| Tipo di Percorso |  | | Km percorsi | 14 | | Tempo di percorrenza | 3,50 | | Meteo della giornata |  |  | | Tipo di terreno | Asfalto. Sterrato, sentiero | | Paesaggio | Prealpi, Lago di Como |   |
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| Vado o non vado a fare il Bisbino ? Le previsioni davano neve su tutta l'Italia settentrionale anche in pianura, e visto che l'arrivo è a quota 1.300 la possibilità di trovarmi in mezzo ai fiocchi di neve sembrava fortemente realistica. Alla fine, poco convinto circa l'evoluzione meteo, alle 11.00 mi sono trovato a Cernobbio, dove nel frattempo il sole era spuntato tra le nuvole, pronto per l'ascesa al M.te Bisbino e per i suoi 33 tornanti. Partenza da Cernobbio (210mt) con 2°C e 0° previsti a 500 m.t. slm. Lascio alle mie spalle il comodo parcheggio (2 euro dalle 10.51 alle 14.51) e inizio a salire lungo la strada che, fatto salvo il bivio per Casnedo, mi porterà senza deviazioni di rilievo e dopo circa 13 chilometri, sul piazzale a pochi metri dalla vetta del M.te Bisbino. La prima parte del percorso, sino a Rovenna, si sviluppa tra belle abitazioni e alcuni piccoli agglomerati di case che si affacciano - uno spettacolo - sul sottostante bacino lacustre. Salendo, si cambia spesso il senso di marcia avendo così la possibilità di ammirare le montagne del triangolo lariano verso nord ovvero, il lago di Como, nei tratti verso sud; si supera il bivio per Casnedo, tenendosi a destra e, dopo un chilometro, circa si raggiunge Rovenna (442 m.t. slm). Qui, in corrispondenza di un bel cippo con l'iscrizione "Strada Vittorio Emanuele --> al Bisbino", si piega a destra e si esce dall'abitato. La salita continua con regolarità e si incontrano un paio di tornanti con fondo in acciottolato, gli ultimi rimasti dopo le recenti asfaltature Ci si spinge in direzione nord con negli occhi l'emozionante vista della dorsale lariana innevata. Giunti sopra Lenno si ritorna verso sud con il lago sulla nostra sinistra e Como di fronte a noi, raggiungendo un piccolo insediamento abitativo ed entrando nella valle della Colletta. Si supera Madrona (855 m.t. slm) e ci si inoltrando nel bosco dove compaiono le prime chiazze di neve e le conifere prendono il posto dei faggi presenza costante nella fase centrale della salita. Mentre percorro il lungo rettilineo da cui si intravede la vetta e il grande ripetitore posto nelle sue vicinanze, il bosco cambia completamente il suo aspetto, diventando completamente ammantato di neve. Anche il fondo stradale ormai non ha più chiazze d'asfalto e da quota 1.100 ci sarà solamente neve; mi diverto a fare qualche piccolo scatto per testare la tenuta dei pneumatici: tengono bene soprattutto se si va a cercare la parte della sede stradale con accumuli di neve. In breve raggiungo l'Alpe Piella e dal li punto dritto alla vetta fermandomi giusto il tempo per fare qualche fotografia (visibili su Picasa galleria GMPbike e/o Piero Brambilla) da uno degli ultimi tornanti; il panorama verso nord è veramente notevole e secondo solamente a quello che troverò in vetta. Ancora due cambi di direzione ed eccomi al piazzale della vetta; nel frattempo il cielo si è decisamente aperto e dalla cima mi godo la vista emozionante della catena alpina con il gruppo del Rosa in grande evidenza e carico di neve caduta recentemente. Sono molto soddisfatto, soprattutto ripensando alla incertezza dovuta alle previsioni meteo, che mi ha accompagnato sino alla partenza. Purtroppo le condizioni di innevamento mi hanno fatto desistere dal compiere in solitaria la discesa off-road in versante elvetico; è solo rimandata di qualche mese magari con gli amici GMPbike. In ogni caso resta la soddisfazione di una bella ascesa (1.089 metri di dislivello in 1.59) con bellissimi panorami che erano resi ancora più particolari dalle condizioni di luce odierne. Unici nei, una "toma" senza conseguenze proprio mentre, in discesa, stavo saggiando le qualità di tenuta dei pneumatici ed il freddo. Le previsioni meteo sono state imprecise per quanto riguardavano le precipitazioni nevose ma sono state estremamente precise, anzi inesorabilmente precise, per ciò che riguardava le temperature, assolutamente accettabili in salita ma molto meno in discesa. La discesa durata 40 minuti è stata, caratterizzata da un freddo molto intenso, localizzato soprattutto alle mani e un po' meno ai piedi (calze da sci, scarpe invernali e soprascarpe) La temperatura all'interno del bosco, da quota 1.300 a 900 era intorno ai -2°C/2°C; sicuramente quella percepita e quella "sentita" in discesa, dove fuori dal tratto innevato, si viaggiava tra i 30 e 35 km/h erano di qualche grado sotto lo zero. Al mio arrivo a Cernobbio, avevo le mani talmente intirizzite che ho dovuto chiedere ad un passante, la cortesia di sganciarmi il casco. La prossima volta mi metto i guanti da sci … riscaldati !
Ciao a tucc Massimo | | | Visualizzazione ingrandita della mappa
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