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Percorsi

15/06/2008 Dai sentieri di Calò fino a Valfredda
Note sul percorso
Lunghezza complessiva -
Dislivello superato -
Tempo impiegato -
Pendenza massima in salita -
Pendenza massima in discesa -
Fondo -
Impegno fisico -
Tecnica -
Panorama -
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
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Da vedere sul percorso -
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata -
Meteo della giornata -
Un'altra delle nostre domeniche passata all'insegna dello sport quella di oggi. Il percorso scelto durante la scorsa settimana era abbastanza tosto e quindi l'orario di partenza è fissato per le ore 8:00. Il mattino presto, quando esco con Zak, (6,30) il cielo non è libero da nubi ma c'è un bel cielo azzurro pieno di nuvole bianche. Al mio ritorno a casa però le condizioni atmosferiche sono già leggermente cambiate ed ora sopra di noi ci sono dei bei nuvoloni grigi che però non sembrano carichi di pioggia. Così alle 8:00 eccoci in Via dell'Arco tutti e tre puntualissimi. Il tempo di scambiare quattro chiacchiere e poi subito in sella per iniziare il percorso di oggi. Dobbiamo però fare prima una capatina in Piazza Libertà dove alcuni amici stanno allestendo una vasca che nelle prossime ore potrà ospitare tantissimi modellini di imbarcazioni che salperanno l'acqua per il divertimento di grandi e piccini. Dedichiamo a questo solamente una decina di minuti, poi di nuovo in sella per iniziare la giornata. Andiamo sempre verso il Bosco Urbano e lo attraversiamo dirigendoci poi verso Biassono (il primo tratto dei nostri tracciati parte sempre da qui). Raggiungiamo Biassono e andiamo in direzione di Canonica Lambro dove prima del ponticello (semaforo) giriamo a sinistra per immetterci sul sentiero che costeggia il fiume Lambro. Ci stiamo dirigendo verso Ponte Albiate. Il sentiero, dato le continue piogge dei giorni scorsi in certi tratti è molto scivoloso, anche per le ruote grasse delle nostre mountain bike e quindi la nostra velocità non è molto alta. Dopo esserci fermati sul ponte di legno che attraversa il fiume (il Gas ha deciso di togliersi il giubbetto invernale) ripartiamo e raggiungiamo la frazione Ponte (di Albiate) lasciando per un attimo il sentiero. Adesso per almeno 1 km dobbiamo seguire la strada asfaltata che dopo il ponte inizia a salire (salita regolare) per arrivare nei pressi del Cimitero che troviamo alla nostra sinistra. Prima però di cominciare con i sentieri ci vuole a questo punto una bella tazzina di caffè e quindi proseguiamo diritto per la strada immettendoci in senso contrario alla strada a senso unico davanti a noi. Percorriamo però solo poche decine di metri e ci fremiamo al bar dove il Max paga il sospirato caffè. Riprendiamo a pedalare dopo pochi minuti e questa volta arriviamo al piazzale del Cimitero dove seguendo il tratto asfaltato lo lasciamo alla nostra sinistra e ci immettiamo nel tratto di sentiero che lateralmente ci porta in mezzo ad un campo. Qui una volta c'era la segnalazione del sentiero che va verso Calò, ma quest'oggi con l'erba tagliata e lasciata sul terreno tutto questo è nascosto e quindi dobbiamo cercare il varco che ci porterà in mezzo al bosco davanti a noi. Io e il Max andiamo in avanscoperta, mentre il Gas decide di rimanere ai margini del prato fermo ad aspettare un nostro segnale. E' Max che vede per primo l'uscita sul sentiero e mi chiama ed io a mia volta chiamo il Gas. Pochi minuti ed eccoci in mezzo al fango e alle piante. Il terreno è molto viscido e bisogna stare attenti perchè nonostante le ruote grasse il grip sul terreno è minimo. Dopo aver incontrato bikers che in senso opposto stanno percorrendo il nostro stesso sentiero iniziamo a salire. Piano il primo tratto, ma dopo essere passati sotto le ampie volte del ponte ferroviario la strada inizia a salire in modo più deciso. Non ci aiuta molto il terreno, fangoso, scivoloso ed in alcuni tratti anche pieno di sassi, ma con fatica e sudore (nonostante la temperatura bassina) arriviamo in vista delle prime case di Calò. Il primo tratto l'abbiamo passato adesso però inizierà il tratto più difficile perchè da qui in avanti sarà per un bel pezzo di strada quasi tutta salita. Arriviamo davanti alla Chiesa di Calò e dobbiamo fermarci perchè nel frattempo sopraggiungono i primi concorrenti di una corsa ciclistica (su strada) e quindi non è possibile il passaggio per via delle varie forze dell'ordine presenti in quel tratto di strada. Nel frattempo qualche piccola goccia di pioggia inizia a cadere, ma non ci facciamo nemmeno molto caso perchè è veramente poca roba. Ripartiamo e non appena ci immettiamo sulla strada che deve portarci verso Renate ecco che le condizioni meteo cambiano in peggio. Adesso da qualche goccia inizia a piovere, non con continuità ma le gocce cominciano a farsi sentire. Ci fermiamo giusto il tempo di indossare i nostri KeeWay e magiare un pezzo di cioccolato e poi ripartiamo. Ci dirigiamo adesso verso l'imbocco da Renate del Parco della Valletta. Percorriamo questo tratto per rimanere, come nostro solito, lontano della macchine però anche qui il terreno non è dei migliori ed in alcuni tratti tra fango e pozze d'acqua è quasi impossibile pedalare. Però nemmeno questo ci può fermare ed allora anche sotto una leggera pioggerellina andiamo avanti. Prebone e Dagò sono le nostre mete per poi uscire verso Barzanò e da li iniziare a salire verso Sirtori, Perego  e raggiungere Santa Maria Hoè. Usciamo sulla statale SP51 e qui un'altra volta il tempo cambia in peggio. La pioggerellina si è trasformata adesso in acquazzone ed allora decidiamo di non salire verso la nostra prima meta di oggi, ma di cominciare il ritorno verso casa per via delle pessime condizioni del tempo, che nel frattempo è ancora sensibilmente peggiorato. Sono le 10:30 e davanti a noi ci sono almeno una 20a di Km prima di arrivare a Lissone che, così com'è messo il tempo, dobbiamo percorrere completamente sotto l'acqua. Fortunatamente la strada è tutta in discesa e quindi la velocità, anche con la strada bagnata, è abbastanza sostenuta. Ci dirigiamo verso Peregallo da dove poi proseguiamo in direzione di Biassono costeggiando per un tratto il muro del Parco di Monza. Al parcheggio che troviamo alla nostra sinistra ci immettiamo nella porticina che immette nei suoi sentieri per percorrerne un brevissimo tratto ed uscire alla porta di Biassono (dove c'è il Camping). Qui una volta superata la leggera salita che porta alla provinciale Monza-Carate giriamo a destra e al semaforo a sinistra. Andiamo adesso al lavaggio delle nostre Mountain Bike che sono quasi irriconoscibili dal tanto fango che hanno addosso. Da Biassono a Lissone la pioggia, intanto, anzichè diminuire è aumentata e quando arriviamo siamo veramente fradici ma contenti. Non ci resta che passare ancora una volta in Piazza Libertà per salutare alcuni Amici delle Croce Verde e di altre associazioni e poi subito a casa sotto la doccia per riscaldarci un pochino. Grazie Gas e Max, oggi credo che insieme abbiamo battuto ogni nostro record perchè in queste condizioni, molti altri avrebbero girato la bicicletta e sarebbero ritornati a casa.  Grazie veramente di tutto. Un percorso quello di oggi che catalogo Medio sopra tutto per il primo tratto che da Albiate porta a Calò e per il tratto che da Prebone va a Dagò sempre in leggera salita. I Km di oggi, 50 circa, a cui se il tempo lo consentiva ne avremmo aggiunti almeno una 20a per fare un giro che varrà la pena di rifare non appena le condizioni meteo lo permetteranno.
La mappa sotto riportata non è l'esatta descrizione del percorso, ma è solo una traccia

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