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| Tipo di Percorso |
Mountain Bike |
| Difficoltà |
Media:
presenta qualche tratto su mulattiera
abbastanza tecnico, da percorrere con
attenzione. |
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Tempo di percorrenza |
4 H 21 min |
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Lunghezza |
28,3 KM |
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Pendenze |
Up |
1074 mt |
Down |
1072 mt |
| Tipo di terreno |
30% su asfalto, soprattutto il
ritorno da Dolcedo a Pantasina |
| Da vedere sul percorso |
Arte:
alcune chiesette rurali abbandonate e la
chiesa di Santa.Marta, l'abitato di Valloria
e la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di
Prelà
Natura e
paesaggio: la vista
fenomenale che sui numerosi belvedere si può
ammirare. |
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Pianavia - Santa - Marta (anello) |
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L'obiettivo finale del giro di oggi è quello di arrivare
fino alla bellissima cappelletta di
Santa Marta, posta a circa 700 m s.l.m. ed abbastanza
isolata, lungo sentieri che non ho ancora percorso. Questo è
un luogo molto bello con numerosi prati ed i tavolini posti
dalla Pro Loco di Tavole. In
estate è meta di molti escursionisti amatoriali. Il percorso
ad anello che parte e torna da
Dolcedo è spesso percorso anche da corridori, nella zona
ci sono anche alcuni cavalli allo stato brado. Il percorso
parte da
Pianavia; da qui rapidamente si va a
Pantasina e poi verso il
Santuario della Madonna della Guardia
(seguire le indicazioni verso il
Colle d'Oggia), subito sopra l'abitato. Da qui,
qualche metro prima della chiesa parte una strada in discesa
inizialmente cementata (chiaramente indicata). Si seguono i
cartelli posti dalla provincia di
Imperia (sentiero 72T) in
senso contrario. Dopo qualche curva fra le fasce occorre
fare caso alla deviazione sulla sinistra: si abbandona la
strada fra le fasce di ulivi per imboccare un sentiero
inizialmente in piano e successivamente ripido, con qualche
tratto lungo una mulattiera in abbandono (nel caso si perda
la deviazione non è un problema, la strada si ferma poco
sotto e nel caso basta ripetere a ritroso il percorso).
Questo tratto di mulattiera riporta su una seconda strada
sterrata fra le fasce che porta rapidamente ad una chiesetta
in costa (non ne conosco il nome), basta seguire i cartelli
del sentiero 72T al contrario.
Da qui si può ammirare un bel panorama su
Dolcedo e
Prelà a sud e Villa Talla
a nord. La strada prosegue al fianco della chiesa e, dopo
poco, si ricongiunge con l'anello della
Valle Prino, già descritto in
un altro percorso. Qui il percorso prosegue in falso piano,
fino a Canneto. Giunti
nell'abitato, si seguono subito i cartelli per
Canneto Inferiore (che parte
sotto la strada). Una volta a raggiunto basta seguire
l'unica strada del paese senza deviazioni, arrivando fino a
Prelà. Questa parte del percorso è già stata descritta
nel giro "Anello
della val Prino". Si sbuca proprio al fianco della
antica Chiesa di San Giovanni del
Groppo di
Prelà. Da qui si segue la strada asfaltata che sale fino
a Valloria. Salendo sui lenti
e brevi tornanti superiamo il piccolo borgo di
Costiolo, antico centro
difensivo della valle con resti del "Romitorio"
(luogo nel quale veniva concessa ospitalità ai pellegrini)
ormai coperto da folta vegetazione. Incontriamo quindi il
bivio per
Valloria (già
Vallis Aurea). Nonostante
siano segnate da evidenti frecce rosse, consiglio di
ignorare le deviazioni segnate, anche se tagliano via molta
strada sono pensate per gli escursionisti a piedi e sono
assolutamente impedalabili in salita (in un precedente giro
ho dovuto spingere la bici tutto il tempo). Poco prima
dell'abitato parte sulla destra una strada in salita che
riporta le indicazioni per la Chiesa
di San Giuseppe. Si giunge alla chiesa con qualche
breve strappo. Prima di arrivare ignorate le deviazioni per
Tavole. Qui possiamo fare la
prima tappa del giorno, il posto è buono per uno spuntino:
la chiesa sorge in un punto panoramico che in alcune
giornate offre una vista del mare fino al profilo della
Corsica e ci sono tavoli e panche. La strada, poco dopo,
si biforca ed occorre seguire la deviazione a destra in
leggera salita. Qui la strada sale con alcuni ripidi strappi
e senza deviazioni si arriva dritti fino alla chiesetta di
Santa Marta (ci sono circa 500
mt di dislivello da fare). Salendo si incontrano un paio di
volte i segnali della strada che verrà fatta in discesa (una
pennellata bianca ed una rossa). Per arrivare alla chiesa
non ci sono particolari cartelli, l'unico che si trova è
circa 600 mt prima della chiesa e riporta anche
l'indicazione di una fonte di acqua poco lontana (1000mt),
ma io non mi sono spinto fino li e non saprei dire se sia
potabile. Inoltre lungo questo tratto di strada è facile
trovare qualche amico a 4 zampe che apprezza biscotti e
fette di mela.. Una volta giunti alla chiesa si può fare
pausa, il posto è molto bello con alcuni bei prati e la
possibilità di fare picnic. Spesso in estate vi si trovano
delle comitive. Giunti al momento di partire, lasciandosi la
chiesa alle spalle si imbocca una mulattiera che va verso
Dolcedo. Ignorate la deviazione verso
Valloria. Il rientro avviene lungo un sentiero a
tratti facile ed in qualche punto più da enduro (al limite
nei punti difficili meglio scendere dalla bici e spingere).
In questo tratto occorre fare attenzione, lo stesso percorso
è seguito spesso da appassionati di corsa in montagna. La
traccia si riunisce alla strada di andata. Occorre seguire i
cartelli che vanno per il Santuario
dell'Acquasanta. In un precedente giro "Anello
della Valle Prino" da questo punto ero andato verso il
Santuario, ma questa volta la traccia salta il santuario per
arrivare, proseguendo in costa (questo tratto tutto su
stradina cementata o sconnessa a tratti), direttamente a
Dolcedo. La deviazione da prendere si trova su una curva
a gomito in discesa. La strada corretta continua dritta su
terreno, mentre per andare verso il santuario occorre girare
a destra su cemento. Seguendo questa strada si arriva dritto
a
Dolcedo, dietro la chiesa del paese. Qui si richiude il
giro risalendo verso Pantasina
tramite Molini di Prelà. |