| Un'altra delle nostre domeniche passata
all'insegna dello sport quella di oggi. Il percorso scelto
durante la scorsa settimana era abbastanza tosto e quindi
l'orario di partenza è fissato per le ore 8:00. Il mattino
presto, quando esco con Zak, (6,30) il cielo non è libero da
nubi ma c'è un bel cielo azzurro pieno di nuvole bianche. Al
mio ritorno a casa però le condizioni atmosferiche sono già
leggermente cambiate ed ora sopra di noi ci sono dei bei
nuvoloni grigi che però non sembrano carichi di pioggia.
Così alle 8:00 eccoci in Via dell'Arco tutti e tre
puntualissimi. Il tempo di scambiare quattro chiacchiere e
poi subito in sella per iniziare il percorso di oggi.
Dobbiamo però fare prima una capatina in Piazza Libertà dove
alcuni amici stanno allestendo una vasca che nelle prossime
ore potrà ospitare tantissimi modellini di imbarcazioni che
salperanno l'acqua per il divertimento di grandi e piccini.
Dedichiamo a questo solamente una decina di minuti, poi di
nuovo in sella per iniziare la giornata. Andiamo sempre
verso il Bosco Urbano e lo attraversiamo dirigendoci poi
verso Biassono (il primo tratto dei nostri tracciati parte
sempre da qui). Raggiungiamo Biassono e andiamo in direzione
di Canonica Lambro dove prima del ponticello (semaforo)
giriamo a sinistra per immetterci sul sentiero che costeggia
il fiume Lambro. Ci stiamo dirigendo verso Ponte Albiate. Il
sentiero, dato le continue piogge dei giorni scorsi in certi
tratti è molto scivoloso, anche per le ruote grasse delle
nostre mountain bike e quindi la nostra velocità non è molto
alta. Dopo esserci fermati sul ponte di legno che attraversa
il fiume (il Gas ha deciso di togliersi il giubbetto
invernale) ripartiamo e raggiungiamo la frazione Ponte (di
Albiate) lasciando per un attimo il sentiero. Adesso per
almeno 1 km dobbiamo seguire la strada asfaltata che dopo il
ponte inizia a salire (salita regolare) per arrivare nei
pressi del Cimitero che troviamo alla nostra sinistra. Prima
però di cominciare con i sentieri ci vuole a questo punto
una bella tazzina di caffè e quindi proseguiamo diritto per
la strada immettendoci in senso contrario alla strada a
senso unico davanti a noi. Percorriamo però solo poche
decine di metri e ci fremiamo al bar dove il Max paga il
sospirato caffè. Riprendiamo a pedalare dopo pochi minuti e
questa volta arriviamo al piazzale del Cimitero dove
seguendo il tratto asfaltato lo lasciamo alla nostra
sinistra e ci immettiamo nel tratto di sentiero che
lateralmente ci porta in mezzo ad un campo. Qui una volta
c'era la segnalazione del sentiero che va verso Calò, ma
quest'oggi con l'erba tagliata e lasciata sul terreno tutto
questo è nascosto e quindi dobbiamo cercare il varco che ci
porterà in mezzo al bosco davanti a noi. Io e il Max andiamo
in avanscoperta, mentre il Gas decide di rimanere ai margini
del prato fermo ad aspettare un nostro segnale. E' Max che
vede per primo l'uscita sul sentiero e mi chiama ed io a mia
volta chiamo il Gas. Pochi minuti ed eccoci in mezzo al
fango e alle piante. Il terreno è molto viscido e bisogna
stare attenti perchè nonostante le ruote grasse il grip sul
terreno è minimo. Dopo aver incontrato bikers che in senso
opposto stanno percorrendo il nostro stesso sentiero
iniziamo a salire. Piano il primo tratto, ma dopo essere
passati sotto le ampie volte del ponte ferroviario la strada
inizia a salire in modo più deciso. Non ci aiuta molto il
terreno, fangoso, scivoloso ed in alcuni tratti anche pieno
di sassi, ma con fatica e sudore (nonostante la temperatura
bassina) arriviamo in vista delle prime case di Calò. Il
primo tratto l'abbiamo passato adesso però inizierà il
tratto più difficile perchè da qui in avanti sarà per un bel
pezzo di strada quasi tutta salita. Arriviamo davanti alla
Chiesa di Calò e dobbiamo fermarci perchè nel frattempo
sopraggiungono i primi concorrenti di una corsa ciclistica
(su strada) e quindi non è possibile il passaggio per via
delle varie forze dell'ordine presenti in quel tratto di
strada. Nel frattempo qualche piccola goccia di pioggia
inizia a cadere, ma non ci facciamo nemmeno molto caso
perchè è veramente poca roba. Ripartiamo e non appena ci
immettiamo sulla strada che deve portarci verso Renate ecco
che le condizioni meteo cambiano in peggio. Adesso da
qualche goccia inizia a piovere, non con continuità ma le
gocce cominciano a farsi sentire. Ci fermiamo giusto il
tempo di indossare i nostri KeeWay e magiare un pezzo di
cioccolato e poi ripartiamo. Ci dirigiamo adesso verso
l'imbocco da Renate del Parco della Valletta. Percorriamo
questo tratto per rimanere, come nostro solito, lontano
della macchine però anche qui il terreno non è dei migliori
ed in alcuni tratti tra fango e pozze d'acqua è quasi
impossibile pedalare. Però nemmeno questo ci può fermare ed
allora anche sotto una leggera pioggerellina andiamo avanti.
Prebone e Dagò sono le nostre mete per poi uscire verso
Barzanò e da li iniziare a salire verso Sirtori, Perego e
raggiungere Santa Maria Hoè. Usciamo sulla statale SP51 e
qui un'altra volta il tempo cambia in peggio. La
pioggerellina si è trasformata adesso in acquazzone ed
allora decidiamo di non salire verso la nostra prima meta di
oggi, ma di cominciare il ritorno verso casa per via delle
pessime condizioni del tempo, che nel frattempo è ancora
sensibilmente peggiorato. Sono le 10:30 e davanti a noi ci
sono almeno una 20a di Km prima di arrivare a Lissone che,
così com'è messo il tempo, dobbiamo percorrere completamente
sotto l'acqua. Fortunatamente la strada è tutta in discesa e
quindi la velocità, anche con la strada bagnata, è
abbastanza sostenuta. Ci dirigiamo verso Peregallo da dove
poi proseguiamo in direzione di Biassono costeggiando per un
tratto il muro del Parco
di Monza. Al parcheggio che troviamo alla
nostra sinistra ci immettiamo nella porticina che immette
nei suoi sentieri per percorrerne un brevissimo tratto ed
uscire alla porta di Biassono (dove c'è il Camping). Qui una
volta superata la leggera salita che porta alla provinciale
Monza-Carate giriamo a destra e al semaforo a sinistra.
Andiamo adesso al lavaggio delle nostre Mountain Bike che
sono quasi irriconoscibili dal tanto fango che hanno
addosso. Da Biassono a Lissone la pioggia, intanto, anzichè
diminuire è aumentata e quando arriviamo siamo veramente
fradici ma contenti. Non ci resta che passare ancora una
volta in Piazza Libertà per salutare alcuni Amici delle Croce
Verde e di altre associazioni e poi subito a
casa sotto la doccia per riscaldarci un pochino. Grazie Gas
e Max, oggi credo che insieme abbiamo battuto ogni nostro
record perchè in queste condizioni, molti altri avrebbero
girato la bicicletta e sarebbero ritornati a casa. Grazie
veramente di tutto. Un percorso quello di oggi che
catalogo Medio sopra tutto per il primo tratto che da
Albiate porta a Calò e per il tratto che da Prebone va a
Dagò sempre in leggera salita. I Km di oggi, 50 circa, a cui
se il tempo lo consentiva ne avremmo aggiunti almeno una 20a
per fare un giro che varrà la pena di rifare non appena le
condizioni meteo lo permetteranno. |