamera montata sulla bici e
grazie al Gas per il suo supporto sulle strade e sui
sentieri. Alla prossima. |