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Dal Borgo di Mensanello a Assisi in mountain bike

   
Tappa Torgiano - Assisi Km Disl
5 53 621
Salutiamo Torgiano, arroccato sulla collina, e imbocchiamo via Olivello e la seguiamo fino ad incrociare la  SP403  dove giriamo a destra e ne percorriamo all'incirca 2,3 km arrivando alla piccola frazione di Signoria. Proseguiamo fino a trovare il cartello dell'ingresso del comune di Bettona e giriamo a sinistra portandoci su via Salceto, una bella stradina che attraversa dei bellissimi uliveti e dei grandi prati coltivati e termina dopo 2 km quando incrocia via Ponte di Ferro.
Giriamo a sinistra e raggiungiamo e superiamo sul ponte il fiume Chiascio (Il Chiascio, detto anche Chiagio (in latino Clasius), è un affluente del fiume Tevere che nasce a 850 m s.l.m. fra i monti di Gubbio e gli Appennini. Il fiume è citato, pur senza essere nominato, da Dante Alighieri nel Canto XI del Paradiso quando il Sommo Poeta inizia la descrizione dell’area di Assisi: ”Intra Tupino e l'acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo”… laddove per “l’acqua che discende dal colle eletto” si intende proprio il fiume Chiascio.)e al successivo bivio giriamo a destra percorrendo la stradina asfaltata per soli 400 m poi giriamo a destra, alla prima traversa, e seguiamo la strada bianca. Con una deviazione a sinistra la strada bianca termina e siamo adesso sul tratturo che passa accanto al bosco e poco distante dalla sponda del torrente e successivamente attraversa un grande pratone e termina quando arriva all'incrocio con via Passerella.
Giriamo a destra e seguiamo la stradina asfaltata per 600 m,  dopodiché giriamo a sinistra per percorrere la breve stradina sterrata che aggira alcune case e che ci porta su via San Martino e all'incrocio con la  SP404 . Tenendo la sinistra arriviamo subito a bivio e adesso teniamo la destra per imboccare via Torte che prosegue in modo pianeggiante tra i campi. Quando incontriamo il bivio, alla nostra destra ci sono dei cipressi, proseguiamo diritto e seguendo sempre la stradina arriviamo all'incrocio con la  SP408 , strada provinciale di Tordandrea.
Giriamo a sinistra e arrivati a fianco di una casa giriamo a destra e prendiamo la sterrata che attraversa un bel pratone ed arriva a ridosso del bosco. Poco dopo superiamo il piccolo ponticello che attraversa il fiume Topino (affluente del fiume Chiascio) e seguendo il tratturo sulla sponda opposta attraversiamo una serie di campi coltivati e raggiungiamo il bivio con via Pantano. Proseguiamo sempre diritto e lasciamo il territorio comunale di Bettona e ci troviamo poi in località Vocabolo Pantani dove proseguiamo sempre per arrivare prima alla località Vocabolo delle Volpi e successivamente sulla sponda sinistra del fiume Topino. Siamo arrivati nel territorio comunale di Cannara e seguendo il rettilineo della stretta stradina asfaltata seguiamo il corso del fiume ed esattamente dopo un chilometro incontriamo le prime case del comune.
Entriamo nel centro storico della bella cittadina dove San Francesco si dice abbia ideato il Terz'Ordine Francescano e dove ha fatto la celeberrima Predica agli Uccelli. Passeremo per la Chiesa di San Biagio (Sec. XIII), la Parrocchiale di San Matteo (Sec. XIV) l'Auditorium comunale (Ex chiesa di San Sebastiano Sec. XII) Chiesa di San Francesco (Sec. XV), la Chiesa della Buona Morte (ovvero delle Sacre Stimmate di San Francesco).
Lasciamo le stradine del borgo e passato il ponte sul fiume Topino giriamo a destra su un breve tratto della provinciale  SP410  e seguiamo poi a sinistra via Portella della Ginestra e via Mascetto che ci porta in direzione del golf. All'incrocio giriamo a destra e seguendo via Vaone arriviamo all'incrocio nuovamente sulla  SP410 . Giriamo a sinistra e ne percorriamo 800 m per poi girare a destra e imboccare via Feccioli che appena oltrepassato il km 25 arriva al trivio con via Torre Acquatino e via Ponte Ruito che seguiamo a sinistra per lasciare il comune di Cannara ed entrare in quello di Spello.
La stradina passa nel mezzo delle Regione Agraria e passa accanto a qualche casa ed a qualche piccola fattoria ed al km 26,5 arriva al bivio con via Crocifisso. La imbocchiamo e al bivio successivo teniamo la sinistra e proseguiamo adesso sulla sterrata di via Campodonico. La strada arriva poi ad un incrocio dove giriamo a destra e raggiunge l'altro incrocio con via Cà Rapillo. Giriamo a sinistra ed arriviamo al ponte che attraversa la linea ferroviarie e successivamente allo svincolo della  SS75  che passiamo per procedere in direzione della bella cittadina di Spello (che fu dichiarata da Augusto "Splendidissima Colonia Julia") che già vediamo alla nostra sinitra.
Entriamo all'interno della cittadina da Porta Consolare (ingresso principale della città romana, in calcare del Subasio, con torre quadrata medievale) e potremo ammirare anche le altre porte ci accesso come Porta Venere (così chiamata nel Seicento per la vicinanza con un tempio dedicato alla dea della bellezza) ed inoltre il Palazzo Comunale, la Collegiata di Santa Maria Maggiore (Sec. XIII), la Chiesa della Misericordia (Sec. XIV), la Chiesa di San Lorenzo (Sec. XII), la Chiesa di San Biagio (Sec. XV) e il Monastero delle Clarisse  quando usciamo da Porta dell'Arce o dei Cappuccini quella posta a settentrione del borgo.
Seguiamo via Poeta e dopo la curva a sinistra, della strada, teniamo la destra e ci immettiamo su via degli Ulivi una bellissima stradina bianca tra una distesa di uliveti che ci guiderà, ai piedi del Monte Subasio, verso la località di Rivotorto dove troviamo la bellissima chiesa e Santuario di Rivotorto (Il Santuario, eretto in stile neo-gotico nel luogo dove esisteva una precedente chiesa distrutta da un terremoto nel 1854 custodisce al suo interno il Sacro Tugurio, una semplice costruzione che ricorda il luogo dove San Francesco visse per qualche tempo con i primi dodici frati, quelli con i quali nel 1209 si recò a Roma per chiedere al Papa Innocenzo III l’approvazione del suo “proposito di vita”).
Lasciato il Santuario proseguiamo sempre diritto per poche centinaia di metri e arriviamo al Cimitero Militare Inglese (dove riposano 945 soldati)  e da dove proseguiamo verso Santa Maria degli Angeli percorrendo il lungo rettilineo di via del Sacro Tugurio e successivamente, dopo la piccola cappella alla nostra destra, via Santa Maddalena arrivando nei pressi del teatro Lyrick dove prendiamo a sinistra il sottopasso che attraversa la linea ferroviaria.
Risalita dalla parte opposta siamo in via F. Di Bartolo e arriviati alla rotonda proseguiamo ancora diritto fino alla successiva e poi girando a destra proseguiamo verso via Los Angeles ed arriviamo davanti al grande piazzale della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli (Sec. XVI) dove al suo interno è presente la Porziuncola (Sec. IV) che fu costruita da Eremiti provenienti dalla Palestina e fu la terza Chiesa riparata da San Francesco dopo la vocazione. Fu in questo luogo, in cui amava sostare in pace, che nel 1205 (Sec. XIII) fondò l'Ordine francescano. In questo luogo morì il 3 ottobre 1226.
Sempre all'interno della Basilica potremo visitare la Cappella del Transito (In origine era l'infermeria del convento originario, la sua fama è data dal fatto che qui San Francesco morì il 3 ottobre 1226 e finì di comporre il Cantico delle creature.)  Inoltre potremo spostarci verso il Roseto (luogo è famoso per un avvenimento che ha coinvolto San Francesco: una notte, infatti, il Santo, preso da forti dubbi e dal rimorso del peccato, si rotolò nudo nel roseto spinoso. Tale roseto, narra la tradizione, al contatto con il corpo del Santo perse tutte le spine così da non arrecargli alcun danno. Ancora oggi il roseto fiorisce senza spine.)
Lasciamo la bellissima Basilica e uscendo a sinistra su viale Patrono d'Italia oltrepassiamo il passaggio a livello ed arrivati alla rotonda giriamo a destra su via A. Manzoni e alla rotonda successiva prendiamo la terza uscita e proseguiamo su via G. Borsi. La stradina si snoda nel mezzo dei campi e dopo un bivio diventa via H. A. Taine che ci offre sullo sfondo un bellissimo paesaggio in cui vediamo Assisi e alla sinistra la Basilica di San Francesco e le mura del Sacro Convento. Passiamo due case rurali e arriviamo al bivio con via Francesca dove giriamo a destra e ne percorriamo 1,8 km arrivando al bivio con via Cantico della Creature. Giriamo a sinistra ed iniziamo la salita verso Chiesa di San Damiano che raggiungiamo dopo un chilometro e dove le pendenze della strada salgono notevolmente. Siamo nella parte meridionale della città ed in questo luogo San Francesco pregando davanti al Crocefisso e dopo aver chiesto insistentemente luce per il suo cammino, fede e speranza, lo sente parlare e chiedergli per tre volte di "riparare la sua casa che va in rovina". La Chiesa fu poi la casa delle Monache "Clarisse" che vi soggiornarono dal 1212 al 1260.
All'interno della Chiesa si trovano: nella Cappella a destra un bellissimo Crocefisso Ligneo (Sec. XVII) opera di  Innocenzo da Petralia, l'Abside, l'Altare Maggiore, il Tabernacolo e il Coro dei monaci. Sull'arco, sopra l'Abside, c'è il Crocefisso (quello presente è la copia) che parlò al Santo. In questo luogo San Francesco iniziò la scrittura del Cantico delle creature. Nella parte retrostante sarà possibile entrare nel Chiostro da dove è possibile visitare "Il Refettorio" con gli arredi lignei originali dove un vaso di fiori e un crocefisso indicano il posto occupato da Santa Chiara. Il Convento, con il coretto delle Clarisse, la nicchia o caverna segreta di San Francesco (dove si nascondeva per sfuggire alle ire paterne). Il Giardino di Santa Chiara, l'Oratorio di Santa Chiara e il dormitorio delle monache (In questo luogo, santa Chiara, nella notte di Natale del 1252, per singolare miracolo, poté vedere le sacre funzioni celebrate nella Basilica di San Francesco in Assisi).
Lasciamo questo luogo di quiete e ci dirigiamo adesso verso la città e non sarà facile neppure in questo tratto perchè la stradina effettivamente ha una bella pendenza, ma fortunatamente non è molto lunga, e arriviamo sulla statale  SS147 , strada statale di Assisi e la strada sarà ancora in salita, ma qui le pendenze scendono, e tenendo la destra arriviamo alla rotonda e ci teniamo adesso a sinistra per percorrere via Madonna dell'Olivo e poco dopo superiamo Porta Nuova e siamo all'interno del centro storico.
Percorriamo via Borgo Aretino e alla nostra sinistra troviamo la Basilica di Santa Chiara (Sec. XII) al cui interno troviamo l'Oratorio del Crocefisso (Francesco) Era già del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo, quando, un giorno, passò accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all'improvviso - cosa da sempre inaudita!  L'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra, «Francesco, gli dice chiamandolo per nome - va', ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in  rovina». Francesco è tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Ma, a dir vero, poiché neppure lui riuscì mai ad esprimere la ineffabile trasformazione che percepì in se stesso, conviene anche a noi coprirla con un velo di silenzio), la Cripta
dove si custodisce il corpo di santa Chiara, rinvenuto nel 1850 sotto l'altare maggiore. (L'ambiente venne costruito, dopo il ritrovamento, in forme neogotiche tra 1851 e il 1872 e risistemato nel 1935. Inoltre, nella cripta si conservano alcune preziose reliquie francescane, tra le quali si notano: Tonaca, mantello e cappuccio di santa Chiara; Camice da diacono di san Francesco d'Assisi, ricamato da santa Chiara; Reliquiario a cofanetto con i capelli di santa Chiara; Regola delle Clarisse, dettata da santa Chiara due giorni prima della morte.
Riprendiamo il nostro itinerario e seguendo via Mazzini arriviamo in piazza del Comune dove troviamo il Palazzo Comunale, il Palazzo del Capitano del Popolo, la Torre e la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Proseguendo sempre tra le strette stradine della cittadina andiamo adesso verso la Basilica Papale di San Francesco. All'interno si trovano davvero dei veri tesori di arte ma sopra tutto si sente un'aria differente e se anche ci sono tantissimi visitatori si è presi da una sorta di pace interiore che non ti fa nemmeno sentire il vocio delle tante persone che ti stanno attorno. Visitiamo per prima la Chiesa Superiore con affreschi di Giotto e Cimabue che è è adibita alle funzioni liturgiche di carattere ufficiale, come testimonia la presenza del trono papale nell'abside. Dalla Chiesa Superiore si accede al Chiostro del Sacro Convento di San Francesco e da una porta laterale è possibile scendere nella Chiesa Inferiore (Sec. XIII) dove fu traslato il corpo del santo deposto in un sarcofago sotto l'altare maggiore, dov'è tuttora conservato in una piccola cripta da cui si accede tramite una scala. Ai quatto lati della tomba di San Francesco sono stati sistemati i corpi dei Beati, Angelo, Leone, Masseo e Rufino. Gli affreschi della chiesa sono stati eseguiti da Giotto, Cimabue e Simone Martini. La chiesa inferiore ha la funzione di chiesa sepolcrale.
Torgiano - Assisi