| Oggi primo giorno di ora legale, ma
l'appuntamento è sempre fisso alle ore 9:00 in Via
dell'Arco. Non c'è con noi il Max ma ecco che arriva un
nuovo amico, Carlo, che ha visitato il nostro sito ha deciso
di provare con noi un'escursione diversa. La nostra meta di
oggi è Lambrugo, in mezzo alla verde Brianza, però per
arrivare dobbiamo percorrere un bel tratto di asfalto, che
però in certi casi riusciamo a tenere lontano grazie ad
alcune vie e stradine che oramai conosciamo alla perfezione.
Usciamo da Via Di Vittorio e arriviamo alla rotonda, dove
giriamo a sinistra per Viale Martiri della Libertà. (è
l'ultimo pezzo quello che poi arriva alla frazione
Bareggia). Arrivati al termine del Viale giriamo a destra
per Via Enrico Toti che percorriamo tutta ed arriviamo alla
curva dove inizia Via Cardinal Ferrari. Qui proseguiamo
diritto per Via Edison per immetterci nel tratto sterrato di
Via Dosso e dopo la ferrovia, che attraversiamo, continuiamo
diritto per Via Rivera fino ad incontrare il semaforo di di
Via Battisti. Noi comunque lo attraversiamo e proseguiamo
diritto verso Carate Brianza (stiamo percorrendo la strada
asfaltata che ci porta nella zona industriale). Raggiungiamo
così il semaforo di Via Giuseppe Garibaldi dove giriamo a
sinistra in direzione di Verano Brianza. Sempre diritto fino
a superare il sottopasso della Strada Statale del Lago di
Como e dello Spluga e arriviamo alla frazione di Robbiano di
Giussano. Al primo semaforo dopo il ponte, a destra, c'è Via
Cesare Battisti che imbocchiamo per seguire Via Monte San
Michele e quindi in cima allo strappetto Via Pasubio. Quando
termina il leggero tratto in discesa c'è davanti a noi
Cascina Lazzaretto che lasciamo alla nostra sinistra ed
imbocchiamo la sterrata che a fianco che ci porterà in Via
Tofane. All'incrocio giriamo a destra per immetterci in via
Resegone, dove la strada gira attorno a nuove costruzioni
residenziali diventando per un tratto sterrato e si congunge
poi con la statale SP9 Vallassina. Qui giriamo a destra in
direzione di Inverigo e questo è un tratto completamente
asfaltato. Arriviamo alla rotonda di Lurago d'Erba dove ci
fermiamo a sorseggiare il solito caffè che Carlo ci offre
(grazie Carlo). Riprendiamo a pedalare dopo pochi minuti e
andiamo in direzione di Lambrugo. (percorriamo in questo
tratto la strada a destra della rotonda, che è segnalata
come strada chiusa, ma il transito per le biciclette è
possibile. Dopo un centinaio di metri ci immettiamo sulla
statale SS342 (Via Bergamo) che però lasciamo quasi subito
per girare a sinistra al cartello che indica Lambrugo
Centro. La strada qui è tutta discesa ed andiamo in
direzione di Merone. Passiamo davanti al ristorante
il Corazziere e da via Cesare Battisti imbocchiamo a
destra una stradina che ha un'indicazione un percorso
ciclabile chiuso al traffico. Non lo abbiamo mai percorso e
quindi perchè non provarlo? Detto fatto, ma prima dobbiamo
chiedere ad alcune persone che sono ferme prima della sbarra
che ostruisce il sentiero ai mezzi a quattro ruote dove
effettivamente portano questi sentieri. L'indicazione è
quella che seguendoli arriviamo fino a Costa Masnaga ed
allora inziamo a pedalare in mezzo ai campi. Una quiete
bellissima lontano dalle auto, dai rumori e dal caos che ci
serve per ritempare un pò la mente e lo spirito. Ovviamente
non conoscendo perfettamente questo tratto di strada ogni
tanto sbagliamo nel prendere un sentiero oppure un'altro, ma
grazie alle persone che incontriamo, molto disponibili ad
indicarci il percorso, possiamo fare il giro completo delle
colline che da Lambrugo portano fino a Costa Masnaga. Sono
però arrivate le 11:00 e quindi dobbiamo pensare già al
ritorno perchè il gas ha un'appuntamento per oggi nel primo
pomeriggio e quindi non può arrivare a casa molto tardi.
Così lasciamo le bellissime stradine che oggi hanno
costeggiato campi, ville, cascine e ritorniamo sulla strada
asfaltata che ci porterà nuovamente a Lissone, dove
arriviamo in un orario decente (12.30) dopo aver percorso
circa 60 km. Grazie a Carlo e Gas per una bella mattinata di
sport e divertimento. A Carlo grazie della compagnia
speriamo di riaverti con noi. |