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Percorsi

29/06/2008 Stradine e salite della Brianza (2)
Note sul percorso
Lunghezza complessiva -
Dislivello superato -
Tempo impiegato -
Pendenza massima in salita -
Pendenza massima in discesa -
Fondo -
Impegno fisico -
Tecnica -
Panorama -
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
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Da vedere sul percorso -
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata -
Meteo della giornata -
Grazie, amici, il giro che da tre settimane ci eravamo prefissi di fare finalmente lo abbiamo fatto grazie prima di tutto a Voi e poi ai tanti amici che oggi abbiamo incontrato sulle strade e sentieri, chi con qualche problema, chi invece che ci ha accompagnato per alcuni tratti del percorso che non conoscevamo. Prima di tutto però dobbiamo dire grazie a Luca, che dopo aver visto le pagine del nostro sito ha voluto aggregarsi alla compagnia per fare questo giro stupendo che per il 70% è stato fatto lontano dalle strade asfaltate e seguendo solo sentieri che in alcuni tratti conoscevamo ma che per altri erano del tutto nuovi per noi. L'appuntamento di oggi però, visto il caldo di questi giorni è fissato per le ore 7:30 a via dell'Arco per chi parte da Lissone, alle ore 8:00 presso il distributore sulla rotonda di Macherio e alle 8:30 al parcheggio di Ponte Albiate (quello che c'è all'uscita del sentiero che costeggia il fiume Lambro). Arriviamo puntuali al primo luogo di appuntamento aspettando fino alle 8:05, poi non vedendo nessuno iniziamo il tratto, sempre su strada asfaltata, che ci porterà fino ad Albiate (frazione Ponte). Quanti ciclisti incontriamo sulla Monza-Carate che arriviamo soli oppure in bei grupponi anche di 30 o 40 persone. Arriviamo alla rotonda di Albiate e giriamo a destra per proseguire in direzione del parcheggio. (abbiamo scelto questo itinerario, per noi abbastanza insolito, perchè vogliamo arrivare puntuali all'appuntamento con Luca che arriva da Desio). Siamo nel parcheggio e la prima cosa che facciamo è quella di montare la telecamera sul manubrio della bici di Max. Oggi abbiamo anche questo nuovo aggeggio che aiuterà i tanti bikers che si collegano al nostro sito ad individuare i vari sentieri. Luca è puntualissimo, anzi arriva anche 5 minuti prima dell'orario e quindi dopo una breve presentazione eccoci di nuovo in sella per iniziare il percorso di oggi. Uscendo dal parcheggio giriamo a destra, seguiamo per un primo tratto la strada asfaltata che ci porterà fino al Cimitero, dove al piazzale, giriamo a sinistra e costeggiando il muro arriviamo nel tratto di sentiero che porta in mezzo ad un campo. Qui lo dobbiamo attraversare tutto, perchè al termine c'è il bosco da dove inzia il primo sentiero di oggi, quello che ci porterà a Calò. Entrando nel bosco c'è subito una breve, ripida, discesa che comunque non è difficoltosa da fare e lasciando andare la mountain bike si riesce subito a prendere il ritmo per il sentiero che si snoda fitto tra gli alberi. Non facciamo però tanta strada perchè appena giungiamo al guado (oggi in secca) ci dobbiamo fermare perchè il sentiero proprio in quel punto è ostruito da alcuni amici con le moto (Cross) che hanno una storica SVM ferma proprio in quel punto. Un rapido scambio di battute, qualche foto, ed eccoci di nuovo in sella. Il Max è davanti, ma la sua andatura è bassa per consentirci di passare e filmare con la telecamera il tratto in mezzo al bosco. Continuiamo a salire, stiamo percorrendo lo stesso tratto si strada della scorsa settimana e questa volta non ho nessun mal di schiena. Arriviamo ai due tornanti che ci portano quasi in cima al sentiero e alle prime case di Calò e il Gas ci ga deviare, al bivio del sentiero, a destra per non percorrere la salita che poi ci avrebbe portato comunque nello stesso punto in cui il sentiero finisce e inizia la strada sterrata. A Calò arriviamo davanti alla chiesa, che troviamo sulla nostra destra, e giriamo a destra, seguendo la strada in discesa. Luca, che conosce alcuni sentieri ci guida in nu nuovo sentiero che ci porterà fino a Montesiro e che costeggerà l'Agriturismo Brusignone. In questo punto il primo tratto è all'interno del bosco, dove il sentiero in qualche punto è pieno di sassi (ma si riesce comunque a passare se tengono bene le ruote al lato della strada) poi diventa un stradina bianca (dove possono arrivare anche le auto e quindi fare attenzione) e sembra di essere da tutt'altra parte (ad esempio in Toscana, oppure nella verde Umbria). Arriviamo sulla strada asfaltata, dove girando a destra si sale verso Besana, noi invece giriamo a sinistra per seguire il breve tratto fino al cartello che indica una azienda agricola con vendita carni. Li giriamo a destra e seguiamo la strada fino all'imbocco del cancello poi, tenendoci sulla destra continuiamo in single trail per un bel sentierino che passa sotto gli alberi. Qualche centinaio di metri e ad arriviamo ad un bivio, davanti a noi il sentiero prosegue nel bosco, alla nostra destra, in salita, viaggia a fianco di una recinzione. Decidiamo dopo un rapido consulto (il Gas dice di girare a destra) di seguire quello in salita. Non è semplice adesso ripartire, ma dopo qualche metro eccoci a riprendere il ritmo per quello che credevamo un breve tratto e che invece si snoda per un bel tratto in salita continua fino ad uscire su una strada asfaltata dove a destra sinistra davanti e dietro siamo circondati da ville bellissime. Un attimo di pausa, qui ci vuole, e mentre qualcuno si siede per terra e altri invece bevono acqua o succhi di frutta intavoliamo il discorso sulla nostra squadra preferita l'Inter (anche Luca è tifoso dei nostri stessi colori). Qualche chiacchiera e poi di nuovo in sella. Seguiamo la strada asfaltata per un breve tratto alla sinistra del sentiero e poi davanti al cancello della villa giriamo ancora a sinistra per immetterci in un sentiero verde che sale (ma di poco) dove sbuchiamo nel cortile di una bellissima cascina che è stata completamente ristrutturata. Lo attraversiamo e proseguiamo per la strada asfaltata e sbuchiamo sulla strada che da Montesiro porta al semaforo di Besana. Al semaforo proseguiamo diritto e prendiamo la strada a destra in direzione di Renate. Decidiamo di fare questo tratto di asfalto per recuperare un attimino il il ritmo e per respirare un pochino senza strappi e senza buche. Arrivati a Renate ci immettiamo nel sentiero del Parco della Valletta che seguiamo in direzione di Prebone e poi verso Dagò. Da li qualche centinaio di metri più avanti c'è la statale che che da Casatenovo va in direzione di Oggiono. Noi la attraversiamo e andiamo in direzione di Viganò dove seguiamo la strada asfaltata e proseguiamo in direzione di Sirtori. Raggiungiamo la periferia, nella zona industriale, e seguiamo i cartelli della Radici dove viene indicato lo spaccio aziendale. Li a destra c'è l'unico strappo veramente duro della giornata dove la strada sempre asfaltata segna una pendenza del 14%. Io arrivo fino a quasi la metà della salita poi sono costretto a scendere di sella per non sforzare troppo, adesso, perchè da qui in avanti, fino alla chiesa di Montevecchia sarà tutta salita. Anche il Max pochi metri dopo scende di sella, mentre il Gas e Luca invece arrivano fino al termine della salita. Li ci fermiamo tutti a prendere un pò di fiato ed incontriamo un'altro biker che sta seguendo la nostra stessa strada. Ci fermiamo a parlare anche con lui e scopriamo che abita da quelle parti e quindi i sentieri che dobbiamo seguire li conosce bene. Così riprendiamo a pedalare. Il caldo intanto si fa sempre più soffocante, anche se siamo sotto gli alberi all'ombra, non c'è un filo di vento. Non ci fermiamo però, qui il sentiero è molto bello e pedalabile ed è un continuo salire e scendere sempre sotto gli alberi. Al primo bivio giriamo a sinistra per la stradina che scende e mentre stiamo attraversando ancora il bosco incontriamo alcuni biker che stanno facendo lo stesso percorso in direzione opposta. Il tempo di salutare i primi due ed ecco che ad uno di loro si rompe la vite che trattiene la sella della Mountain Bike sulla pipa e per poco non avviene la caduta. Con noi oggi c'è Luca che è veramente un mago in queste cose e sembra di vedere Mac Gyver. In poco tempo togliendo la vite che blocca la sella sul telaio sistema la sella e quindi gli amici che abbiamo trovato possono ripartire ed anche noi proseguiamo in direzione della nostra ultima meta in salita Montevecchia. Arriviamo all'imbocco della strada sterrata dove l'amico che abbiamo incontrato in precedenza ci saluta e noi iniziamo a salire, a destra, l'ultimo tratto della salita. In questo punto ricomincia un leggero mal di schiena che frena di molto la mia andatura, mentre gli altri hanno preso un bel vantaggio su di me. Non appena inizia il tratto asfaltato sulla sinistra c'è un parcheggio e una fontanella e li sono fermi gli amici ad aspettarmi. Una bella bevuta d'acqua fresca adesso ci vuole dopo tutto il sudore versato nella mattina. Sono arrivate le 11:30 ed è ora di iniziare il ritorno verso casa. Dobbiamo però fermarci a salutare la mamma del Gas. Adesso di salite non ce ne sono più e quindi seguiremo tutto il tratto asfaltato che da Montevecchia ci porterà fino a Osnago (passando davanti al Ristorante Tricudai) e poi verso Usmate (monumenti Sala). Proseguiamo, alla rotonda, a destra in direzione di Velate dove andiamo poi verso Camparada e poi verso Lesmo. All'incrocio giriamo a sinistra in direzione di Peregallo e arrivati alla grande rotonda giriamo a destra in direzione di Canonica Lambro. Da Canonica proseguiamo verso Biassono e poi verso Macherio dove ci fermiamo a salutare Luca. Oggi un giro stupendo, anche con il caldo africano ne è valsa la pena. Un percorso duro per il numero dei km percorsi (55) che però da moltissime soddisfazioni in fatto di paesaggi e di sentieri lontano veramente dal traffico. Un grazie a Luca che speriamo di avere ancora con noi per le prossime uscite e un grazie anche ai tanti amici che con le moto o con la bici abbiamo incontrato sul percorso. Grazie anche al Max per le stupende riprese con la telecamera montata sulla bici e grazie al Gas per il suo supporto sulle strade e sui sentieri. Alla prossima.
La mappa sotto riportata non è l'esatta descrizione del percorso, ma è solo una traccia


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