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| Tipo di Percorso |
Mountain Bike |
| Difficoltà |
Impegnativo:
per la salita e per i tratti
di sterrato generalmente impegnativi per il
fondo sconnesso |
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Tempo di percorrenza |
- |
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Lunghezza |
79,8 KM |
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Pendenze |
Up |
2180 mt |
Down |
2165 mt |
| Tipo di terreno |
Asfalto: 70%, i tratti di sterrato
sono abbastanza tecnici |
| Da vedere sul percorso |
Arte:I
numerosi paesi incontrati lungo il percorso
(in particolare Torria, Chiusanico e Borgo
D'Oneglia), le numerose chiese rurali (in
particolare il santuario della N.S. Della
Neve) e gli eventi del Monte Grande
Natura e
paesaggio: Il Colle d'Oggia,
il bosco di Rezzo, il Monte Grande ed in
generale le cime che delimitano il bacino
idrogeologico del torrente Impero |
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4 Settembre 2010 - Circumnavigazione Valle
Impero |
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Il giro di oggi prevede di fare il giro completo della valle
Impero, passando in altura, con una breve escursione sulla
vetta del Monte Grande, vista la ricorrenza. Il giro sarà
quasi tutto su asfalto, e per fare gambe è ottimo. Da
Pianavia si parte per il Colle d'Oggia, una salita di circa
15 km che ci porta quasi a quota 1000 mt. Da qui si prende
la deviazione per S. Bernardo di Conio. Fino a questo punto
la strada è semplice, tutta asfaltata e c'è solo da
pedalare. Da S. Bernardo di Conio si prende la deviazione
dapprima per Rezzo e dopo per il passo Teglia, tenendosi
sempre sulla sinistra, bellissimo in questo tratto il famoso
bosco di Rezzo. Questo tratto ci fa superare i 400 metri
circa che ancora mancano alla prima deviazione fuori strada.
Giunti al passo si prende la deviazione per le Caselle di
Fenaira ed il Monte Grande sulla sinistra. Da questo stesso
punto parte un altro stupendo sentiero verso il Colle di
Garezzo che poi si ricongiunge in quota alla via del Sale,
Il grosso del dislivello ce lo siamo lasciati alle spalle e
questo passo è veramente un ottimo punto per andare in molte
direzioni. Comunque sia la strada che imbocco questa volta
mi porta al Monte Grande tramite un piccolo sentiero,
inizialmente ostruito dai numerosi alberi (principalmente
noccioli) schiantati dal peso della neve invernale. Spesso
infatti non si riesce a pedalare a causa dei grossi rami
piegati. Il sentiero si congiunge poi con una strada
parzialmente gippabile che in costa porta alla cime del
Monte Grande Il sentiero della battaglia del Monte Grande
(4-5 settembre 1944). Sul finire dell'estate 1944 le forze
tedesche e fasciste avevano accerchiato le formazioni
partigiane riparate nella zona del bosco di Rezzo. Caposaldo
dell'operazione erano le postazioni della cima di Monte
Grande in grado di battere con il loro fuoco un vasto raggio
di territorio delle valli circostanti. Per uscire
dall'accerchiamento l'azione partigiana prese le mosse da S.
Bernardo di Conio e dal soprastante Monte Aurigo, da dove si
diressero i tiri di due preziosi mortai da 81 mm che
iniziarono a martellare le posizioni tedesche. Quindi il
distaccamento d'assalto "Garbagnati" composto da 17 uomini
guidati da "Mancen" e "Stalin" si portò sotto le pendici di
Monte Grande e a sorpresa diede l'assalto con lancio di
bombe a mano e raffiche di armi automatiche leggere, avendo
la meglio nonostante la superiore potenza militare tedesca.
Così l'accerchiamento delle formazioni partigiane fu rotto e
si aprì una via di scampo. Dalla cima ci sono due
possibilità per scendere, tenendosi sulla sinistra prima
della cima si incontra una deviazione che porta in cresta
fino a S. Bernardo, oppure oltrepassando la croce si scende
ripidi verso il Colle D'Oggia. Dopo una breve pausa sulla
cima ho scelto questa seconda opzione. Il sentiero in
discesa è decisamente troppo ripido per essere pedalato, a
parte qualche tratto, ed occorre essere davvero bravi o
coraggiosi per stare in sella. Il risultato è che si deve
portare la bici al fianco per un bel pezzo. Comunque sia,
giunti nuovamente sulla provinciale si ritorna a S.
Bernardo. Da qui si riprende l'asfalto lungo la SP21 che
porta al Colle S. Bartolomeo, a Cesio e quindi alla
deviazione per il passo delle Ginestre (indicata con il
cartello per Andora). Qui, sempre su asfalto si sale fino al
passo delle Ginestre, dove inizia un lungo tratto sterrato.
Si seguono in questa parte di percorso le indicazioni per il
sentiero 73C. Ad un certo punto, in corrispondenza di uno di
questi cartelli il sentiero devia sulla destra per scendere
rapidamente verso il santuario della N.S. della Neve. Questo
è sicuramente il tratto più difficile del percorso in quanto
è pedalabile e ripido, occorre fare attenzione ai profondi
solchi lasciati dalle acque ed al fondo in scaglie di
scisti, leggermente scivolose. La discesa termina
all'abitato di Torria (bellissimo paese appoggiato su una
cresta a mezza costa). Da qui si prosegue per Chiusanico e
per la borgata Castello (che fra l'altro non sapevo fosse il
luogo di origine della famiglia di Cristoforo Colombo) dalla
quale si imbocca una lunga stradina asfaltata che porta fino
alla frazione Monti sopra a Pontedassio (notevole il
panorama nei pressi della Porta Alpinae). Sfortunatamente
quest'ultima strada è stata recentemente pulita con il
decespugliatore, peccato che il risultato di questa
operazione sia ancora sulla strada che quindi ora è piena
fitta di spine secche. Forare in questo tratto è la cosa più
probabile che vi possa accadere! Arrivati a Monti si
riprende la strada in salita in direzione Albenga. La strada
porta al passo delle Grillarine che è il punto di “svalico”
fra la valle del Dianese e la valle Impero. Da qui inizia
l'ultimo tratto di discesa, tutto su sterrato, segnato da
precedenti gare. La discesa si svolge in parte si sentiero
ed in parte su discesa tecnica su ciottoli e pietroni.
Occorre fare molta attenzione in questo tratto, fino
all'abitato di Costa D'Oneglia, bellissimo paese sopra ad
Imperia (notevole il "carrugio" centrale). Da qui poi si
scende ad Imperia, sempre seguendo i paletti del percorso
72C, fino ad Imperia. Il resto del percorso è tutto su
asfalto, si va a Porto Maurizio e da qui tramite Caramagna
si sale a Vasia per arrivare alla conclusione del giro. |